Telco & IT
3 notizieTIM Q1 2026: ricavi organici 3,32 miliardi (+1,4%), Cloud +14,5%, ICT al 65% dei ricavi. Guidance 2026 confermata. Rimodulazioni su 4 milioni di utenze nel trimestre
Il primo trimestre 2026 di TIM si chiude in linea con il consensus. La notizia vera è nella composizione dei ricavi: l'ICT raggiunge il 65% del totale (+1 punto percentuale anno su anno), il Cloud cresce del 14,5% grazie anche al Polo Strategico Nazionale il cui contributo aumenta del 50%, con oltre 650 pubbliche amministrazioni servite. Il valore del portafoglio ordini è atteso in crescita a oltre 4,2 miliardi nel 2026. Sul fronte consumer la strategia valore-volume prosegue: Labriola ha comunicato che circa 4 milioni di utenze sono state coinvolte in rimodulazioni tariffarie nel trimestre, con segmentazione più cauta rispetto al 2025 per contenere il churn. È il quinto anno consecutivo su questa traiettoria. La guidance 2026 è confermata: ricavi di gruppo in crescita tra il 2% e il 3%, EBITDA After Lease tra il 5% e il 6%. Per i partner TIM Enterprise, il segnale è di continuità sul posizionamento come piattaforma sovrana per carichi di lavoro AI e trusted partner per l'adozione di soluzioni hyperscaler.
PosteMobile Full MVNO: migrazione completata ad aprile 2026, con qualche settimana di anticipo. Tutte le SIM ora su rete TIM, nessuna variazione economica per i clienti
Poste Italiane ha confermato ufficialmente che il passaggio di tutte le SIM PosteMobile sulla rete mobile TIM si è concluso nel mese di aprile 2026, anticipando la scadenza di fine giugno prevista inizialmente. Il passaggio è avvenuto in modo automatico e graduale senza interruzione del servizio né variazioni alle condizioni contrattuali. Con PosteMobile interamente su rete TIM, Poste può ora costruire offerte integrate cross-product nei propri 12.800 uffici postali: connettività mobile, casa, assicurazione, pagamenti come pacchetto unico per famiglie e PMI. Per i partner del canale telco italiano: il mercato consumer sta entrando in una fase di consolidamento dell'offerta in cui chi vende solo connettività sarà esposto ai bundle multi-servizio Poste-TIM in uscita nel secondo semestre 2026.
TIM: conversione azioni di risparmio in ordinarie dal 6 al 19 maggio. Semplificazione struttura capitale in vista OPAS. Dal 21 maggio le azioni di risparmio escono da Piazza Affari
Dal 6 maggio è aperta la finestra di conversione volontaria delle azioni di risparmio TIM in ordinarie: rapporto 1:1 più un conguaglio in contanti di 0,12 euro per azione. La conversione obbligatoria scatterà il 21 maggio per chi non aderisce, ma il conguaglio sarà di soli 0,04 euro — tre volte inferiore. L'operazione semplifica la struttura del capitale in vista dell'OPAS di Poste Italiane, eliminando una classe azionaria che complicava i calcoli di pricing sull'offerta. Intanto giovedì 12 maggio Inwit pubblicherà il Q1: primo bilancio dopo lo strappo con TIM-Fastweb-Vodafone di marzo. Il mercato attende dati sul dossier data center con WindTre e la strategia di compensazione degli anchor tenant persi.
Cloud & Digital
2 notizieMercato AI italiano a 1,8 miliardi nel 2025 (+58%). Il 71% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto AI. Le PMI restano sotto il 10%: il divario è il vero problema del 2026
L'Osservatorio AI del Politecnico di Milano certifica un mercato italiano dell'intelligenza artificiale a 1,8 miliardi nel 2025, dopo 1,2 miliardi nel 2024 (+58%) e 760 milioni nel 2023. Il 2026 è definito l'anno degli agenti AI autonomi: sistemi che non rispondono a un prompt ma eseguono task complessi in autonomia, dalla qualificazione dei lead alla gestione dei ticket dall'apertura alla chiusura. Il divario strutturale è quello che merita attenzione: il 71% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto AI, ma meno del 10% delle PMI ha fatto lo stesso. Il dato ISTAT di dicembre 2025 era ancora più netto: il 16,4% delle aziende con almeno 10 addetti dichiara di usare AI, era l'8,2% nel 2024. Secondo Microsoft, l'adozione pervasiva dell'AI potrebbe generare 336 miliardi di euro di valore aggiunto annuo per l'economia italiana entro il 2040.
