Nelle audizioni di ieri sera davanti alle commissioni Trasporti di Camera e Senato, l'amministratore delegato di Poste Italiane ha aggiunto due tasselli importanti al dossier OPAS su TIM. Il primo riguarda i dipendenti: l'aumento di capitale a servizio dell'offerta produrrà un ammontare rilevante di nuove azioni e Del Fante ha aperto alla possibilità che una parte venga destinata ai lavoratori, eventualmente con un contributo aggiuntivo dell'azienda. Il secondo tassello è il Polo Strategico Nazionale. Con l'operazione su TIM, Poste arriverebbe a detenere il 65% del PSN sommando il 20% oggi trattato con CDP e il 45% in capo a TIM, con Leonardo e Sogei a consolidare le proprie quote. Del Fante ha anche ribadito che l'operazione non tocca la rete, oggi in capo a Fibercop. Sul contratto di programma con il MIMIT è arrivata la conferma che la posta prioritaria esce dal servizio universale, mentre il contributo pubblico resta a 262 milioni grazie alla diversificazione che nel 2025 ha generato 2,2 miliardi di utili.
Arrivano nuovi aggiustamenti sui canoni TIM nelle prossime settimane. Dal 26 aprile le offerte TIMVISION con Netflix e i pacchetti Family aumentano di un euro al mese, con recesso gratuito entro il 25 maggio. Dal primo maggio la rete fissa con contenuti TIMVISION sale di tre euro, portando il servizio a 13 euro mensili. Altri ritocchi per i pacchetti Gold, Calcio e Sport annuali sono previsti a giugno, con aumenti medi tra uno e quattro euro. Il piano rimodulazioni accompagna il lavoro di revisione del mix commerciale mentre prosegue l'istruttoria del CdA sull'OPAS Poste con gli advisor Evercore, Goldman Sachs, Bonelli Erede e Gatti Pavesi.
La ricerca Red Hat-Censuswide su 500 decision maker IT, con 100 intervistati italiani, fotografa un Paese in corsa sull'AI agentica ma fragile sulla governance. Il 92% dichiara di utilizzare già sistemi che attivano flussi di lavoro e compiono azioni in autonomia, leggermente sopra la media EMEA. Solo il 37% ha framework di governance solidi. Il 71% dichiara di avere una strategia di uscita dal fornitore AI principale, ma il 41% di questi ammette che subirebbe comunque un disservizio concreto. Per Red Hat Italia il tema è infrastrutturale: servono piattaforme aperte che diano trasparenza normativa e flessibilità reale, non solo la documentazione di un piano.
Lo studio IDC per Lenovo su 800 decision maker europei colloca l'Italia ai vertici EMEA per maturità AI. Il 74% delle aziende italiane è in fase avanzata di adozione e il 90% prevede di aumentare gli investimenti nei prossimi dodici mesi. Quasi un quarto delle imprese italiane guarda all'AI agentica come prossimo passo operativo, con primi ritorni tangibili in IT, data analytics, cybersecurity e marketing. Il playbook ricorda però che il campione riguarda solo aziende sopra i mille dipendenti: la vera sfida è replicare questo slancio nella media impresa e nelle filiere.
L'EU AI Act, in vigore da febbraio 2025, entra nei prossimi mesi nella fase di piena applicazione. Entro il 2 agosto 2026 scadono i termini per i sistemi ad alto rischio immessi sul mercato prima della data di entrata in vigore. La normativa si applica anche a chi ha semplicemente acquistato un sistema AI da un fornitore: un e-commerce con chatbot, uno studio commerciale con software predittivo, un manifatturiero con computer vision per il controllo qualità. L'autorità competente in Italia resta il Garante Privacy, in attesa della designazione di un'autorità dedicata. Per le PMI sono previsti supporto informativo e costi di vigilanza ridotti, ma gli obblighi sostanziali restano gli stessi.
L'aggiornamento Microsoft di aprile 2026 corregge 165 vulnerabilità ed è il secondo Patch Tuesday più grande nella storia dell'azienda secondo Zero Day Initiative. Tra le falle sanate c'è una zero-day su SharePoint già sotto attacco attivo, un'escalation di privilegi in Microsoft Defender (BlueHammer, resa pubblica su GitHub da un ricercatore in contrasto con il processo di divulgazione responsabile) e una vulnerabilità critica con CVSS 9.8 nel servizio Windows IKE v2 che consente l'esecuzione di codice remoto senza autenticazione. Interessati Windows Server 2016-2025 e alcune versioni client di Windows 10 e 11.
Il primo report istituzionale italiano dedicato agli infostealer, pubblicato da ACN a febbraio 2026 e rilanciato nei giorni scorsi, quantifica il fenomeno con numeri che spiegano perché il problema non si risolva cambiando password. Nel 2025 il malware LummaC2 ha sottratto oltre 940 mila credenziali italiane, RedLine Stealer altre 634 mila, DcRat circa 470 mila. Insieme alle credenziali vengono sottratti cookie di sessione, token di autenticazione e dati salvati nel browser, che consentono agli attaccanti di presentarsi come utenti legittimi bypassando i controlli standard. Il rapporto Clusit 2026 segnala 507 incidenti gravi in Italia nel 2025, phishing e social engineering a +75%.
