GPA Telemakos
Rassegna #075
Mercoledì 15 Luglio 2026

OPAS, cade l'ultimo semaforo. E il piano del 24 luglio si sgonfia

Banca d'Italia ha dato il via libera sul nodo TIMFin. Ora Consob ha dieci giorni per approvare il documento di offerta. Nello stesso giorno Poste ha annunciato che il 24 luglio non presenterà più la nuova strategia: solo i conti del semestre.

Dieci giorni al prospetto, poi si apre l'offerta

Banca d'Italia ha rilasciato l'autorizzazione preventiva all'acquisizione indiretta, attraverso TIM e in caso di successo dell'offerta, di una partecipazione qualificata in TIMFin, la società di credito al consumo condivisa con Santander. Era l'ultimo passaggio formale prima della Consob: Poste ha comunicato l'ottenimento all'Autorità, che approverà il documento di offerta entro dieci giorni. Dopo di che il periodo di adesione può partire, con l'estate a fare da finestra e il closing atteso entro fine anno.

Nella stessa nota arriva però il cambio di programma che vale la pena notare. Lo Strategy Update del 24 luglio, annunciato a maggio come il momento in cui Poste avrebbe messo sul tavolo il proprio piano da sola, si limiterà ai risultati del primo semestre e a qualche indicazione sulle mosse future. La nuova strategia slitta, perché dovrà tenere conto di come andrà a finire l'offerta. È un dettaglio di calendario che dice una cosa sola: l'operazione è entrata nella fase in cui detta lei i tempi, e tutto il resto si riorganizza intorno. I termini restano quelli noti, 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni Poste per ogni azione TIM dopo il raggruppamento, un esborso in cash fino a 2,85 miliardi e fino a 372 milioni di nuove azioni, con gli azionisti TIM destinati a pesare circa il 22% del capitale di Poste.

Fonti: Teleborsa, Borsa Italiana, Il Messaggero · 14 luglio 2026

📡 Telco & IT

Agcom, il fisso corre e il mobile no. E la spinta arriva dalle imprese

Il presidente Giacomo Lasorella ha illustrato ieri alla Camera la Relazione annuale dell'Autorità. Il comparto delle comunicazioni elettroniche vale 29,5 miliardi a fine 2025, in crescita del 4,5% sull'anno prima, con un peso sul Pil dell'1,31%. Dentro quel totale convivono due mondi: la rete fissa cresce del 20% rispetto al 2021, trainata dagli investimenti in fibra, dalla domanda di connettività ultraveloce e dai servizi digitali integrati venduti soprattutto alla clientela affari. Il mobile arretra ancora, dello 0,6%, restando poco sotto gli 11 miliardi, anche se la discesa rallenta perché comprimere ancora i prezzi è diventato difficile per tutti.

Il messaggio dell'Autorità agli operatori è netto: la sfida non è vendere connessione, è diventare hub di servizi digitali. Letto dal lato di chi compra, cioè le imprese, significa che il contratto di connettività sta diventando il contenitore di altro: cloud, sicurezza gestita, IoT, servizi ICT che prima stavano in fatture diverse. È una buona notizia per chi vuole semplificare, ma richiede attenzione su due cose che raramente si guardano al momento della firma: cosa si sta comprando davvero dentro il pacchetto, e quanto costa uscirne se un domani si cambia idea.

Fonti: Agcom Relazione annuale 2026, CorCom, Key4biz · 14 luglio 2026

Ddl concorrenza, arriva la stretta sul telemarketing

Il Consiglio dei ministri ha esaminato ieri il disegno di legge annuale sulla concorrenza. Nel provvedimento, accanto ai capitoli su carburanti e assicurazione auto, c'è una stretta sul telemarketing nel settore delle telecomunicazioni. Il tema si somma al lavoro che l'Autorità porta avanti da tempo contro le chiamate indesiderate e contro il camuffamento dei numeri esteri dietro identificativi italiani.

Per le aziende non è solo una questione di fastidio dei consumatori. Chi fa vendita telefonica, direttamente o tramite reti esterne, dovrà guardare con più attenzione ai propri fornitori di contatti e ai processi di consenso: quando le regole si stringono, il rischio non resta al call center, risale al committente. E il confine tra promozione legittima e molestia commerciale, agli occhi di chi riceve la chiamata, è già sottile da un pezzo.

