GPA Telemakos
Rassegna #076
Giovedì 16 Luglio 2026

622 falle in un mese. Il Patch Tuesday ha smesso di essere un martedì

Il rilascio Microsoft di luglio è il più grande della storia del programma: tre volte quello di giugno, che a sua volta era un record. Tre zero-day, due già sfruttati, con le scadenze CISA fissate al 17 e al 28 luglio. Dietro il numero c'è l'intelligenza artificiale che scova vulnerabilità più in fretta di quanto le organizzazioni riescano a chiuderle.

Il problema non è la quantità. È decidere da dove si parte

Il conto è di 622 CVE distinte: 416 su Windows, 82 su Office, 46 su Edge, 17 su SharePoint Server. Oltre sessanta sono classificate critiche, ventisei hanno un punteggio CVSS sopra il 9 e tredici arrivano a 9,8. A giugno erano 206, e già allora si parlava di primato. Tra le segnalate come urgenti ci sono una fuga dal confine di una macchina virtuale in Windows VMSwitch, un'esecuzione di codice da remoto in Microsoft Copilot, uno spoofing su Exchange Server e due esecuzioni di codice in Defender.

I tre zero-day sono un aggiramento della cifratura BitLocker sfruttabile con accesso fisico alla macchina, un'elevazione di privilegi in Active Directory Federation Services e un'altra in SharePoint Server dovuta a un controllo di autenticazione mancante. Le ultime due sono già sfruttate in rete e sono entrate nel catalogo CISA delle vulnerabilità note: alle agenzie federali americane è stato dato tempo fino al 17 luglio per SharePoint e fino al 28 per Active Directory. Le date non valgono per le aziende italiane, ma dicono quanto tempo un'autorità considera ragionevole. La lettura che circola tra gli analisti è che il modello mensile stia finendo: la ricerca automatizzata di vulnerabilità produce più risultati di quanti un ciclo di rilascio ordinato ne possa assorbire, e il collo di bottiglia si sposta dalla patch alla decisione su cosa aggiornare per primo. Che è un problema di inventario e di priorità, non di sicurezza informatica.

Fonti: Microsoft Security Update Guide, Dark Reading, BleepingComputer · 14-15 luglio 2026

📡 Telco & IT

Telco e AI: nei piani ci sono tutti, nelle operazioni quasi nessuno

Il Telco AI Readiness Index di Analysys Mason, pubblicato ieri, mette in fila gli operatori mondiali in base a quanto l'intelligenza artificiale è entrata davvero nelle loro reti e nei loro servizi. Il risultato è netto: circa metà è in ritardo e solo il 10% si avvicina a un modello che si possa definire AI-native. Non mancano gli annunci, le partnership o gli investimenti. Manca il passaggio dalla sperimentazione alla scala, e a frenarlo sono tre cose ricorrenti: la qualità dei dati, le competenze interne e reti ancora poco cloud-native.

Vale la pena notare da dove arriva il freno, perché non è tecnologico. È organizzativo. Lo stesso schema si vede in qualunque azienda che abbia comprato strumenti prima di decidere chi li governa: il pilota funziona, la produzione no, e nessuno sa dire perché. Per chi compra servizi da un operatore la domanda utile non è quanta AI ci sia dentro, ma quali processi siano cambiati grazie a quella AI. La risposta a quella domanda si misura, la prima no.

Fonti: Analysys Mason Telco AI Readiness Index, CorCom · 15 luglio 2026

Nokia porta l'AI-RAN sul mercato: fino al 100% di efficienza in più sullo spettro

Nokia ha annunciato la prima piattaforma AI-RAN disponibile commercialmente, cioè una rete di accesso radio in cui l'intelligenza artificiale gira sulla stessa infrastruttura che gestisce il traffico. Il numero dichiarato è un miglioramento dell'efficienza spettrale fino al 100%: a parità di frequenze assegnate, il doppio della capacità utile. Sullo sfondo c'è il tema che assilla tutti gli operatori europei, cioè come far rendere di più un asset, lo spettro, che costa moltissimo e non si può comprare a piacere.

Il punto interessante non è il singolo prodotto ma la direzione. Per anni la risposta alla domanda di banda è stata comprare più frequenze e piantare più antenne. Se una parte di quella capacità si può ottenere via software, cambia il profilo degli investimenti e cambia anche cosa un operatore può offrire a un cliente enterprise senza aspettare il prossimo ciclo di rete. Resta da vedere quanto di quel 100% sopravvive fuori dal laboratorio, in celle affollate e in condizioni reali.

