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Rassegna stampa

Mercoledì 29 Aprile 2026
Edizione #023
Notizia del giorno

OpenAI esce dall'esclusiva con Microsoft. Modelli su qualsiasi cloud, AWS Bedrock già confermato, salta la clausola AGI

Il 27 aprile Microsoft e OpenAI hanno annunciato la riscrittura più sostanziale della loro partnership dall'investimento iniziale del 2019. La nuova intesa apre a OpenAI la possibilità di servire i propri modelli su qualsiasi cloud provider, mettendo fine all'esclusiva Azure che aveva caratterizzato la relazione fino ad oggi. Andy Jassy, CEO di Amazon, ha confermato lo stesso giorno su X che i modelli OpenAI saranno disponibili su AWS Bedrock nelle prossime settimane, accanto al nuovo Stateful Runtime Environment. Google Cloud sta già esaminando le condizioni del nuovo accordo per valutare un proprio ingresso. La struttura economica cambia in modo significativo. Microsoft non versa più revenue share a OpenAI per i clienti che accedono ai modelli via Azure. OpenAI continua a pagare il 20% di revenue share a Microsoft fino al 2030, ora soggetto a un cap non comunicato. La licenza di Microsoft sulla proprietà intellettuale di OpenAI diventa non esclusiva e ha una scadenza fissa al 2032, eliminando definitivamente la controversa clausola AGI che legava i diritti commerciali di Microsoft al raggiungimento dell'intelligenza artificiale generale. Per le grandi imprese italiane il riequilibrio cambia il quadro di scelta: la fine dell'esclusiva consente strategie multi-cloud genuine, riduce il lock-in con Azure e accelera la concorrenza nel mercato dell'AI enterprise. Microsoft conserva il ruolo di primary cloud partner e una quota azionaria di circa il 27%, ma non controlla più la distribuzione. Il messaggio per CIO e responsabili IT è chiaro: l'era della scelta forzata tra un cloud e l'altro per accedere ai modelli più avanzati è finita.

Fonte: Microsoft Blog  ·  Axios  ·  TechCrunch  ·  27-28 Apr 2026

Telco & IT

2 notizie
Bloomberg · Milano Finanza

Inwit guarda ai data center: in trattativa con WindTre per asset da 100 milioni. Diversificazione obbligata dopo la rottura con TIM e Fastweb+Vodafone

Secondo indiscrezioni di Bloomberg riprese il 28 aprile da Milano Finanza, Inwit sta trattando con WindTre per rilevare data center e centrali di telecomunicazione dell'operatore controllato da CK Hutchison. Il deal viene valutato intorno ai 100 milioni di euro e il gruppo guidato dal direttore generale Diego Galli potrebbe presentare un'offerta vincolante già questa settimana. Il titolo Inwit ha reagito positivamente, +1,58% a Piazza Affari il 28 aprile a quota 7,405 euro. La mossa è una risposta industriale precisa al doppio strappo dei mesi scorsi: la disdetta dei Master Service Agreement da parte di Fastweb+Vodafone (con effetto marzo 2028) e di TIM (agosto 2030), che insieme generano l'85% del fatturato della towerco. Allargare il perimetro oltre le torri verso i data center significa intercettare la domanda di edge computing, AI inference e infrastrutture di prossimità che TIM e Fastweb+Vodafone stanno costruendo in alternativa al modello tower. Per Inwit è la prima vera diversificazione strategica del business dopo l'incorporazione delle torri Vodafone del 2020. La partita giudiziaria con i due anchor tenant resta aperta davanti al Tribunale di Milano, ma il messaggio agli investitori è che la towerco non aspetterà l'esito dei contenziosi per ridisegnare il proprio futuro industriale.

