Telco & IT
2 notizieTrimestrale Poste il 7 maggio: ricavi attesi a 3,4 miliardi (+6%), dividend yield prospettico al 7-8%
Le case di analisi italiane si aspettano una partenza solida per Poste Italiane nel primo trimestre 2026, anche al netto del contributo di TIM. Equita stima ricavi pari a 3,4 miliardi di euro (+6% anno su anno) e un utile operativo a 870 milioni con un margine al 25%, mentre Banca Akros lo proietta poco più basso a 826 milioni (+6,2%). L'utile reported, secondo Equita, dovrebbe attestarsi a 820 milioni, con la divisione Mail&Parcel attesa a 970 milioni di ricavi (+2%) trainata dai pacchi a doppia cifra. La differenza fra utile reported ed utile ex-TIM è dovuta a una voce one-off positiva da circa un miliardo presente nel quarto trimestre 2025 e legata al rimborso del canone di concessione. Il rendimento del dividendo è destinato a salire al 7-8%, livello che diventa una leva di marketing decisiva per persuadere gli azionisti TIM ad aderire all'OPAS. Del Fante ha sostenuto che il prezzo offerto (0,167 euro in cash più 0,0218 azioni Poste, valore complessivo 0,635 per azione) è "fair" e garantisce ai soci TIM un dividendo visibile e interessante che mancava da cinque anni.
Nuovi listini wholesale FiberCop: aumento dell'8,8% sui prezzi FTTC entro fine 2026, ribasso sulla fibra pura FTTH
FiberCop, riconosciuta da AGCOM come operatore wholesale-only, ha presentato la nuova proposta di revisione dei listini per i servizi all'ingrosso che impatterà tutti gli operatori clienti, TIM in primis. Il piano prevede un aumento progressivo dell'8,8% sui prezzi FTTC entro la fine dell'anno e una riduzione sui canoni FTTH, una mossa pensata per accelerare la migrazione dal rame alla fibra ottica e sostenere il piano di investimenti da 10 miliardi nel quadriennio 2024-2027. Per gli operatori retail, l'effetto pratico è un riallineamento del costo industriale dei servizi a clienti finali: chi vende ancora soluzioni in tecnologia FTTC vedrà comprimersi i margini, chi spinge sulla fibra pura potrà beneficiare di prezzi wholesale più favorevoli. Le ricadute sono già visibili. Dal 1° maggio 2026 alcune offerte di rete fissa TIM aumenteranno di 2,99 euro al mese, una rimodulazione che riflette il nuovo equilibrio dei costi di accesso. Sulla rete fissa TIM ha inoltre eliminato dal 22 febbraio la priorità di FiberCop su Open Fiber: oggi il rivenditore propone l'FTTH disponibile a parità di tecnologia, indipendentemente dall'infrastruttura. Una piccola rivoluzione commerciale che racconta quanto la separazione fra TIM e la rete sia ormai operativa, non solo societaria.
Cloud & Digital
2 notizieAdobe Summit 2026: arriva CX Enterprise con il primo "AI Coworker" agentico, partnership multi-vendor con Anthropic, AWS, Google e OpenAI
Al Summit di Las Vegas del 20 aprile Adobe ha presentato CX Enterprise, sistema agentico end-to-end pensato per orchestrare l'intero ciclo del cliente, dall'acquisizione alla fidelizzazione. Il pezzo più rilevante è CX Enterprise Coworker, agente capace di ricevere un obiettivo di business (per esempio "aumenta del 3% le performance di cross-sell"), comporre il piano d'azione coordinando altri agenti, raccogliere segmenti, asset creativi e insight, attendere l'approvazione e poi eseguire e monitorare la campagna fino al risultato. Il sistema è alimentato da Adobe Brand Intelligence, motore che impara in tempo reale i segnali del brand, e da Adobe Engagement Intelligence per la decisioning. La novità strategica è l'apertura: CX Enterprise interopera nativamente con Anthropic, AWS, Google Cloud, IBM, Microsoft, NVIDIA e OpenAI tramite Model Context Protocol, mentre la stessa Adobe stima ricavi 2026 a 26,1 miliardi grazie all'adozione delle proprie soluzioni AI. Per i CMO il messaggio è netto: la sfida non è più "se" usare l'AI nel marketing ma come governare un ecosistema di agenti che lavorano dentro lo stack aziendale invece di sostituirlo.