Il 70% delle aziende italiane usa già AI agentica in almeno un processo. AI Act e Legge 132/2025 introducono obblighi di governance: gli agenti decisionali sono sistemi ad alto rischio
Deloitte certifica che il 70% delle imprese italiane utilizza già sistemi di AI agentica in qualche processo. L'AI Act europeo e la Legge 132/2025 cambiano però il quadro di responsabilità: gli agenti AI usati in processi decisionali — selezione del personale, valutazione delle performance, gestione commerciale — sono classificati come sistemi ad alto rischio e richiedono trasparenza, audit trail, supervisione umana documentata. Per le PMI sono previsti iter semplificati e accesso a sandbox regolatorie. Il punto critico per i vertici italiani: la governance dell'AI non è un tema IT, è un tema di leadership. Chi ha autorizzato un sistema AI a prendere decisioni è responsabile di quelle decisioni. La domanda pratica per ogni manager: ho mappato quali agenti AI operano nei miei processi critici? C'è qualcuno che può spiegare perché hanno preso le decisioni che hanno preso?
Cyber Security
3 notizieCSIRT Italia: zero-day su Ivanti EPMM sfruttato attivamente in rete (CVE-2026-6973, Remote Code Execution). Alert contemporaneo su Palo Alto PAN-OS (CVE-2026-0300). Aggiornare con priorità immediata
Il CSIRT Italia ha emesso un alert su Ivanti Endpoint Manager Mobile: tra 5 vulnerabilità con gravità alta, la CVE-2026-6973 è di tipo Remote Code Execution ed è sfruttata attivamente in rete — non è teorica. Ivanti ha rilasciato la patch. Se gestisci dispositivi mobili aziendali con EPMM, l'aggiornamento non può aspettare il prossimo ciclo di manutenzione. In parallelo è attivo lo sfruttamento della CVE-2026-0300 su Palo Alto PAN-OS, che permette l'esecuzione di codice arbitrario da remoto. Anche qui la patch è disponibile. I firewall Palo Alto sono diffusi sia in contesti enterprise che in PMI con IT strutturato. Tre cose da fare questa settimana: 1) verifica la versione Ivanti EPMM e applica la patch; 2) controlla gli aggiornamenti PAN-OS sui firewall; 3) invia un avviso agli utenti aziendali sul phishing WhatsApp (vedi sotto).
Campagna phishing via WhatsApp: finti insoluti del pedaggio autostradale per sottrarre dati di pagamento. Il vettore WhatsApp bypassa i filtri mail aziendali
Il CSIRT Italia ha rilevato una campagna di phishing veicolata tramite messaggi WhatsApp che simulano un insoluto relativo al pedaggio autostradale, invitando le vittime a inserire i dati della propria carta di pagamento in un sito malevolo. Il vettore è WhatsApp, non la posta elettronica: questo significa che i filtri antispam e antiphishing aziendali sulla mail non intercettano il messaggio. È già sui dispositivi personali dei tuoi dipendenti. La mitigazione è rapida: un avviso interno di tre righe sui canali aziendali (Slack, Teams, WhatsApp di gruppo) che descriva il tipo di messaggio è sufficiente a ridurre significativamente il rischio. Non servono strumenti: serve comunicazione.
Attacco cyber a Sistemi Informativi: cyberspionaggio sofisticato rilevato, nessun dato PA rubato. Non attribuito a Salt Typhoon. Governo vara nuovo regolamento per crisi ibride
IBM ha diffuso la nota ufficiale sull'incidente che ha interessato Sistemi Informativi (entità separata da IBM): comportamenti coerenti con spionaggio informatico sofisticato, servizi ripristinati, nessun dato di clienti del settore pubblico compromesso. L'indagine ha escluso ransomware ed estorsione. ACN ha avviato le proprie verifiche. In parallelo il Governo italiano ha approvato un nuovo regolamento per la gestione delle emergenze che include esplicitamente gli attacchi cyber tra le crisi ibride che richiedono risposta coordinata a livello nazionale, rafforzando il ruolo dell'ACN nel coordinamento della risposta agli incidenti che interessano il Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica. Il dato di contesto: a gennaio 2026 il CSIRT aveva già registrato 225 eventi cyber (+42% su dicembre), con manifatturiero, tecnologico e sanitario come settori più colpiti.