Fonti: Nokia, CorCom · luglio 2026

☁️ Cloud & Digital

La fame elettrica dell'AI: New York mette una moratoria, le utility non sanno più prevedere

Il Capgemini Research Institute ha intervistato oltre 600 dirigenti del settore elettrico e 175 di data center, in aziende sopra il mezzo miliardo di fatturato e in 21 paesi. Il risultato più utile non riguarda quanta energia serve, ma quanto è diventato difficile prevederla: il 79% dei dirigenti delle utility indica la variabilità della domanda dei data center come sfida centrale, e il 72% ritiene che l'AI costringerà a rifare da capo previsione, pianificazione e consegna dell'elettricità. La parola che ricorre è peakiness: una domanda a punte, irregolare, guidata dall'inferenza più che dall'addestramento, cioè dall'uso quotidiano dei modelli.

Nel frattempo il conflitto è uscito dalle slide. A luglio lo Stato di New York ha deciso una moratoria di un anno sui nuovi data center AI sopra i 50 MW, motivandola con la pressione su rete elettrica, acqua e bollette. È il primo caso in cui un'amministrazione mette per iscritto che attrarre investimenti digitali e proteggere l'infrastruttura locale possono entrare in conflitto. Per chi in Italia sta pianificando carichi AI vale la pena tenerlo a mente: la disponibilità di potenza sta diventando un vincolo di progetto quanto il budget, e va chiesta al fornitore prima, non a impianto disegnato.

Fonti: Capgemini Research Institute "AI meets the grid", CorCom, AI4Business · 15 luglio 2026

L'AI è ovunque, la regia da nessuna parte: l'85% non ha una strategia

Supermetrics ha pubblicato il 14 luglio l'AI Readiness Gap, un'indagine su 435 responsabili marketing tra Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Australia e Singapore. Il dato che regge tutto il report è che l'85% delle organizzazioni non ha una strategia AI formale né un responsabile chiaro delle iniziative: solo il 15% dichiara una tabella di marcia definita con metriche di successo misurabili. Gli ostacoli citati sono concreti e poco romantici: sistemi che non si parlano tra analisi e attivazione (40% nelle PMI, 34% nelle grandi aziende), passaggi di dati ancora fatti a mano, qualità dei dati bassa. Solo l'11% descrive i propri dati di marketing come di qualità alta e accessibili tra i sistemi.

Il divario che il report misura non è tra chi usa l'AI e chi no. È tra la pressione ad adottarla e la capacità di renderne conto. Sono due cose diverse e si confondono facilmente, perché la prima si vede nelle riunioni e la seconda si vede solo a fine anno. La domanda che separa le due, e che costa una riga in un ordine del giorno, è chi risponde dei risultati dell'AI in azienda. Se il nome non c'è, non c'è nemmeno la strategia, per quanti strumenti siano stati acquistati.

Fonti: Supermetrics AI Readiness Gap, PRNewswire · 14 luglio 2026

🔒 Cyber Security

I tre zero-day di luglio: BitLocker, Active Directory e SharePoint

Dentro il rilascio record di questo mese ci sono tre vulnerabilità diventate pubbliche prima della patch. La prima aggira la cifratura BitLocker con un attacco fisico: chi mette le mani sul portatile arriva ai dati anche se il disco è cifrato, e questo riguarda direttamente chi ha una flotta di macchine che viaggiano. La seconda e la terza sono già sfruttate in rete: una elevazione di privilegi in Active Directory Federation Services, cioè il componente che fa da mediatore di fiducia per il single sign-on aziendale, e una in SharePoint Server dovuta a un controllo di autenticazione mancante. CISA le ha inserite nel catalogo delle vulnerabilità note e ha dato alle agenzie federali fino al 17 luglio per SharePoint e fino al 28 per Active Directory.

Tre cose da fare questa settimana. Primo, verificare se SharePoint è on-premise: la versione in cloud non è interessata, quella installata in casa sì, ed è il caso più frequente nelle aziende che negli anni non hanno mai completato la migrazione. Secondo, chiedere a chi gestisce i sistemi se ADFS è esposto verso internet, perché è il punto da cui si entra nel resto. Terzo, sui portatili aziendali controllare che BitLocker sia accompagnato da un PIN all'avvio: senza, la cifratura protegge molto meno di quanto si creda. Nessuna di queste tre richiede un progetto, richiedono una mail e una risposta.

Fonti: CISA Known Exploited Vulnerabilities Catalog, Microsoft, Dark Reading · 14-15 luglio 2026

RoguePlanet, la patch arriva dopo un mese e apre un'altra discussione

Microsoft ha rilasciato l'aggiornamento del Malware Protection Engine, il motore di scansione su cui gira Defender, che chiude la falla nota come RoguePlanet. Si tratta di una condizione di corsa che permetteva a un utente qualunque di ottenere i privilegi massimi sulla macchina, e funzionava anche su Windows aggiornati e con la protezione in tempo reale attiva. Tra la pubblicazione del codice dimostrativo e la patch è passato circa un mese. Nei giorni successivi lo stesso ricercatore ha sostenuto di aver trovato nella correzione un nuovo effetto collaterale, legato a un accumulo di file nella cache. L'aggiornamento arriva da solo tramite Windows Update, ma vale la pena verificare la versione del motore invece di darlo per fatto.

