GPA Telemakos
Rassegna #044
Venerdì 29 Maggio 2026

Data center, l'Italia diventa terreno di gara. La posta vera è la sovranità dei dati.

Negli ultimi mesi il Paese è passato da comprimario a protagonista nella mappa europea dei data center. Gli investimenti annunciati per il triennio 2026-2028 superano i 25 miliardi di euro, Milano corre verso un ruolo da hub del Sud Europa e Roma consolida il fronte del cloud pubblico e sovrano. Ma dietro la corsa resta una domanda che riguarda chi guida un'azienda o una pubblica amministrazione: questa crescita diventerà sovranità tecnologica reale o ci limiteremo a ospitare tecnologia decisa altrove? Per la prima volta, decidere dove vivono i dati e dove gira il calcolo non è più una scelta tecnica, è una scelta industriale.

Oltre 25 miliardi annunciati nel triennio, Milano verso il 75% della capacità nazionale, e la sovranità che entra nei capitolati

Partiamo dai numeri. Secondo l'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, gli investimenti annunciati in Italia per il 2026-2028 superano i 25 miliardi di euro, distribuiti su decine di nuovi siti. A livello europeo i tredici poli principali viaggiano verso una spesa complessiva oltre i 110 miliardi entro il 2028, e l'Italia potrebbe intercettarne circa il 20%. Sul territorio la concentrazione è netta: l'area di Milano potrebbe arrivare a ospitare fino al 75% della capacità nazionale entro il 2028. Il MIMIT ha intanto autorizzato 14 nuovi data center per 2,5 miliardi, da 50 MW ciascuno, con dentro player globali come AWS e Microsoft, operatori europei come DATA4 ed Equinix e aziende italiane come Aruba e TIM.

Il punto critico è che gli annunci non sono ancora infrastrutture operative. A frenare ci sono iter autorizzativi frammentati, la disponibilità di energia e una governance pubblica che fatica a coordinarsi. Sullo sfondo la posta strategica è la sovranità del dato: il Polo Strategico Nazionale, i fondi PNRR, l'AI Act e la residenza dei dati spingono verso infrastrutture nazionali certificate. Per un'impresa o una PA la lettura è una sola. La scelta del cloud e del data center sta diventando una decisione da vertice, con implicazioni di sicurezza, compliance e continuità che non si possono più delegare solo all'IT.

Fonti: Osservatorio Data Center Politecnico di Milano via Agenda Digitale, Il Giornale d'Italia, Rivista.AI · gennaio-aprile 2026

📡 Telco & IT

FiberCop pubblica il NetBook 2026: l'Italia digitale messa in mappa, provincia per provincia

Il 25 maggio FiberCop ha pubblicato il NetBook 2026, una sorta di carta d'identità della rete italiana. Il cuore del documento è cartografico: per ogni provincia viene rappresentata la rete d'accesso, con centrali, collegamenti in fibra e architettura tecnologica, oltre alla copertura per regione e al traffico dati medio. È un modo per passare dai numeri alla realtà fisica della rete, mostrando come FTTH e FTTC convivano in un'infrastruttura in continua evoluzione e come la connettività si sviluppi davvero sul territorio.

Il NetBook arriva in un momento in cui la rete è tornata al centro della partita industriale. La fibra è la base su cui poggiano cloud, data center, intelligenza artificiale e architetture ibride terrestri e satellitari, quindi mappare lo stato dell'arte serve a capire dove il Paese è pronto e dove no. Per chi vende soluzioni alle imprese o lavora con la pubblica amministrazione, è una fotografia utile: dice quali territori possono già reggere servizi avanzati e quali restano indietro, e aiuta a calibrare l'offerta sul reale livello di infrastruttura disponibile.

Fonti: FiberCop, NetBook 2026 · 25 maggio 2026

Torri, lunedì 1 giugno la prima resa dei conti: tocca a Inwit depositare le repliche

Si entra nella fase decisiva. Lunedì 1 giugno scade per Inwit il termine fissato dal tribunale di Milano per depositare le repliche scritte nel contenzioso cautelare sulla disdetta del contratto da parte di Fastweb, mentre il 22 giugno toccherà a Fastweb. La pronuncia del giudice è attesa entro giugno. In gioco c'è un contratto che Inwit considera valido fino al 2038 e che vale ricavi annui per circa 400 milioni, intorno al 40% del fatturato della towerco. Fastweb legge invece la finestra di uscita al 2028, TIM al 2030. Anche TIM ha disdettato, allineandosi alla mossa dell'operatore svizzero.

Sullo sfondo c'è il disegno industriale più ampio, con l'intesa tra TIM e Fastweb per costruire migliaia di nuove torri in concorrenza con Inwit, e una partita che si intreccia con il calendario del consolidamento: il 29 luglio TIM approverà semestrale e piano industriale di continuità 2026-2028, mentre l'OPAS di Poste resta attesa entro il terzo trimestre. Per chi ha vissuto la lunga storia tra operatori e infrastrutture passive, è uno di quei passaggi in cui si ridisegnano gli equilibri per i prossimi dieci anni. La differenza, per chi firma contratti pluriennali, non è teorica.