Fonte: Milano Finanza  ·  Bloomberg  ·  28 Apr 2026
AGCOM · Sole 24 Ore · Federprivacy

AGCOM lancia i numeri brevi a tre cifre contro le frodi telefoniche. Le aziende legittimate avranno un identificativo riconoscibile a colpo d'occhio

La Commissione per le Infrastrutture e le Reti di AGCOM ha approvato il 14 aprile la delibera 21/26/CIR che aggiorna il Piano nazionale di numerazione introducendo l'uso di numerazioni brevi a tre cifre come identificativo del chiamante per call center, utility, banche e operatori telefonici autorizzati. Il provvedimento, comunicato pubblicamente il 27 aprile, mira a contrastare lo spoofing telefonico e il telemarketing aggressivo che negli ultimi anni hanno eroso la fiducia degli utenti nei servizi di comunicazione elettronica. L'approccio è graduale e articolato su orizzonti temporali diversi. La delibera amplia il perimetro delle numerazioni utilizzabili come caller-ID includendo anche i numeri a oneri zero, i servizi di pubblica utilità, i servizi armonizzati europei a valenza sociale, l'assistenza clienti, gli SMS e MMS. AGCOM ha contestualmente istituito un Tavolo tecnico con gli operatori per definire le modalità attuative, con particolare riguardo alle numerazioni dedicate esclusivamente a teleselling e telemarketing nei comparti energia elettrica e gas, dove le segnalazioni di pratiche aggressive sono moltiplicate. Il provvedimento si integra alle precedenti delibere sulla trasparenza 106/25/CONS e 271/25/CONS. Per i fornitori di servizi telco e per i call center compliant è un'occasione di riposizionamento commerciale: poter dimostrare con un dato visivo immediato di operare nella legalità diventa un asset competitivo.

Fonte: AGCOM  ·  Sole 24 Ore  ·  27 Apr 2026

Cloud & Digital

2 notizie
Dataconomy · BetaNews · TheAIInsider

Cosa cambia per le imprese italiane: il riequilibrio Microsoft-OpenAI apre una stagione di multi-cloud reale per l'AI enterprise

L'amended agreement Microsoft-OpenAI annunciato il 27 aprile non è solo una notizia da Wall Street. Per le aziende italiane che hanno costruito i propri stack AI sulla disponibilità Azure dei modelli OpenAI, il riequilibrio ha implicazioni operative immediate. Primo: la fine dell'esclusiva su API stateless permette di replicare gli stessi workload su AWS Bedrock o, prossimamente, Google Cloud, riducendo il rischio di lock-in e abilitando strategie di disaster recovery multi-cloud genuine. Secondo: cambia il calcolo del TCO. Aziende che oggi sostengono costi Azure premium per accedere ai modelli più recenti potranno valutare price-performance comparabili su altri hyperscaler, soprattutto se già clienti AWS o GCP per altri carichi. Terzo: il vincolo "first on Azure" resta, ma con un'eccezione importante. Microsoft può rinunciare al diritto di first-launch se non ritiene di poter supportare le capacità necessarie. Per i settori regolamentati italiani questo significa più opzioni di sovereignty sui dati, soprattutto in ottica AI Act. Microsoft mantiene comunque la quota azionaria del 27% in OpenAI e conserva diritti di IP non esclusivi fino al 2032. Il vero perdente del riassetto, secondo gli analisti, è il modello "single-vendor AI strategy" che molti CIO avevano adottato per semplificare procurement e governance. Il messaggio è che l'AI enterprise è entrata in una fase di concorrenza vera tra cloud provider sui modelli, non più solo sull'infrastruttura.

Fonte: Dataconomy  ·  BetaNews  ·  28 Apr 2026
Anthropic · Comunicato

Anthropic apre la sede di Sydney e nomina Theo Hourmouzis general manager per Australia e Nuova Zelanda

Anthropic ha annunciato il 27 aprile l'apertura ufficiale della sede di Sydney e la nomina di Theo Hourmouzis a general manager per Australia e Nuova Zelanda. Si tratta del secondo hub Asia-Pacifico dopo l'ufficio di Tokyo aperto a fine 2024 e dell'ennesimo segnale che la crescita enterprise di Claude sta spostando il baricentro commerciale dell'azienda fuori dagli Stati Uniti. La mossa segue di pochi giorni l'annuncio dell'espansione di compute con Amazon fino a 5 gigawatt e arriva nello stesso mese del rilascio di Claude Opus 4.7, l'ultimo modello di punta di Anthropic ottimizzato per software engineering avanzato e ragionamento documentale enterprise. La presenza diretta in Australia consente di servire grandi clienti delle quattro grandi banche, dei carrier di telecomunicazione e del settore minerario senza passaggi via San Francisco. Il pattern è simile a quello adottato in India a febbraio 2026 con l'apertura di Bengaluru e la partnership con Infosys per i settori regolamentati. Per Anthropic, che genera oltre il 90% dei ricavi da contratti enterprise e API, il presidio territoriale è una leva di sales execution, non di marketing.

