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Rassegna #083
Lunedì 27 Luglio 2026

Cyber, 2.171 incidenti in sei mesi. Ma l'Italia non è più aggredita: è più osservata

Il primo bilancio semestrale del CSIRT Italia segna un +47% di eventi gestiti rispetto al 2025. Il numero fa impressione, ma la stessa Agenzia invita a leggerlo con calma: gran parte dell'aumento nasce dal perimetro allargato dalla NIS2, che ha portato dentro il sistema di segnalazione molti più soggetti di prima.

Il +47% che va letto al contrario

Nel primo semestre 2026 l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, attraverso il CSIRT Italia, ha gestito 2.171 eventi cyber, di cui 1.072 con un impatto confermato. Le notifiche ricevute sono state 1.160, in larga parte obbligatorie, da 890 soggetti diversi, e quasi settecento di questi hanno interagito con l'Agenzia per la prima volta. È qui la chiave di lettura: non è detto che gli attacchi siano cresciuti di quasi la metà, è certo che oggi il Paese vede molto di più di quanto vedesse prima, perché la NIS2 ha allargato la platea di chi è tenuto a segnalare.

Alcuni indicatori vanno addirittura nella direzione opposta. Il ransomware è sceso a 181 casi (-12%) e gli attacchi DDoS del 32%, con il picco di febbraio legato ai Giochi di Milano-Cortina rimasto di impatto contenuto. Il dato che pesa davvero è un altro, ed è un inventario: gli asset esposti su Internet e potenzialmente attaccabili per software non aggiornato o configurazione sbagliata sono saliti a 24.303. A livello globale nel semestre sono state censite oltre 37 mila vulnerabilità, il 54% in più, un'accelerazione che l'ACN collega anche all'uso dell'AI nell'analisi del codice. La regola resta quella di sempre: non basta chiudere una falla, bisogna sapere quante porte sono ancora aperte.

Fonti: ACN / CSIRT Italia, relazione primo semestre 2026, ripresa da La Capitale · 25 luglio 2026

📡 Telco & IT

Da telco a techco: quattordici anni di ricavi persi e una trasformazione ancora a metà

Le analisi di settore mettono in fila un dato che spiega molte scelte degli operatori italiani: negli ultimi quattordici anni hanno perso circa un terzo dei ricavi e metà dell'EBITDA, pur continuando a investire in infrastrutture critiche. In parallelo pesa il ritardo sul 5G Standalone, la versione della rete che serve davvero per abilitare i servizi più avanzati. La trasformazione da operatore di connettività a fornitore di tecnologia procede, ma resta incompiuta.

Per chi compra connettività il punto non è compassionevole, è pratico. Il fornitore che sta dall'altra parte del contratto è sotto pressione sui margini, e questo si traduce in listini che si muovono, in servizi che vengono ripensati e in un consolidamento che continua. Vale la pena tenerne conto quando si negozia un rinnovo pluriennale: la solidità e la roadmap di chi eroga il servizio contano quanto il prezzo del mese.

Fonte: CorCom · luglio 2026

Data center in Italia, i soldi ci sono. Mancano energia e permessi

L'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano stima venticinque miliardi di euro di investimenti tra il 2026 e il 2029 per costruire e attrezzare nuovi impianti, con Milano e Roma come poli principali e nuovi hub che spuntano al Sud. Il collo di bottiglia non è la domanda, che cresce, ma l'esecuzione: la disponibilità di energia, i tempi di autorizzazione e i ritardi nelle connessioni elettriche stanno bloccando molti progetti a metà pipeline.

È il paradosso di questa fase. Si annuncia molta più capacità di quella che poi entra davvero in funzione, e la distanza tra le due si allarga. Per un'azienda che ragiona su dove mettere i propri carichi di lavoro, la domanda utile non è quanti data center verranno annunciati, ma quanti ne saranno operativi e alimentati nei tempi che servono al suo piano.

Fonti: Osservatorio Data Center Politecnico di Milano, IDA, riprese di settore · luglio 2026

☁️ Cloud & Digital

Nvidia in trattativa con OpenAI: sul tavolo 250 miliardi per un mega data center

Secondo un'indiscrizione del Wall Street Journal ripresa lunedì dalle agenzie, Nvidia e OpenAI starebbero discutendo un impegno da circa 250 miliardi di dollari legato alla costruzione di un enorme data center per l'addestramento e l'esecuzione dei modelli. Cifre che, se confermate, danno la misura di quanto la corsa all'AI si sia spostata sul suo lato fisico: terreni, energia, chip e capacità di calcolo.