Fonti: Reuters via MarketScreener, Il Sole 24 Ore Radiocor, MilanoFinanza, Affari Italiani · maggio 2026

☁️ Cloud & Digital

Nvidia corre ancora: data center a 75 miliardi in un trimestre, ed è il motore della corsa italiana

Il 20 maggio Nvidia ha riportato un primo trimestre dell'anno fiscale 2027 da record: ricavi per 81,6 miliardi di dollari, in crescita dell'85% sull'anno prima, con la sola divisione data center a 75,2 miliardi, su del 92%. L'azienda ha annunciato un nuovo programma di riacquisto azioni da 80 miliardi e ha alzato il dividendo. Il fondatore Jensen Huang ha definito la costruzione delle cosiddette AI factory la più grande espansione infrastrutturale della storia. Numeri che, visti dall'Italia, spiegano molto di quello che sta succedendo a casa nostra.

La domanda mondiale di potenza di calcolo per addestrare e far girare i modelli è esattamente la spinta che alimenta la corsa ai data center italiani e la pressione sulla rete elettrica. Per chi guida un'azienda la questione non è inseguire l'hardware più potente, ma capire dove conviene far girare i propri carichi di lavoro AI, a quali costi energetici, e con quali garanzie su sicurezza e residenza del dato. È qui che la partita globale dei grandi numeri si traduce in scelte molto concrete di budget e di posizionamento per le imprese italiane.

Fonti: Nvidia Investor Relations, comunicato Q1 FY2027, intellectia.ai · 20 maggio 2026

🔒 Cyber Security

Qilin non molla le PMI italiane, e la settimana porta falle critiche in Ubiquiti e Check Point

Il CSIRT Italia segnala che dall'inizio del 2026 il gruppo ransomware Qilin ha colpito con continuità il tessuto nazionale, prendendo di mira soprattutto le PMI ma arrivando a colpire anche importanti fornitori di servizi cloud. È un promemoria scomodo: la piccola e media impresa resta il bersaglio preferito perché spesso ha meno difese, e quando cade trascina con sé anche chi le fornisce servizi. Sul fronte vulnerabilità la settimana è densa: aggiornamenti per prodotti Check Point con tre falle ad alta gravità, falle critiche in diversi prodotti Ubiquiti, più proof of concept pubblici per 7-Zip e Notepad++ che permettono l'esecuzione di codice con accesso locale.

Tre cose concrete da chiudere prima del weekend. Primo, fare l'inventario dei sistemi esposti e applicare subito le patch Check Point e Ubiquiti, partendo dai dispositivi raggiungibili da internet. Secondo, mettere in sicurezza i backup tenendone una copia offline e testando davvero il ripristino, perché contro Qilin la differenza tra un fermo di ore e uno di settimane la fanno i backup, non gli annunci. Terzo, attivare l'autenticazione a più fattori dove manca e monitorare le credenziali compromesse in vendita, che restano la porta d'ingresso più usata.

Fonti: ACN CSIRT Italia, Alert e Bollettini, portale acn.gov.it · 26-28 maggio 2026

📢 Marketing & Comunicazione Digitale

Google porta in Italia le "Fonti Preferite", e per i brand la domanda cambia: non più se compari, ma se ti citano

Google ha iniziato a rilasciare anche in Italia la funzione "Fonti Preferite", che permette all'utente di scegliere i siti d'informazione da vedere con priorità nella sezione delle notizie principali. Sembra un dettaglio, ma è il segnale di un cambiamento più ampio. La ricerca tradizionale arretra sotto le risposte generate dall'AI, e le persone si abituano sempre di più a ricevere una sintesi invece di una lista di link. Per chi fa comunicazione il terreno si sposta sotto i piedi.

La domanda non è più soltanto se il tuo sito compare tra i risultati, ma se sei la fonte che il modello cita quando risponde, e se l'utente ti ha scelto come voce di cui fidarsi. Cambia il modo di lavorare: contano la qualità e l'autorevolezza dei contenuti, la coerenza del brand su più canali e la capacità di farsi riconoscere come riferimento in una nicchia. Per un'azienda italiana che fa B2B il messaggio è pratico. Va costruita una presenza che resista non solo agli algoritmi di ricerca, ma anche a un mondo in cui a rispondere all'utente, sempre più spesso, è una macchina.

Fonti: Libero Tecnologia, Ninja Marketing, blog Google · maggio 2026

💼 Dal Network LinkedIn

Mila Fiordalisi: il 5G per scuole, ospedali e porti, e la banda ultralarga che cammina lontano dai riflettori

Tra le voci italiane più autorevoli su telco e PA digitale c'è Mila Fiordalisi, giornalista professionista esperta di telecomunicazioni, space economy e innovazione, già direttrice di CorCom. In un suo intervento recente segnala un passaggio concreto e poco raccontato: il Dipartimento per la trasformazione digitale ha pubblicato la graduatoria dell'avviso per lo sviluppo di infrastrutture 5G di tipo DAS, i sistemi di antenne distribuite, dentro la Strategia Italiana per la Banda Ultra Larga 2023-2026, con fondi portati a 25,6 milioni di euro.