Fonte: Anthropic  ·  27 Apr 2026

Cyber Security

2 notizie
CSIRT Italia · ACN · ICT Security

AKIRA continua a colpire le PMI italiane attraverso firewall SonicWall e SSL VPN. ACN: NIS2 fissa scadenza ottobre 2026 per misure di base, sanzioni fino a 10 milioni

Il bollettino del CSIRT Italia continua a segnalare l'incremento di attacchi ransomware attribuibili al gruppo AKIRA, con 13 incidenti confermati dall'inizio dell'anno e target prevalente tra le piccole e medie imprese italiane. Le analisi tecniche confermano lo sfruttamento sistematico di vulnerabilità n-day non patchate sui dispositivi perimetrali, con preferenza per i firewall SonicWall, e la compromissione dei servizi SSL VPN esposti senza autenticazione multi-fattore. AKIRA opera con doppia estorsione, esfiltrazione dei dati prima della cifratura e minaccia di pubblicazione sui siti del leak. Il quadro normativo si sta inasprendo. La direttiva NIS2 fissa per i soggetti registrati nella coorte di aprile 2025 una scadenza di completo adeguamento alle misure di base entro ottobre 2026, ID.RA-08 inclusa, che impone un sistema strutturato di gestione delle segnalazioni di vulnerabilità raccordato a CSIRT Italia come coordinatore CVD. ACN dispone di poteri ispettivi e sanzionatori importanti: le sanzioni pecuniarie per i soggetti essenziali, escluse le PA, possono raggiungere 10 milioni di euro o il 2% del fatturato annuo mondiale; per i soggetti importanti la soglia è di 7 milioni o l'1,4%. Tradotto in operativo per i CISO italiani: il 2026 è l'anno in cui la compliance NIS2 smette di essere documentale e diventa misurabile, mentre AKIRA continua a sfruttare le PMI meno preparate come terreno di caccia.

Fonte: ACN  ·  ICT Security Magazine  ·  19 Apr 2026
McKinsey · Report

Sicurezza AI a rischio: ricerca su 428 router rivela intermediari che esfiltrano credenziali dalle tool-call degli agenti di coding

Una ricerca sistematica di UC Santa Barbara, UC San Diego, Fuzzland e World Liberty Financial ha analizzato 428 router commerciali e gratuiti utilizzati per orchestrare le chiamate degli agenti AI verso modelli e tool. I risultati documentano la presenza di intermediari malevoli che riscrivono attivamente le tool-call degli agenti di coding ed esfiltrano credenziali, API key e segreti durante il transito. L'incidente LiteLLM del marzo 2026 conferma su scala industriale che la minaccia non è teorica: un router open source ampiamente adottato dalle imprese per ridurre i costi di routing tra modelli si è rivelato vettore di compromissione effettiva. La ricerca individua tre pattern di attacco: man-in-the-middle sui router self-hosted con configurazioni deboli, supply chain attack su pacchetti Python e Node che agiscono come router, e prompt injection lato modello che induce l'agente a inviare dati sensibili a endpoint controllati dall'attaccante. Per le aziende italiane che hanno adottato Claude, GPT o Gemini in ambiente produttivo via router multi-modello, il messaggio è netto: il perimetro di rischio si è spostato dal modello al middleware. Servono audit specifici sui router AI, segregazione dei segreti, monitoraggio delle tool-call e validazione degli output prima dell'esecuzione di azioni con impatto sui sistemi reali. La governance enterprise dell'AI agentic non può prescindere da questa nuova categoria di controlli.