C'è un dettaglio che merita attenzione ed è il mittente. RoguePlanet è la quarta falla di Defender pubblicata dallo stesso ricercatore anonimo, dopo altre tre già corrette, tutte diffuse senza passare da una segnalazione coordinata. Quando la ricerca di sicurezza smette di bussare alla porta e pubblica direttamente, il tempo di reazione delle aziende si accorcia e basta. Non è una questione di chi ha ragione: è una condizione di lavoro con cui bisogna fare i conti.

Fonti: CSIRT Italia, Help Net Security, The Hacker News · 9-14 luglio 2026

📢 Marketing & Comunicazione Digitale

Dal 2 agosto il chatbot deve dire di essere un chatbot

Mancano diciassette giorni all'applicazione dell'articolo 50 dell'AI Act, la parte del regolamento europeo dedicata alla trasparenza. Da quella data chi mette un assistente conversazionale davanti a un cliente deve renderlo riconoscibile alla prima interazione, non in una riga dei termini di servizio. Chi pubblica un deepfake, cioè un contenuto che assomiglia a persone o eventi reali al punto da sembrare autentico, deve dichiararlo. Chi diffonde testi generati dall'AI su temi di interesse pubblico deve dirlo, salvo che il contenuto sia stato rivisto da una persona che se ne assume la responsabilità editoriale. Le sanzioni previste arrivano a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale.

Due precisazioni servono, perché in giro c'è confusione. Il Digital Omnibus ha rinviato al 2027-2028 buona parte del regime sui sistemi ad alto rischio e ha spostato al 2 dicembre l'obbligo di marcatura tecnica a carico di chi fornisce i modelli generativi: la trasparenza dell'articolo 50 resta invece al 2 agosto. E gli obblighi non riguardano solo i grandi fornitori: chi usa quegli strumenti per produrre contenuti destinati al pubblico è un deployer e ha i suoi. Il lavoro utile da fare adesso è banale e nessuno lo fa: censire dove l'AI è già in uso tra marketing, customer care, video e documentazione, e decidere una regola su come si dichiara.

Fonti: Regolamento UE 2024/1689, Draft Guidelines Commissione europea, Agenda Digitale · luglio 2026

IKEA entra nel Mondiale senza pagare il Mondiale

IKEA Canada, con Dentsu Creative, ha ricostruito diciotto bandiere nazionali usando esclusivamente prodotti del proprio catalogo: un plaid diventa la foglia d'acero canadese, un copripiumino le righe gialle della Svezia. La campagna si chiama Assemble the World, vive sui social e nell'affissione vicino ai negozi, e ogni oggetto usato nelle composizioni è realmente acquistabile. L'invito è a riconoscere i pezzi e, volendo, comprarli. Il Canada è tra i paesi ospitanti ed è tra i più multiculturali al mondo: durante il torneo molti tifano due nazionali, quella di casa e quella della famiglia.

Il pezzo di strategia che vale la pena rubare è questo: IKEA non è sponsor FIFA e non ha fatto una campagna di calcio. Ha preso l'elemento culturale che il torneo mette in circolo, la bandiera, e lo ha tradotto nella propria lingua, che sono gli oggetti di casa. È il modo meno costoso e più difficile di entrare in una conversazione globale: meno costoso perché non si compra un diritto, più difficile perché serve avere qualcosa di riconoscibile da dire. Chi non ce l'ha, il diritto lo deve comprare.

Fonti: Dentsu Creative, Creative Review, Ninja Marketing · giugno-luglio 2026

💼 Dal Network LinkedIn

Mila Fiordalisi: 25,6 milioni per il 5G dentro ospedali, atenei e porti

Mila Fiordalisi segnala la graduatoria appena pubblicata dal Dipartimento per la trasformazione digitale sull'avviso per le infrastrutture Distributed Antenna System in 5G, parte della Strategia italiana per la banda ultralarga. Il governo ha portato i fondi a 25,6 milioni di euro. Gli enti che guideranno i lavori nei prossimi ventiquattro mesi sono di tre tipi: atenei, tra cui la Federico II di Napoli, l'Università di Catania e il Politecnico di Bari; sanità, con AUSL Toscana Centro, AOU Pisana, ASL Taranto e AOU Meyer; e porti, dal Mar Ligure Occidentale all'Adriatico.

Le antenne distribuite sono la parte meno raccontabile del 5G: servono a portare il segnale dentro edifici dove la rete esterna non arriva, corridoi di ospedale, capannoni, banchine. Non fanno notizia e non si vedono. Ma la scelta dei destinatari dice qual è l'idea: il 5G italiano dei prossimi due anni si gioca meno sulla velocità del telefono e più sul fatto che una macchina, un carrello o un monitor restino connessi dove oggi non lo sono. Che poi è il punto in cui la connettività smette di essere un servizio e diventa un pezzo del processo.