Marketing & Comunicazione
2 notizie"Nel 2026 non stai più assumendo un social media manager. Stai assumendo qualcuno che supervisiona 5 agenti AI. Il job description è cambiato, le offerte di lavoro non ancora"
Luca La Mesa — social media strategist, co-founder di Carriere.ai e investitore in OpenAI e Bending Spoons — ha pubblicato nel weekend un post che ha circolato velocemente nei team marketing italiani. La sintesi è precisa: i ruoli di execution nel marketing digitale sono già stati assorbiti dagli agenti AI nei team più avanzati. Chi resta in ruolo è chi sa configurare, monitorare e correggere questi agenti, non chi li sostituisce. Il rischio concreto che nessuno nomina: un agente non supervisionato su un canale social produce output grammaticalmente corretto e tonalmente sbagliato. Il danno reputazionale non viene dall'errore tecnico, viene dal contenuto che non doveva essere pubblicato. Nel 2026 il 40% delle ricerche avviene già tramite AI search (ChatGPT, Gemini, Perplexity): essere ottimizzati per la GEO — Generative Engine Optimization — è diventato priorità parallela alla SEO tradizionale.
GEO supera la SEO tradizionale come priorità per il 2026: il 40% delle ricerche usa AI search. Le infrastrutture di marketing moderne integrano agenti autonomi per reportistica, A/B test e sentiment analysis
Le agenzie più avanzate del 2026 hanno già operativi agenti AI per scheduling, sentiment analysis, reportistica automatica e A/B test continui. La persona umana si è spostata sulla strategia, sul controllo qualità e — soprattutto — sull'identità di brand che l'agente non può definire. Il cambio di metrica è quello che merita più attenzione: l'attenzione diventa il KPI centrale al posto delle impressions. Generare visualizzazioni non basta più, conta il tempo effettivo di sguardo sull'annuncio, la profondità di scroll, l'intenzione misurata. Le piattaforme pubblicitarie si adeguano: Google ha ricostruito Performance Max per gestire autonomamente formati e posizionamenti, Meta punta sui formati Advantage+ per automatizzare creatività e budget. Per le PMI italiane che non hanno ancora iniziato: il costo di adozione è sceso, il costo del ritardo sta salendo.
Dal Network LinkedIn
1 spuntoLinas Beliūnas: "Le aziende che stanno vincendo sull'AI non hanno il modello migliore. Hanno imparato prima a far girare agenti in produzione con dati reali"
Linas Beliūnas — FinTech strategist, venture advisor e autore di una newsletter Substack seguita da oltre 120.000 persone — torna su un tema su cui insiste da mesi: il vantaggio competitivo nell'AI non viene dal modello scelto (GPT, Gemini, Claude), ma dall'architettura dati, dai workflow e dalla capacità di mettere in produzione sistemi autonomi. La sua tesi è che il 2026 ha già separato le aziende in due categorie: quelle che testano l'AI in sandbox e quelle che ci costruiscono sopra vantaggio reale. Il discrimine non è la scelta del modello, è la qualità dei dati, la data pipeline, gli strumenti di monitoring, la governance. Per chi guida un'azienda, la traduzione pratica è diretta: smetti di scegliere il modello e inizia a costruire l'infrastruttura. La finestra in cui questo diventa differenziante rispetto ai competitor è nel 2026, non nel 2027.
Focus Apple
2 notizieWWDC 2026 tra 28 giorni: iOS 27 con nuova Siri nel Dynamic Island, macOS 27 con correzioni di design. Tim Cook ha annunciato le dimissioni da CEO per il 1° settembre. John Ternus aprirà la conferenza come CEO designato
L'8 giugno Apple aprirà la WWDC 2026 all'Apple Park. Bloomberg riporta che il teaser grafico ufficiale anticipa già la nuova interfaccia Siri per iOS 27: il Dynamic Island mostrerà un prompt "Search or Ask" con un cursore luminoso, e Siri diventa un'app dedicata con conversazioni contestuali e storico. Integrazione con Google Gemini come modello di supporto, in continuità con l'accordo annunciato ad inizio 2026. Su macOS 27 Apple sta correggendo alcune scelte visive di macOS 26 Tahoe e introduce l'auto-organizzazione dei gruppi di tab in Safari. Il contesto umano è cambiato: Tim Cook ha annunciato le dimissioni da CEO per il 1° settembre, dopo 15 anni alla guida di Apple. John Ternus, responsabile dell'ingegneria hardware (i chip M-series, Vision Pro), diventa CEO. Per gli Apple Business Specialist italiani la WWDC rappresenta l'apertura del ciclo di certificazione sui nuovi sistemi: le aziende clienti vorranno iniziare a sperimentare il nuovo Siri sui propri device già da fine giugno.