Le big agency si verticalizzano sull'AI: Omnicom firma con Adobe per quattro settori, WPP integra Google Earth AI
Il 21 aprile, sempre allo Summit di Adobe, Omnicom ha annunciato l'estensione della partnership globale con Adobe per costruire un Agentic Operating Model verticalizzato su quattro settori: retail, financial services, pharma, automotive. La piattaforma Omni di Omnicom verrà integrata con lo stack creativo e di marketing di Adobe per coprire cinque casi d'uso (customer experience end-to-end, omnichannel planning, total creative workflow, dot.com, email) attraverso un knowledge graph cliente-specifico. Sul fronte parallelo, durante Google Cloud Next del 22 aprile, WPP ha integrato i modelli Earth AI di Google nella sua piattaforma agentica WPP Open: traffico, meteo e pattern di movimento del quartiere diventano segnali in tempo reale per anticipare la domanda dei consumatori e automatizzare l'attivazione media a livello iperlocale. Considerando che oltre l'80% delle vendite retail avviene ancora offline, il dato geospaziale diventa il nuovo strato di context su cui agganciare gli agenti di marketing. Sono due mosse che raccontano una transizione precisa: dalla sperimentazione AI alla messa in produzione su processi specifici per industry, con responsabilità chiare e KPI misurabili.
Cyber Security
2 notizieCinque attacchi ransomware su PMI italiane in cinque giorni: colpiti consulenza, vino piemontese, infrastrutture, farmaceutico e costruzioni
Tra il 15 e il 19 aprile sono state rivendicate cinque azioni ransomware contro aziende italiane di settori molto diversi, una concentrazione che restituisce il ritmo industriale a cui sta lavorando il cybercrime sul tessuto produttivo nazionale. Il gruppo akira ha colpito Pharmathek, specializzata in automazione per farmacie e robotica di magazzino, settore particolarmente delicato per la presenza di dati industriali e clienti sanitari. Il gruppo qilin ha rivendicato un attacco al Gruppo ICM, grande impresa di costruzioni. Il gruppo coinbasecartel ha colpito ASTM, attiva in infrastrutture e costruzioni autostradali. Il gruppo thegentlemen ha rivendicato due azioni: contro IC Partners (consulenza per l'internazionalizzazione delle imprese) e contro Marchesi di Barolo, storica azienda vinicola piemontese. Tutti gli attacchi seguono il modello della doppia estorsione: cifratura dei dati e minaccia di pubblicazione delle informazioni esfiltrate. Il pattern è quello che il rapporto Cyberoo 2026 chiama "industrializzazione" del cybercrime: strumenti automatizzati, supply chain digitale come vettore preferito, target di media dimensione perché redditizi e meno protetti delle grandi corporate. Per le PMI italiane il messaggio operativo è semplice e già noto: backup offline testati, MFA su tutti gli accessi, segmentazione di rete, formazione anti-phishing.
Voucher Cloud e Cybersecurity: chiuso il 23 aprile lo sportello fornitori. Il ministero attende l'apertura delle domande PMI da 20 mila euro
Si è concluso il 23 aprile alle 12:00 il primo step operativo del Voucher Cloud e Cybersecurity, la misura del MIMIT da 150 milioni di euro pensata per la digitalizzazione sicura di micro, piccole e medie imprese e professionisti. Lo sportello, aperto il 4 marzo, era riservato ai fornitori tecnologici (software house, system integrator, MSP) che vogliono qualificarsi per vendere le soluzioni agevolabili. La gestione delle verifiche è affidata a Infratel Italia, che entro 60 giorni dalla chiusura formerà l'elenco definitivo. Solo i servizi inclusi nel catalogo saranno ammissibili. Subito dopo, presumibilmente nella seconda metà del 2026, partirà la fase due: lo sportello per le domande di contributo da parte delle imprese beneficiarie, con assegnazione a sportello in ordine cronologico fino a esaurimento fondi. La misura copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un tetto di 20 mila euro per beneficiario, su una spesa minima di 4 mila. Le categorie finanziabili coprono hardware e software di cybersecurity (firewall, antimalware, SIEM, monitoraggio reti) e di cloud computing. Per le PMI il consiglio operativo è non aspettare l'apertura: preparare ora il fascicolo di progetto, identificare il fornitore qualificato e mantenere il regime de minimis sotto controllo, perché i 300 mila euro su tre anni di altri aiuti pesano sulla cumulabilità.
Marketing & Comunicazione
1 notiziaState of Marketing 2026: l'AI agentica diventa infrastruttura, ma il 64% dei CMO ancora non riesce a misurare il ROI
L'edizione 2026 dello State of Marketing di Salesforce, basata su 4.450 marketer in 26 Paesi, fotografa una trasformazione strutturale del marketing globale. Il punto chiave non è più l'adozione dell'intelligenza artificiale (ormai pervasiva) ma il salto di status: l'AI passa da supporto tattico a infrastruttura strategica che ridefinisce ruoli, metriche e responsabilità di un'intera funzione aziendale. La spinta arriva da AI agentica e dati connessi che permettono personalizzazione su scala e ottimizzazione del ROI in tempo reale. Restano però tre nodi irrisolti che spiegano perché molte aziende italiane esitano: integrazione di sistemi che continuano a vivere in silos, gestione della privacy in un quadro regolamentare europeo sempre più stringente, scarsità di competenze interne capaci di tradurre la tecnologia in casi d'uso operativi. Il 64% dei CMO globali ammette di non riuscire ancora a dimostrare l'impatto finanziario dell'AI nel marketing al CFO. Il messaggio implicito per chi guida la funzione è che il vantaggio competitivo nel 2026 non si misura più sulla quantità di tool adottati, ma sulla capacità di costruire un'architettura agentica governabile e misurabile, con KPI chiari fin dalla fase di pilot.