L'aspetto interessante è dove andranno questi fondi: università come la Federico II di Napoli, il Politecnico di Bari e l'ateneo di Catania, strutture sanitarie come l'AOU Meyer e la ASL di Taranto, e diversi porti italiani. È la dimostrazione che la digitalizzazione del Paese non si gioca solo nei grandi annunci, ma anche in questi tasselli che portano connettività dove serve davvero, nei luoghi della cura, della formazione e della logistica. Per chi lavora con la PA e con i territori, è il tipo di notizia che vale la pena seguire più dei titoli a effetto.

Fonte: Mila Fiordalisi, profilo e attività pubblica su LinkedIn · giornalista, ex direttrice CorCom · 2026

🍎 Focus Apple

WWDC tra 10 giorni, e Siri diventa un'app: il segnale è di prodotto prima ancora che di tecnologia

A dieci giorni dal keynote dell'8 giugno, il dettaglio che vale la pena leggere in chiave comunicazione è la trasformazione di Siri in un'app vera e propria. Con iOS 27, secondo le anticipazioni, l'assistente avrà un'app dedicata preinstallata, conversazioni salvate, una cronologia consultabile e una nuova interfaccia che comparirà nella Dynamic Island con un invito a cercare o chiedere. Far diventare Siri un'app non è un dettaglio estetico: è un modo per dire agli utenti che l'assistente non è più una funzione di sistema nascosta, ma un prodotto con cui costruire un rapporto. È riposizionamento, prima ancora che tecnologia.

Intorno al keynote ruota il consueto ecosistema di indiscrezioni, dagli AirPods Pro 3 ai possibili nuovi Mac, fino a un dispositivo per la casa intelligente costruito attorno alla nuova Siri. Ma la partita comunicativa è doppia. Apple deve mantenere la promessa sull'AI dopo due anni di attese, e farlo mentre gestisce uno dei cambi di vertice più osservati del settore, con l'8 giugno che potrebbe essere l'ultimo keynote di Tim Cook da CEO prima del passaggio a John Ternus. Come racconteranno questo doppio passaggio conterà quanto quello che mostreranno sul palco.

Fonti: MacRumors, Macworld, Bloomberg Power On, Memeburn · 25-28 maggio 2026

🚗 Focus Automotive & Fleet

Flotte, il nodo è la regola: ANIASA frena sull'obbligo elettrico UE, e il fringe benefit blocca i rinnovi

Il noleggio si conferma il motore della transizione, ma il settore lancia un avvertimento sulle regole. ANIASA, per voce del presidente Italo Folonari, contesta le ipotesi di direttiva europea che vorrebbero imporre alle flotte aziendali quote di elettrico al 45% nel 2030 e all'80% nel 2035, considerandole troppo rigide rispetto alla realtà del mercato. Intanto i numeri raccontano la doppia velocità: nel primo trimestre 2026 il 48% delle ibride plug-in e il 32% delle elettriche immatricolate in Italia sono passate dal noleggio, segno che la formula resta la via più gestibile per cambiare alimentazione senza esporsi al rischio del valore residuo.

C'è però un freno tutto italiano. Le nuove regole sul fringe benefit, percepite come penalizzanti, stanno spingendo molte aziende a rinviare i rinnovi delle flotte, con una contrazione delle immatricolazioni nel primo trimestre, intorno al 4%. Il quadro complessivo resta solido, con una flotta record vicina a 1,5 milioni di veicoli e oltre un terzo delle immatricolazioni nazionali in capo al noleggio, ma il messaggio per fleet manager e imprese è chiaro. La transizione non si blocca per mancanza di tecnologia, si blocca quando fiscalità e regole non danno certezze su cui pianificare a tre o quattro anni.

Fonti: Quattroruote, ANIASA, Fleet Magazine, Fleetime · maggio 2026

Numero della settimana
25 mld
Gli investimenti in data center annunciati in Italia per il triennio 2026-2028, secondo l'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano. A livello europeo i principali poli viaggiano verso una spesa oltre i 110 miliardi entro il 2028, e l'Italia potrebbe intercettarne circa il 20%. Milano da sola potrebbe arrivare a concentrare fino al 75% della capacità nazionale. La sfida non è attrarre gli investimenti, è trasformarli in sovranità tecnologica reale.
Citazione
"La costruzione delle AI factory è la più grande espansione infrastrutturale della storia."
— Jensen Huang, fondatore e CEO di Nvidia, presentando i conti del primo trimestre fiscale 2027 il 20 maggio 2026. La domanda mondiale di calcolo per l'AI è la stessa spinta che alimenta la corsa ai data center in Italia.