Nuova conferma che il settore istruzione resta un bersaglio privilegiato del cybercrime italiano. Un istituto scolastico ha subito un attacco informatico con esfiltrazione di circa 1,9 GB di dati sensibili poi comparsi nel dark web. Nella stessa settimana il CERT-AgID ha rilevato una campagna phishing attiva che sfrutta i loghi del Sistema Tessera Sanitaria e il nome del Ministero della Salute per indurre le vittime a inserire credenziali su pagine false. Due episodi diversi, stesso meccanismo: l'attaccante non forza nessuna porta, la apre con la chiave sbagliata di un utente legittimo.
Il report CERT-AgID dell'ultima settimana conta 14 famiglie malware distribuite in Italia. Dominano infostealer come AgentTesla e FormBook, RAT come Remcos e NetSupport RAT, loader e trojan bancari come Guloader e Grandoreiro. Il tema più usato per veicolare minacce è "Ordine", con sette campagne che distribuiscono UpCrypter e DarkCloud sfruttando l'efficacia del pretesto business. Sul fronte mobile il tema "Banking" è veicolato via smishing con download di APK malevoli, con famiglie come AntiDot e MiningDropper. Il quadro conferma: il vettore mobile sta crescendo in modo strutturale, non è più un'eccezione.
Uno studio SEMrush rilancia l'attenzione sulla Generative Engine Optimization. LinkedIn è oggi il secondo dominio più citato nelle risposte di ChatGPT Search, Perplexity e Google AI Mode, presente nell'11% delle risposte generate. I contenuti originali pesano per il 95% delle citazioni, i reshare appena il 5%. Gli articoli long-form (500-2000 parole) generano il 50-66% delle citazioni. Non serve viralità: molti post citati hanno solo 15-25 reazioni. Serve però consistenza, con il 75% degli autori citati che pubblica almeno cinque volte al mese. Per il B2B italiano è un cambio di prospettiva: un profilo ignorato oggi significa ricerche generative che parleranno del tuo brand senza di te.
Il settimo rapporto annuale di Smartly su 450 leader marketing globali fotografa un settore che accelera ma inizia a dubitare. Il 75% dei marketer teme che la creatività AI stia rendendo i brand indistinguibili tra loro, l'86% ha già visto output AI molto simili a quelli dei competitor. Il 42% di chi usa Generative AI è ancora in fase di test iniziali, il 30% stima che serva almeno un mese per imparare una nuova piattaforma AI. Il 40% dei marketer vorrebbe pre-testare le creatività con audience sintetiche prima del lancio. La chiave per il 2026 non è produrre più contenuti, ma contenuti distintivi costruiti con l'AI senza assomigliare a tutti gli altri.
Matt Dobrodziej, President of Europe di Lenovo, commenta così i risultati del CIO Playbook 2026 pubblicato con IDC. Il passaggio rilevante non è sui numeri di adozione AI, in crescita ovunque, ma sul collo di bottiglia organizzativo. Il 21% delle imprese europee usa già sistemi agentici, il 65% dichiara di essere pronto a scalarli entro dodici mesi. Ma solo una minoranza ha oggi le competenze e la governance per farlo davvero. La sfida si sposta dal proof of concept al playbook operativo: chi integra compliance e fiducia fin dal disegno iniziale ottiene risultati misurabili, chi rincorre rimane nell'area dei progetti perpetuamente "quasi pronti".
La WWDC 2026 di Apple è fissata dall'8 al 12 giugno e il keynote del primo giorno ruoterà attorno al redesign di Siri in iOS 27. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, Apple aprirà Siri a chatbot di terze parti via un sistema "Extensions" nelle impostazioni, chiudendo l'arrangement esclusivo con OpenAI. Gli utenti potranno dirottare le query verso Claude di Anthropic, Gemini di Google, Grok di xAI e altri modelli. Parallelamente, Apple sta integrando Gemini come Foundation Model interno in una partnership pluriennale, con elaborazione che continua on-device e in Private Cloud Compute. Siri diventa anche un'app standalone con storico conversazioni e unificazione tra ricerca Siri e Spotlight. Per il resto iOS 27 sarà un anno "Snow Leopard": stabilità, performance, ottimizzazioni per l'iPhone foldable in arrivo in autunno.
Nei dati ANIASA-Dataforce del primo trimestre, il dato che meglio fotografa la svolta del mercato è uno solo: i marchi cinesi nel noleggio lungo termine sono triplicati, arrivando a 7.145 unità. Nel breve termine sono a 10.820 unità (+60%), con una quota del 18% sul totale immatricolato. Nel mercato complessivo la quota cinese è raddoppiata in un anno arrivando al 12,4%. Sul fronte delle alimentazioni il diesel nel NLT è al 22,6%, minimo storico, mentre nel breve termine crolla al 10,4%. La Fiat Panda resta la più noleggiata nel lungo termine, ma il ribaltamento dei vincitori del mix è iniziato. Per chi gestisce car policy il tema non è più "se" inserire un brand cinese, ma "quale" e "con che valori residui".
Il 2026 sarà ricordato come l'anno in cui il crimine informatico ha smesso di essere un settore basato sui servizi ed è diventato completamente automatizzato.