Fonti: Consiglio dei ministri, Fleet Magazine, Agcom · 14 luglio 2026

☁️ Cloud & Digital

La bolletta dell'AI cambia forma: dal canone al tassametro

Dal 6 luglio OpenAI ha chiuso il periodo gratuito degli agenti nei workspace per aziende, scuole e università: ogni esecuzione consuma crediti calcolati sui token, e la voce si somma al canone per postazione già in essere. Le funzioni per Excel seguono la stessa logica, quelle per PowerPoint la adotteranno dal 6 agosto. Quattro giorni prima Anthropic aveva rilasciato per la versione enterprise di Claude controlli di spesa granulari: limiti per singolo modello, avvisi al superamento delle soglie, consumi scomposti per gruppo e per persona. Un tassametro acceso da una parte, un cruscotto dall'altra, e la stessa direzione: il prezzo dell'AI non dipende più dalla licenza ma dal lavoro svolto.

La fotografia di come stiano messe le aziende arriva dal Global AI Pulse di KPMG del secondo trimestre, condotto su 2.145 dirigenti in 20 paesi. Il 42% ammette di avere una visibilità solo parziale sulla spesa in AI, un terzo fatica a capire le strutture di costo basate sui token, appena il 7% dichiara un ritorno consolidato sugli investimenti. Tradotto: le stesse attività di ieri oggi costano di più senza che nessun processo interno sia cambiato, e molti se ne accorgeranno a consuntivo. Chi ha già portato l'AI nei flussi quotidiani farebbe bene a trattarla come si tratta il cloud da dieci anni: con un budget, un responsabile e un cruscotto.

Fonti: Agenda Digitale, KPMG Global AI Pulse Q2 2026 · luglio 2026

Il caso Uber: quando usare l'AI diventa una gara interna

Dentro la stessa analisi c'è un episodio che spiega il fenomeno meglio di qualsiasi grafico. Uber avrebbe esaurito ad aprile l'intero budget AI previsto per il 2026: cinquemila ingegneri, adozione degli strumenti di coding passata dal 32 all'84% in un paio di mesi, una spesa media tra 150 e 250 dollari al mese a persona con punte molto più alte. Il dettaglio che conta però non è tecnico, è organizzativo: gli ingegneri finivano in graduatorie interne in base a quanto usavano lo strumento. Amazon aveva un meccanismo simile e lo ha spento a giugno, dopo aver scoperto che qualcuno faceva girare bot in automatico solo per scalare la classifica.

La morale è vecchia quanto il management: quando si misura la cosa sbagliata, le persone ottimizzano la cosa sbagliata. Trasformare l'uso di uno strumento in una metrica di merito significa premiare il consumo invece del risultato, e ritrovarsi con costi che salgono senza che nessun problema sia stato risolto. Vale per le multinazionali con cinquemila ingegneri e vale, in scala ridotta, per l'azienda che oggi distribuisce venti licenze e non sa dire a cosa servano.

Fonti: Forbes, Agenda Digitale · luglio 2026

🔒 Cyber Security

La truffa del pacco che non arriva: nuova campagna via SMS

Il CSIRT Italia ha rilevato una campagna di phishing veicolata via SMS che sfrutta il tema della consegna non andata a buon fine. Il messaggio somiglia a quelli che i corrieri mandano davvero, invita a riprogrammare il recapito e porta a una pagina graficamente credibile dove vengono chiesti dati personali e gli estremi della carta di pagamento. Funziona per un motivo semplice: in estate un pacco in giro ce l'hanno quasi tutti, e la coincidenza fa abbassare la guardia.

Tre cose da fare questa settimana. Primo, dire chiaramente in azienda che nessun corriere chiede il pagamento di una giacenza via SMS con un link: basta questa frase per fermare buona parte dei casi. Secondo, verificare le spedizioni solo dal sito o dall'app del corriere, digitando il codice a mano, mai dal collegamento ricevuto. Terzo, se qualcuno ha già inserito i dati della carta, chiamare subito la banca per il blocco e segnalare, senza aspettare l'estratto conto. Sono gesti da due minuti, e sono l'unica difesa che funziona contro una truffa che non buca nessun sistema: convince una persona.

Fonte: ACN CSIRT Italia · 13 luglio 2026

SAP, il patch day di luglio porta quattro falle critiche

Nell'ambito del Security Patch Day di luglio, SAP ha rilasciato aggiornamenti che risolvono molteplici vulnerabilità, quattro classificate come critiche e quattro come alte. Tra le tipologie segnalate ci sono esecuzione di codice da remoto, aggiramento dei meccanismi di autenticazione e interruzione del servizio. Riguarda il cuore gestionale di parecchie aziende italiane, quello che tiene ordini, magazzino e contabilità.

