GPA Telemakos
Rassegna #064
Martedì 30 Giugno 2026

FortiBleed, 73 mila firewall esposti. E la porta era aperta da tempo.

Un dataset enorme con le credenziali di oltre 73 mila firewall Fortinet finisce nei forum del crimine informatico. Dentro ci sono anche centinaia di domini italiani, inclusi enti della pubblica amministrazione. Il dettaglio che cambia tutto: non c'è una falla nuova da tappare. Le porte erano già aperte, per password deboli o mai cambiate e per l'assenza di un secondo fattore di autenticazione sugli accessi esposti a internet.

Non uno zero-day, ma igiene digitale trascurata

La campagna ribattezzata FortiBleed raccoglie credenziali di amministrazione e SSL-VPN di apparati FortiGate raggiungibili da internet: secondo le analisi, oltre 73 mila URL unici di firewall e VPN su più di 21 mila domini in 194 Paesi. Per l'Italia il CERT-AGID ha individuato evidenze relative anche a enti della PA, con centinaia di domini e oltre mille credenziali esposte. Il nome richiama Heartbleed, ma è fuorviante: qui non c'è memoria spremuta da un software bacato, c'è il riuso su scala industriale di credenziali già trapelate contro interfacce lasciate online senza protezioni di base.

La lezione è scomoda. Il firewall è il punto più delicato della rete, tra internet e i sistemi interni, e una credenziale valida vale come una chiave d'ingresso senza bisogno di malware. CISA, CERT-AGID e CSIRT Italia raccomandano le stesse cose, note da anni: attivare la MFA su tutti gli accessi remoti, togliere da internet le interfacce di gestione, ruotare le password senza aspettare la conferma di essere nella lista. La finestra tra una falla nota e il suo sfruttamento di massa ormai si misura in ore, non in mesi.

Fonti: ACN CSIRT Italia (BL01/260618), CERT-AGID, CISA · giugno 2026

📡 Telco & IT

OPAS Poste-TIM, tutto converge sul 24 luglio

Con l'aumento di capitale approvato a fine giugno (via libera dell'assemblea con il 99,8% dei voti), l'offerta di Poste su TIM entra nel mese decisivo. Il 24 luglio Matteo Del Fante presenta il nuovo piano industriale, che ridisegna il gruppo: da una parte recapito, pacchi, distribuzione ed energia; dall'altra servizi finanziari, pagamenti e assicurazioni; e, se l'operazione va in porto, le telecomunicazioni. L'operazione vale 10,8 miliardi e punta a chiudersi entro il terzo trimestre, con completamento atteso entro fine 2026.

I numeri spiegano l'interesse del mercato. Il gruppo combinato sfiorerebbe i 27 miliardi di ricavi (13,1 da Poste, 13,7 da TIM), con un EBIT pro-forma di 4,8 miliardi, 150 mila dipendenti e 17 mila punti vendita. Gli analisti stimano sinergie fino a 0,7 miliardi l'anno entro il 2029. Sul fronte autorizzativo l'iter prosegue, mentre Poste ha già escluso più volte un rilancio del prezzo. Da qui a luglio si capisce quasi tutto.

Fonti: Il Sole 24 Ore, MilanoFinanza, Economy · giugno 2026

Connettività e accessi remoti, il punto debole resta lo stesso

Il caso FortiBleed riporta in primo piano un tema che vale per ogni azienda connessa: gli apparati di rete esposti a internet sono il bersaglio numero uno. Firewall, gateway VPN e interfacce di gestione sono il confine tra l'esterno e i dati interni, e proprio per questo valgono tanto per chi attacca. Non serve un malware sofisticato: bastano una credenziale valida e una porta lasciata aperta.

Per chi gestisce contratti di connettività enterprise il messaggio è pratico. Vale la pena chiedere ai propri fornitori come sono configurati gli accessi remoti, se la MFA è attiva ovunque, chi può raggiungere le interfacce amministrative e con quali regole. Sono domande noiose, ma è esattamente su questo terreno che si gioca la differenza tra un perimetro solido e uno solo apparentemente sicuro.