Fonte: ICT Security Magazine  ·  UC Santa Barbara, Fuzzland  ·  22 Apr 2026

Marketing & Comunicazione

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McKinsey · Report

McKinsey sul marketing agentic: il vero collo di bottiglia non è la tecnologia, è l'architettura legacy delle MarTech aziendali

Il nuovo studio McKinsey "Reinventing marketing workflows with agentic AI" pubblicato il 21 aprile è il primo tentativo strutturato di leggere il marketing agentic dal punto di vista del CMO, non del vendor. La tesi è chiara: il futuro del marketing si gioca non sui campaign launch ma sulla capacità di costruire sistemi che apprendono, personalizzano in tempo reale, ottimizzano l'intero funnel e progettano esperienze pensate sia per le persone che per gli agenti AI che le guidano. McKinsey identifica un paradosso operativo che le aziende italiane riconosceranno bene. Le funzioni marketing sono state tra le prime ad adottare la GenAI con use case isolati di copy generation, image creation e personalizzazione. Risultato: una somma di pilot scollegati che aumentano l'attività ma non spostano la bottom line. La causa profonda è strutturale, non tecnologica: le architetture MarTech legacy con CMS, DAM, CRM e analytics multipli non sono mai state progettate per workflow agentici real-time o data model condivisi. È il "GenAI paradox": la tecnologia è ovunque tranne che nei conti economici. La via d'uscita richiede di riprogettare l'orchestrazione, non aggiungere altri strumenti. Casi citati come piattaforme pubblicitarie che ottimizzano autonomamente bid, budget e creative su tutti i canali in tempo reale mostrano improvement misurabili sul ROAS, ma sono possibili solo dove il dato viaggia in modo unificato. Per i CMO italiani la lezione è che il prossimo budget AI dovrebbe finanziare il middleware di orchestrazione prima dei tool finali.

Fonte: McKinsey  ·  21 Apr 2026

Dal Network LinkedIn

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Linas Beliūnas

Beliūnas legge la Y Combinator Summer 2026: Company Brain, AI-native services e chip per agenti sono la nuova mappa del rischio per chi costruisce in 2026

Linas Beliūnas, voce seguita da oltre un milione di professionisti su LinkedIn e autore della newsletter Substack su FinTech e AI, ha commentato il 28 aprile la Request for Startups Summer 2026 di Y Combinator pubblicata lo stesso giorno. Per Beliūnas è il segnale più diretto che il miglior acceleratore al mondo abbia mai inviato ai founder. Tre temi dominano la lista: il "Company Brain", ossia sistemi che strutturano la conoscenza interna in mappe eseguibili da agenti AI; le AI-native service company che vendono outcome invece di software in aree come assicurazione e compliance; i chip di inferenza ottimizzati per workflow agentici, perché le architetture pensate per "prompt-in, response-out" non funzionano con agenti che mantengono stato. La cornice strategica è la frase che Beliūnas evidenzia citando YC: l'AI ha smesso di essere una feature e ha iniziato a essere la fondamenta. Le opportunità si spostano dove l'AI converge con robotica, energia, biologia e spazio. Le interpretazioni operative per chi guida un'impresa europea sono due. Primo: i vendor che oggi vendono software stanno per vedersi insidiare dai competitor che vendono il servizio finito reso possibile dall'AI, soprattutto in compliance e procurement. Secondo: chi non ha ancora trasformato la propria documentazione interna in un knowledge graph machine-readable resterà tagliato fuori dai vendor che già propongono "company brain" enterprise. La finestra utile è di sei-dodici mesi, non di tre anni.

Fonte: Linas Beliūnas su LinkedIn  ·  Y Combinator RFS  ·  28 Apr 2026

Focus Apple

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CNBC · UBS · Seeking Alpha · S&P Global

Apple riporta giovedì 30 aprile l'ultima trimestrale di Cook prima del passaggio a Ternus. Consensus a 109 miliardi, iPhone a 56,5 miliardi, e una memoria che inizia a costare