Il punto pratico è la finestra temporale. Tra la pubblicazione di una patch e il primo tentativo di sfruttamento passano sempre meno giorni, e i sistemi gestionali sono il bersaglio ideale perché nessuno li vuole fermare per aggiornarli. Vale la pena chiedere al proprio fornitore due risposte precise: quali dei nostri sistemi sono interessati, e quando esattamente vengono aggiornati. Se la risposta è vaga, è già un'informazione utile.

Fonte: CSIRT Italia · luglio 2026

📢 Marketing & Comunicazione Digitale

Quando la risposta prende il posto del link

Nella sua relazione annuale Agcom mette a fuoco un passaggio che riguarda chiunque produca contenuti. I motori di ricerca stanno lasciando spazio ai cosiddetti answer engines: l'utente non apre più una lista di link, riceve una risposta sintetica generata dall'intelligenza artificiale. L'Autorità, su sollecitazione degli editori, ha inviato una segnalazione alla Commissione europea sostenendo che riassumere contenuti giornalistici senza consenso né remunerazione, con il conseguente calo di traffico verso i siti, possa configurare un rischio sistemico per il pluralismo. Sullo sfondo, i numeri dell'editoria: copie cartacee a 1,2 milioni al giorno, in calo del 9,3%, ricavi giù del 7,9%.

Al di là della partita normativa, per chi fa comunicazione c'è una conseguenza immediata e concreta. Per vent'anni abbiamo scritto per essere trovati e cliccati; oggi una parte crescente dei contenuti viene letta, riassunta e restituita da una macchina a qualcuno che sul nostro sito non arriverà mai. Cambia il mestiere: conta essere citati più che visitati, conta avere qualcosa che una sintesi non può replicare, cioè un punto di vista riconoscibile, dati propri, una voce. Il traffico era una misura comoda. Sta diventando una misura vecchia.

Fonti: Agcom Relazione annuale 2026, Agenda Digitale · 14 luglio 2026

Meta ritira in quattro giorni la sua funzione AI su Instagram

Martedì scorso Meta ha presentato Muse Image, il generatore di immagini dei suoi laboratori sull'intelligenza artificiale, con una funzione che permetteva di creare contenuti prendendo come riferimento post e reel di profili Instagram pubblici, semplicemente menzionandoli. Venerdì sera la funzione era già sparita. L'azienda ha spiegato che l'intenzione era offrire uno strumento creativo lasciando alle persone il controllo sui propri contenuti pubblici, e che il messaggio ricevuto è stato chiaro: non ha funzionato.

La lezione sta tutta nel dettaglio che ha acceso le proteste: l'adesione era automatica, andava eventualmente disattivata. È la differenza tra chiedere e prendere, e la rete l'ha percepita subito. Vale per chiunque lavori con i contenuti degli utenti: pubblico non vuol dire disponibile, e il consenso non è un adempimento legale da sbrigare a valle, è parte del prodotto. Quattro giorni per costruire una crisi e ritirare tutto sono un promemoria utile, soprattutto per chi in questi mesi sta aggiungendo funzioni AI di corsa per non restare indietro.

Fonti: TechCrunch, Reuters · 10-13 luglio 2026

💼 Dal Network LinkedIn

Linas Beliūnas: l'AI in azienda ha un problema di torre di controllo

Tra le voci più seguite su fintech e innovazione, Linas Beliūnas torna in questi giorni su un tema che si incastra bene con la giornata: l'intelligenza artificiale in azienda, dice, ha un problema di torre di controllo. Non di potenza, non di modelli. Di regia. Strumenti adottati in ordine sparso, spesa che nessuno vede tutta insieme, agenti che agiscono senza che sia chiaro chi risponde di cosa. La sua sintesi sul punto è secca: comprare qualche abbonamento non è una strategia.

Interessante è dove sposta il ragionamento. Commentando un nuovo strumento che consente ai team finanziari di interrogare i propri dati in linguaggio naturale, Beliūnas nota che quello strumento è volutamente in sola lettura: può cercare e riportare, non può pagare, approvare o modificare nulla. E lo considera il punto di partenza giusto. Il prossimo capitolo dell'AI, sostiene, non è lasciare che un agente mandi avanti l'azienda: è dare alle persone accesso più rapido alla verità senza rompere i controlli che tengono in piedi il lavoro. Detta da uno che di mestiere fa l'entusiasta della tecnologia, è una posizione che merita attenzione.