Tim Cook lascia la CEO il 1° settembre: 15 anni alla guida di Apple. John Ternus nuovo CEO, Cook diventa executive chairman. La prima prova pubblica sarà la WWDC dell'8 giugno
Apple ha annunciato che Tim Cook si dimetterà da CEO il 1° settembre 2026, dopo 15 anni alla guida dell'azienda. Assumerà il ruolo di executive chairman del board. Al suo posto arriva John Ternus, l'architetto dell'hardware Apple degli ultimi anni: chip M-series, Vision Pro, transizione Intel-ARM. Cook aveva costruito l'Apple dei ricavi record e dell'ecosistema chiuso come vantaggio competitivo. Ternus dovrà costruirla intorno all'AI e all'hardware come piattaforma. La WWDC di giugno sarà il suo primo palcoscenico in veste di CEO designato: tre discontinuità nello stesso keynote — nuovo CEO, nuovo Siri, nuovo capitolo Apple Intelligence. Per chi fa brand strategy e comunicazione digitale, è uno dei passaggi di leadership più interessanti degli ultimi anni su un brand globale: come si gestisce continuità e discontinuità quando il brand è stato costruito intorno a una figura?
Focus Automotive & Fleet
2 notizie25° Rapporto ANIASA: flotta record da 1,5 milioni di veicoli, fatturato 17 miliardi (+11%). Ma nel Q1 2026 le immatricolazioni NLT calano del 4,3%: le aziende rimandano i rinnovi per le regole sul fringe benefit
Il 25° Rapporto ANIASA, presentato il 5 maggio a Milano, fotografa un settore in salute strutturale con un segnale di attenzione concreto. Il 2025 si chiude con numeri record: 17 miliardi di fatturato, 1,5 milioni di veicoli in flotta, 526.500 immatricolazioni (+11%). Il noleggio vale il 34% delle immatricolazioni nazionali. I veicoli in flotta hanno in media 4 anni contro i 13 della media italiana. Ma il Q1 2026 mostra una contrazione delle immatricolazioni NLT del 4,3%: le aziende rimandano i rinnovi di flotta per evitare le nuove regole penalizzanti sul fringe benefit. Un rinvio che non è neutro: veicoli più vecchi in flotta significano più costi di manutenzione. ANIASA chiede al legislatore la revisione della deducibilità dei costi auto aziendali (ferma al 1997) entro agosto con la Legge Delega fiscale, e il blocco della proposta UE di quote obbligatorie di elettrico al 45% per le flotte nel 2030.
Brand cinesi al 12,4% delle immatricolazioni nel noleggio: nel breve termine una vettura su cinque arriva dalla Cina. Le flotte aziendali integrano i nuovi marchi con un occhio al valore residuo
Nel Q1 2026 i costruttori dell'Estremo Oriente hanno raggiunto il 12,4% delle immatricolazioni totali nel noleggio italiano. Nel breve termine il dato è ancora più netto: una vettura su cinque proviene dalla Cina. Il vantaggio è il prezzo: secondo ANIASA, negli ultimi 10 anni i prezzi delle auto sono aumentati di circa il 50%, e i brand cinesi coprono parte di questo gap. Le implicazioni per i fleet manager sono aperte: valore residuo a 36-48 mesi da monitorare, rete assistenza da valutare geograficamente, integrazione nelle car policy da gestire. Per gli operatori NLT che sapranno coniugare telemetria e AI per gestire flotte miste (brand europei + brand cinesi) con dati unificati, si apre un vantaggio competitivo strutturale. Il settore prevede che l'AI applicata alla gestione delle flotte porterà a una riduzione dei costi di gestione di circa il 30% nei prossimi anni.