Apple presenta giovedì 30 aprile a mercati chiusi i risultati del fiscal Q2 2026, ultimo trimestre completo sotto la guida di Tim Cook prima del passaggio del testimone a John Ternus il primo settembre. Il consensus si attesta a 109,3 miliardi di dollari di ricavi totali, in crescita del 13-16% anno su anno, con iPhone a 56,5 miliardi su circa 60 milioni di unità. UBS ha alzato il 28 aprile il target price da 280 a 287 dollari, citando supply chain forte e momentum sostenuto del ciclo iPhone 17, soprattutto in Cina dove le spedizioni del primo trimestre solare sono cresciute del 20% anno su anno e Apple è risalita al secondo posto con il 19% di quota. La pressione operativa più seria arriva dal lato componenti. La memoria DRAM e NAND ad alte prestazioni è diventata difficile da reperire perché la build-out delle infrastrutture AI ne ha fatto esplodere la domanda. Apple ha assorbito 1,4 miliardi di costi tariffari nel Q1 e UBS segnala che la capacità di garantire silicio e memoria è oggi un vantaggio competitivo che ha contribuito ai recenti share gain. Sul fronte Services il consensus indica 30 miliardi di ricavi, un altro record con margine lordo oltre il 70%. Tre i temi che gli analisti seguiranno nel call: la guidance Q3 che fisserà il tono del ciclo iPhone autunnale e dell'iPhone Fold di settembre, gli effetti del nuovo accordo Apple-Google su Gemini per il revamp di Siri previsto a WWDC, e le prime indicazioni operative di Ternus, che potrebbe non comparire ancora nella conference call ma il cui imprinting industriale sta già modellando le aspettative.

Fonte: CNBC  ·  AppleInsider  ·  28 Apr 2026

Focus Automotive & Fleet

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UNRAE · ANIASA · Sbircia la Notizia

Flotte aziendali Q1 2026: il rinnovo rallenta, l'NLT scende al 21,1% del mercato, ma plug-in +57% e l'elettrico continua a salire dove la car policy lo abilita

I dati UNRAE incrociati con ANIASA raccontano un primo trimestre 2026 che nasconde un rallentamento strutturale del rinnovo delle flotte aziendali italiane sotto la fotografia di un noleggio complessivamente in crescita. Il noleggio a lungo termine totalizza 251.680 contratti nel Q1, con una flessione dell'1% su base annua e una durata media salita a 22 mesi. Il canale scende al 21,1% del mercato e perde 2,7 punti di quota. Il dato richiede una lettura attenta. Sulle immatricolazioni complessive il noleggio sfiora il 34%, ma la crescita arriva quasi tutta dal breve termine spinto dalle Olimpiadi di Milano-Cortina e dalla Pasqua precoce. L'NLT, canale strutturale per le aziende, è in raffreddamento. La causa è fiscale prima che industriale. Il nuovo fringe benefit basato sull'alimentazione del veicolo introdotto dal 2025, le riassegnazioni dei veicoli, il trattamento delle ricariche domestiche e la convivenza di regimi diversi dentro la stessa car policy hanno spostato il problema dall'acquisto all'amministrazione. I fleet manager più strutturati stanno comunque accelerando l'elettrificazione: le ibride classiche guidano con il 33,7% dei contratti, il diesel scende al 29,6%, le plug-in salgono all'11,5% con una crescita del 57,4% anno su anno e le elettriche pure arrivano al 5,6% con un +12,6%. Il messaggio per chi gestisce flotte aziendali è che la complessità fiscale è oggi il vero freno al rinnovo, mentre la transizione energetica passa solo attraverso car policy aggiornate e una telematica usata per ottimizzare TCO, non solo per gestire furti e sinistri.

Fonte: Sbircia la Notizia  ·  UNRAE · ANIASA  ·  18 Apr 2026

Il numero della settimana
19%
È la quota di mercato di Apple in Cina nel Q1 2026, secondo i dati IDC. Apple è risalita al secondo posto, con un balzo dal quarto del trimestre precedente quando era dietro Huawei, Oppo e Vivo. Le spedizioni di iPhone in Cina sono cresciute del 20% anno su anno, traino dell'ultima trimestrale di Cook prima del passaggio a Ternus. L'eredità che il nuovo CEO riceve è una macchina che ha ritrovato slancio nel mercato più contestato del mondo. Fonte: IDC, Q1 2026.
La citazione
"
L'AI ha smesso di essere una feature e ha iniziato a essere la fondamenta.
Y Combinator, Request for Startups Summer 2026, pubblicata il 28 aprile. La frase apre la nuova lista di idee che l'acceleratore vuole finanziare: software, servizi, silicio e AI nel mondo fisico. Non un trend, ma una mappa di gap industriali ora risolvibili.