Fonte: Linas Beliūnas, LinkedIn e newsletter · luglio 2026

🍎 Focus Apple

Apple al 20% del mercato. Il record arriva tenendo fermi i listini

Secondo i dati di Omdia, confermati nella sostanza da Counterpoint, Apple ha chiuso il secondo trimestre con una quota record del 20% del mercato mondiale degli smartphone, il suo miglior secondo trimestre di sempre, per giunta nel periodo che di solito è il più fiacco dell'anno. Il contesto è tutt'altro che favorevole: le spedizioni globali sono calate del 4% per la crisi della memoria, che ha fatto salire i costi dei componenti e costretto diversi produttori ad alzare i prezzi. Apple invece ha tenuto i listini della gamma iPhone fermi, mentre i rivali ritoccavano. Samsung resta prima con il 22%, ed è l'unico altro grande marchio a crescere.

C'è una lezione di posizionamento, qui, ed è controintuitiva. Non alzare il prezzo quando tutti lo alzano è una mossa di comunicazione, non di contabilità: costa margine oggi e compra quota e fiducia domani, perché il cliente registra chi ha approfittato del momento e chi no. Il punto è che Apple può permetterselo grazie a un potere contrattuale sui fornitori che quasi nessuno ha. La domanda vera, per Cupertino come per chiunque, è quanto si può tenere ferma una promessa di prezzo quando i costi non scendono: l'azienda ha già ritoccato i listini di altri prodotti a fine trimestre, e l'autunno dirà se l'iPhone seguirà.

Fonti: Omdia, Counterpoint Research, MacRumors · 14 luglio 2026

🚗 Focus Automotive & Fleet

Ddl concorrenza: colonnine obbligatorie e RC Auto da riscrivere

Il disegno di legge annuale sulla concorrenza, arrivato ieri in Consiglio dei ministri, tocca due voci che pesano sul costo di una flotta. La prima è la rete di rifornimento: dal 2028 gli impianti dovranno garantire anche la distribuzione di carburanti alternativi, con 112 milioni in tre anni di incentivi per installare colonnine di ricarica e distribuire biocarburanti. Cambiano anche i requisiti per ottenere l'autorizzazione: verifiche antimafia, capacità tecnica ed economica dimostrabile, applicazione del contratto collettivo e regolarità contributiva.

La seconda voce è l'assicurazione. Il testo delega il governo a correlare il premio al rischio effettivamente assunto, rafforzare il contrasto alle frodi e rendere più efficiente il risarcimento diretto. Soprattutto, prevede una revisione del bonus/malus basata su più informazioni e su metodologie di valutazione più evolute, così da valorizzare la guida virtuosa e ridurre il peso della variabile territoriale, quella che oggi fa pagare di più un'azienda per il solo fatto di avere sede in una certa provincia. Per chi gestisce una flotta è la parte più interessante del provvedimento, ed è anche quella che richiederà più tempo: è una delega, non una norma già operativa. Nel frattempo la telematica di bordo, che molte flotte hanno già installato per altri motivi, diventa il modo più concreto per dimostrare come si guida davvero.

Fonti: Consiglio dei ministri, Fleet Magazine · 14 luglio 2026

Numero della settimana
7%
È la quota di dirigenti che dichiara un ritorno consolidato sugli investimenti in intelligenza artificiale, secondo il Global AI Pulse di KPMG del secondo trimestre 2026, condotto su 2.145 dirigenti in 20 paesi. Nella stessa indagine il 42% ammette una visibilità solo parziale sulla spesa AI e un terzo fatica a leggere i costi calcolati sui token. Il passaggio dal canone fisso al consumo sta arrivando prima dei cruscotti per governarlo. (Fonte: KPMG Global AI Pulse Q2 2026)
Citazione
"Un nuovo contratto sociale digitale per la nuova era."
— Giacomo Lasorella, presidente Agcom, nella Relazione annuale presentata ieri alla Camera. L'Autorità si candida a costruirlo: valorizzare i benefici della tecnologia senza rinunciare a governarne i rischi, con strumenti proporzionati e rispettosi dei diritti. Detto in un anno in cui il mercato vale 29,5 miliardi e le regole rincorrono le risposte generate dalle macchine.