Fonti: ACN CSIRT Italia, analisi di settore · giugno 2026

☁️ Cloud & Digital

Gli strumenti AI per sviluppatori sono il nuovo fronte esposto

Negli ultimi bollettini del CSIRT Italia tornano spesso gli stessi nomi: editor di codice basati su AI, piattaforme per costruire agenti e chatbot, strumenti di automazione dei flussi. Cursor, Langflow, Flowise e altri ambienti pensati per accelerare lo sviluppo con l'intelligenza artificiale sono finiti nel mirino, con vulnerabilità che in alcuni casi permettono di eseguire codice da remoto. È il segno che l'AI non è più solo una funzione da aggiungere al prodotto: è diventata parte dell'infrastruttura, con le stesse esigenze di sicurezza.

Per un'azienda che sta portando l'AI nei propri processi la lezione è chiara. Ogni nuovo strumento adottato amplia la superficie di attacco, e gli ambienti di sviluppo vanno protetti come i server di produzione. Conviene mappare quali tool AI sono in uso, tenerli aggiornati e limitare cosa possono raggiungere. L'entusiasmo per la produttività non deve far dimenticare che anche l'AI, quando è esposta, è una porta.

Fonti: ACN CSIRT Italia, stampa tecnologica · giugno 2026

🔒 Cyber Security

FortiBleed in pratica: cosa fare se hai un FortiGate in azienda

Il dump conta oltre 73 mila firewall e include centinaia di domini italiani, anche di rilievo. Ma il punto pratico è un altro: non serve essere nella lista per essere a rischio. Credenziali riutilizzate da vecchi incidenti, account VPN mai ruotati, password salvate in configurazioni esportate sono tutte porte aperte indipendentemente dal dataset. Per questo la risposta non può dipendere dalla conferma di essere tra le vittime.

La lista delle azioni utili è corta e nota. Attivare la MFA su tutti gli accessi remoti, comprese SSL-VPN e interfacce di gestione. Togliere da internet l'accesso diretto ai pannelli amministrativi, o limitarlo a pochi indirizzi autorizzati. Ruotare le credenziali degli account privilegiati e VPN, partendo da quelli condivisi o dimenticati. Controllare i log di accesso delle ultime settimane. Esiste anche uno strumento gratuito (Ransomfeed) per verificare se il proprio dominio compare nel leak.

Fonti: CERT-AGID, ACN CSIRT Italia, Cybersecurity360 · giugno 2026

Chiusa la finestra NIS2, ora cominciano gli obblighi veri

Ieri, 30 giugno, si è chiusa la finestra ACN per la categorizzazione di attività e servizi NIS2, aperta dal 1° maggio. Chi rientrava tra i soggetti essenziali o importanti e ha completato la registrazione è ora dentro il perimetro a tutti gli effetti. Ma la categorizzazione era solo l'inizio. Da adesso scattano gli obblighi pieni: gestione del rischio, continuità operativa, notifica degli incidenti al CSIRT entro tempi stretti.

Per le organizzazioni coinvolte il lavoro vero comincia ora. Significa mettere a terra processi, non solo dichiarazioni: chi fa il triage di un incidente, come si decide se è significativo, chi notifica e con quali tempi. Le aziende che tratteranno la nomina del referente CSIRT come un atto formale rischiano di trovarsi impreparate alla prima crisi reale. Quelle che la integrano nei processi di governance trasformano un obbligo in capacità.

Fonti: ACN, Determinazione 155238/2026; CSIRT Italia · giugno 2026

📢 Marketing & Comunicazione Digitale

L'AI libera tempo: la domanda è cosa farne

Diversi studi recenti stimano che l'AI possa far crescere la produttività di un team in modo concreto: più attività completate, più velocità, qualità più alta. Il punto che si discute meno è cosa succede al tempo che si libera. Può prenderselo l'azienda caricando più lavoro sulle stesse persone, può tradursi in più tempo libero, oppure può essere reinvestito in ciò che la macchina non sa fare: capire un cliente, costruire una relazione, pensare una strategia.

Per chi fa comunicazione la scelta è strategica, non operativa. Usare l'AI solo per pubblicare il doppio significa aggiungere rumore al rumore, in un momento in cui l'attenzione delle persone è la risorsa più scarsa. Usarla per liberare tempo da dedicare al giudizio e alla qualità è tutt'altra cosa. Lo strumento ha abbassato il costo della quantità; il premio si è spostato sulla testa di chi decide cosa dire e a chi.