Dal Network LinkedIn
1 spuntoBeliūnas ironico sull'iperbole AI 2026: "Quando ogni prodotto è un dipendente AI agentico, nessuno lo è davvero"
Linas Beliūnas, fondatore della newsletter sulla intersezione fra finanza e AI seguita da centoventimila iscritti, ha pubblicato sul suo profilo LinkedIn una riflessione ironica che sta circolando nel network B2B europeo. Il "playbook per vendere qualunque cosa nel 2026", scrive, recita più o meno così: "è un AI employee multi-agentico completamente autonomo con workflow auto-orchestranti, memoria persistente e tool use nativo, basato su Claude Mythos Preview, eseguito su un cluster NVIDIA Vera Rubin NVL72 dedicato, pre-ASI e con 10x ROI out-of-the-box". Imbattibile, dice. La satira coglie un punto serio. Quando ogni vendor adotta lo stesso vocabolario tecnico per dire la stessa cosa, l'effetto pratico per chi compra è la perdita totale di criterio di scelta. La conseguenza è che si sceglie su altro: track record del fornitore, qualità del supporto, capacità di integrarsi con lo stack esistente, costo reale di esercizio quando il pilota diventa produzione. Per chi presidia il marketing B2B in Italia il messaggio è doppio: smettere di rincorrere la lingua di tutti gli altri, e tornare a comunicare quello che il proprio prodotto fa di concreto, in italiano comprensibile, con esempi e numeri verificabili.
Focus Apple
1 notiziaMark Gurman anticipa la roadmap Ternus: l'iPhone Fold sarà il primo grande prodotto della nuova era Apple
Nella newsletter Power On di domenica 26 aprile, Mark Gurman ha tracciato una mappa dei primi grandi rilasci che porteranno la firma di John Ternus, designato CEO Apple a partire dal primo settembre 2026. Il primo prodotto major sotto la nuova gestione sarà l'iPhone Fold, lanciato a settembre insieme alla famiglia iPhone 18 Pro. Gurman conferma anche un'ambiziosa accelerazione nel comparto smart home, con una nuova generazione di dispositivi domestici in arrivo che dovrebbe segnare la prima vera incursione massiva di Apple in questo segmento. Sul fronte software, il logo del WWDC del 9 giugno è stato decifrato dallo stesso Gurman come anticipazione del nuovo design di Siri per iOS 27: interfaccia chatbot integrata nella Dynamic Island, app Siri dedicata pre-installata, supporto a multi-comando e ad agenti AI di terze parti. Le novità WWDC andranno oltre Siri: Visual Intelligence leggerà etichette nutrizionali, estrarrà contatti dalle foto, salverà pass fisici. iOS 27 perderà il supporto a iPhone 11, 11 Pro, 11 Pro Max e SE seconda generazione. Il messaggio implicito di Cupertino, in mezzo a un cambio di leadership che il mercato ha accolto con un calo limitato dello 0,5%, è che la pipeline di prodotto resta intatta e che la transizione sarà di gestione, non di strategia.
Focus Automotive & Fleet
1 notiziaAyvens accelera sul leasing dell'usato: accordo con Renault per ricondizionare le elettriche a Flins, obiettivo 10 mila contratti l'anno
Ayvens, gruppo nato dalla fusione tra ALD Automotive e LeasePlan e tra i mandati storici di GPA, ha avviato una collaborazione industriale con Renault per ricondizionare le auto al termine del primo contratto di noleggio e rimetterle sul mercato come "Re-Lease". Il sito di Flins, in Francia, lavorerà sia auto sia furgoni della flotta Ayvens, ampliando una partnership che negli ultimi mesi aveva già visto transitare oltre 5 mila veicoli. L'obiettivo industriale è portare i contratti di leasing sull'usato dai 1.800 del 2025 a 3.500 nel 2026 e a 10 mila l'anno entro tre anni, contro le circa 10 mila locazioni mensili dell'auto nuova. La logica sotto la mossa è quella che oggi pesa più di tutto sui bilanci delle società di noleggio: la gestione del valore residuo. Sulle elettriche la rapida svalutazione del nuovo ha eroso i valori a fine contratto, costringendo a soluzioni che proteggano la redditività. Il leasing dell'usato è una di queste: contratti ulteriori dopo il primo, da 24 a 60 mesi (fino a 84 in casi specifici), con canoni più bassi per il cliente e un'apertura ai privati con minimi di soli 12 mesi. Per i fleet manager italiani il segnale è che la transizione elettrica non si gioca più sull'incentivo all'acquisto ma sulla gestione del ciclo di vita completo del veicolo, e che le grandi piattaforme di noleggio si stanno organizzando di conseguenza.