Fonte: Mila Fiordalisi, LinkedIn · luglio 2026

🍎 Focus Apple

iOS 27 apre a tutti. La novità principale, in Europa, non c'è

Apple ha rilasciato le beta pubbliche di iOS 27, iPadOS 27, macOS 27 Golden Gate, watchOS 27 e tvOS 27: da questa settimana chiunque abbia un dispositivo compatibile e un account nel programma beta può installarle. La novità intorno a cui ruota tutto è Siri AI, l'assistente ricostruito su Apple Intelligence: tiene il filo di una conversazione, cerca dentro mail, messaggi, note e calendario, capisce cosa c'è sullo schermo e agisce dentro le app. Ci sono anche numeri di prestazione dichiarati dall'azienda: app fino al 30% più rapide ad aprirsi, foto disponibili fino al 70% prima, AirDrop fino all'80% più veloce. E c'è una nota di merito che non si sente spesso su una beta di luglio: chi la sta usando la descrive come inusualmente stabile.

Il dettaglio che conta per chi comunica sta però nei requisiti. Siri AI parte solo in inglese, richiede almeno un iPhone 15 Pro, le funzioni più avanzate solo i modelli di punta dell'ultima generazione, e in Unione europea non arriva subito. Significa che il motivo principale per aggiornare, in Italia, oggi non è disponibile. Apple ha costruito il racconto dell'anno su una funzione che qui non si può provare, e nel frattempo tiene aperta la beta: è una scommessa sul fatto che l'attesa valga più della delusione. Funziona finché la distanza tra l'annuncio e la disponibilità resta leggibile come una data, e non come una scelta.

Fonti: Apple, 9to5Mac, Adnkronos · 13-15 luglio 2026

🚗 Focus Automotive & Fleet

Furgoni, giugno pesante: -12,1%. E il noleggio lungo perde quasi un terzo

I dati UNRAE sui veicoli commerciali leggeri raccontano un giugno difficile: 17.108 immatricolazioni, il 12,1% in meno di un anno fa e il 17,3% in meno rispetto al 2024. Il primo semestre chiude a 94.759 unità, -4,3%. Dentro il mese, il noleggio a lungo termine arretra del 28,6% e scende al 29,2% di quota, mentre il breve termine sale al 10,9%. L'elettrico puro resta al 3,9%, contro il 7,4% di un anno fa, e la CO2 media ponderata cresce del 6,4%, a 185,1 g/km. Il diesel copre l'80,6% del segmento.

La causa che gli operatori indicano non è la domanda, è l'attesa. Il 26 giugno è stato pubblicato il DPCM che stanzia 180 milioni per i veicoli N1 e N2 fino a 7,2 tonnellate, con il 40% annuo riservato a elettrico e idrogeno, ma i contributi restano appesi all'apertura della piattaforma Invitalia. Il presidente UNRAE Roberto Pietrantonio parla di un mercato fermo da otto mesi e di un effetto annuncio che deprime gli acquisti: chi deve rinnovare aspetta, perché comprare oggi significa rinunciare a un incentivo che forse arriva domani. È un meccanismo noto e si ripete a ogni misura annunciata prima di essere operativa. Per chi gestisce una flotta la domanda pratica è una sola: quanto costa aspettare rispetto a quanto vale il contributo. Con i tempi di consegna attuali, spesso il conto non torna come sembra.

Fonti: UNRAE, Fleet Magazine, Vado e Torno · 13-15 luglio 2026

Numero della settimana
622
Sono le vulnerabilità distinte corrette da Microsoft nel Patch Tuesday di luglio 2026, il rilascio più grande nella storia del programma: tre volte le 206 di giugno, che era già un primato. Dentro ci sono oltre sessanta falle critiche, ventisei con punteggio sopra il 9 e tre zero-day, due dei quali già sfruttati. Il numero non misura quanto Windows sia insicuro: misura quanto in fretta la ricerca automatizzata sta trovando problemi che prima restavano nascosti. (Fonti: Microsoft Security Update Guide, Dark Reading)
Citazione
"La nostra sfida, come nella Pubblica Amministrazione, è e rimane sempre la centralità della persona."
— Romina Chirichilli, direttore People & Sustainability di Open Fiber, all'evento "Crescere nella PA: persone, formazione e risultati" a Roma. Il ragionamento che accompagna la frase è che la tecnologia accelera i processi ma il fattore umano resta il centro: l'AI amplifica le capacità delle persone, non sostituisce la visione, il giudizio e la capacità di relazione. Detto da chi ha in gestione le competenze di un'azienda che ha posato oltre 168mila chilometri di fibra.