Fonti: analisi su AI e produttività (BCG, Harvard); rielaborazione di settore · 2026

💼 Dal Network LinkedIn

Luca La Mesa: "L'AI non ti ruba il lavoro, lo fa chi la usa meglio di te"

Luca La Mesa, tra le voci più seguite in Italia su social media e formazione digitale, torna spesso su un'idea che riassume bene il momento: l'intelligenza artificiale non sostituisce le persone, ma cambia il modo in cui lavorano, e premia chi impara a usarla prima e meglio degli altri. Il rischio, per chi lavora nella comunicazione, non è la macchina in sé, ma restare indietro mentre un collega o un concorrente alza l'asticella.

Per le aziende italiane la lettura utile è che la competenza sull'AI sta diventando un fattore competitivo, non un vezzo da innovatori. Non basta comprare gli strumenti: serve formare le persone a integrarli nel lavoro quotidiano, con criterio. Chi tratta l'AI come una moda da inseguire spende e basta. Chi la tratta come una competenza da costruire, dentro il proprio team, parte avvantaggiato.

Fonte: Luca La Mesa, LinkedIn · giugno 2026

🍎 Focus Apple

App Store, la partita sulle commissioni arriva alla Corte Suprema

Negli Stati Uniti la Corte Suprema sta valutando se accogliere il ricorso di Apple contro la sanzione per oltraggio nel caso Epic Games, una decisione che riguarda il cuore del modello App Store: le commissioni sui pagamenti effettuati fuori dall'app. In parallelo, in Europa, Apple si muove verso un modello unico per gli sviluppatori dal 2026, passando dalla vecchia Core Technology Fee a una nuova commissione sui beni digitali. Due fronti diversi, stessa posta in gioco: quanto costa vendere dentro l'ecosistema Apple.

Per chi sviluppa o vende app la questione è molto concreta. Le regole su link esterni, pagamenti alternativi e commissioni cambiano i margini e il modo di costruire un'offerta. Ma c'è anche una lezione di comunicazione: l'ecosistema Apple resta potente proprio perché ha costruito fiducia e abitudini nei suoi utenti. Chi ci lavora dentro deve fare i conti con regole in movimento, e tenersi pronto a strategie di vendita che non dipendano da un solo canale.

Fonti: TechCrunch, MacRumors, Apple Developer · giugno 2026

🚗 Focus Automotive & Fleet

Mobilità, il pay-per-use diventa strutturale (e arrivano i brand cinesi)

All'evento ANIASA "Le Nuove coordinate della mobilità", il 25 giugno a Roma, il presidente Italo Folonari ha messo al centro un numero: oltre un milione e mezzo di veicoli gestiti oggi dalle società di noleggio in Italia. È il segnale di uno spostamento culturale ormai strutturale, dal possesso dell'auto all'uso, confermato da un sondaggio realizzato con Bain & Company. Nel primo trimestre 2026 un veicolo nuovo su tre è stato immatricolato attraverso formule di noleggio.

Dentro questo quadro si muovono due tendenze da tenere d'occhio per chi gestisce flotte. La prima è l'avanzata dei brand cinesi, ormai oltre il 12% dell'immatricolato e presenti anche nei canali aziendali. La seconda è il nodo delle quote europee di elettrificazione per le flotte, con obiettivi che ANIASA giudica difficili senza infrastruttura e costi sostenibili. Il messaggio dell'associazione alle istituzioni è uno solo: serve stabilità normativa, perché un settore che programma su anni non può cambiare le regole ogni sei mesi.

Fonti: ANIASA, Adnkronos, Fleet Magazine · giugno 2026

Numero della settimana
73.932
I firewall e gateway VPN Fortinet le cui credenziali sono finite nel dataset FortiBleed, su oltre 21 mila domini in 194 Paesi, Italia compresa. Non per una falla nuova, ma per password deboli e accessi esposti senza secondo fattore. Un promemoria che la sicurezza, spesso, è fatta delle cose noiose fatte per tempo.
Citazione
"Più che un supporto, chiediamo di non ostacolarci."
— Italo Folonari, presidente ANIASA, sull'accanimento normativo che colpisce il settore dell'auto e del noleggio, all'evento "Le Nuove coordinate della mobilità" del 25 giugno.