Numeri così grandi raccontano una direzione, non un dettaglio tecnico. L'infrastruttura sta diventando il vero campo di gioco dell'intelligenza artificiale, e chi controlla il calcolo controlla il ritmo di tutto il resto. Per il mercato è anche il motivo per cui, in queste settimane, la domanda che conta non è più quanto si spende, ma quando quella spesa comincia a rendere.

Fonte: Wall Street Journal, ripreso da agenzie · 27 luglio 2026

La settimana delle trimestrali: i giganti dell'AI devono dimostrare che la spesa rende

È la settimana più attesa dell'anno per i conti della tecnologia. Microsoft e Meta pubblicano mercoledì, Apple e Amazon giovedì. Arrivano dopo la trimestrale di Alphabet, che ha alzato il capex 2026 fino a 205 miliardi di dollari e ha mostrato un flusso di cassa libero negativo per la prima volta dalla quotazione del 2004, con il titolo giù di oltre il 7% nonostante il cloud in forte crescita. L'indice dei sette grandi ha perso il 4,8% in una sola seduta.

Per anni il patto con gli investitori è stato semplice: spendete pure tanto sull'AI, il mercato vi premia finché i ricavi salgono. Quel patto si sta incrinando. La domanda che tutte queste aziende devono affrontare è la stessa, ed è diventata la domanda dell'anno anche per chi non è quotato: tutti questi soldi messi nell'intelligenza artificiale, stanno davvero funzionando?

Fonti: Fortune, Yahoo Finance, riprese di settore · 26 luglio 2026

🔒 Cyber Security

"HTTP/2 Bomb", disponibile il codice per mandare giù i server

Il CSIRT Italia segnala la disponibilità di proof of concept per una vulnerabilità del protocollo HTTP/2, ribattezzata "HTTP/2 Bomb", che può essere sfruttata per attacchi di tipo Denial of Service, cioè per rendere irraggiungibili i sistemi colpiti. Quando esce pubblicamente il codice che dimostra come sfruttare una falla, la finestra tra la scoperta e i primi tentativi reali si accorcia di molto.

HTTP/2 è ovunque: è il protocollo che regge una parte enorme del traffico web moderno. Per chi gestisce servizi esposti su Internet la mossa pratica è verificare quali componenti lo implementano, applicare gli aggiornamenti dei fornitori appena disponibili e, dove serve, mettere davanti una protezione anti-DoS. Non è una minaccia esotica, è manutenzione ordinaria fatta in fretta.

Fonte: ACN / CSIRT Italia · luglio 2026

Anche l'AI allarga la superficie d'attacco: falla critica su una piattaforma per agenti

Sempre dal CSIRT arriva la segnalazione di un proof of concept per una vulnerabilità già corretta dal fornitore in Langflow, piattaforma open source per progettare in modo visuale i flussi di lavoro basati su intelligenza artificiale e integrata in soluzioni enterprise di IBM. Se sfruttata, la falla poteva permettere a un attaccante remoto di eseguire codice sui sistemi interessati.

È un promemoria utile in questa fase. Gli strumenti che le aziende stanno adottando per costruire agenti e automazioni AI sono software come gli altri, con le stesse debolezze e la stessa necessità di aggiornamenti. Ogni nuovo mattone messo in produzione va inventariato e tenuto sotto patch, altrimenti l'entusiasmo per l'AI finisce per aprire porte che nessuno stava sorvegliando.

Fonte: ACN / CSIRT Italia · luglio 2026

📢 Marketing & Comunicazione Digitale

Dalla SEO alla GEO: farsi trovare non basta più, bisogna farsi capire dalle AI

La ricerca sta cambiando pelle. Sempre più persone non digitano parole chiave ma pongono domande in linguaggio naturale a motori conversazionali che rispondono con una sintesi già pronta. I report di settore parlano ormai di GEO, Generative Engine Optimization: l'obiettivo non è solo scalare la pagina dei risultati, è essere presenti nelle fonti da cui i modelli generativi imparano e che poi citano nelle risposte.

Per chi comunica cambia il lavoro concreto. Non basta un contenuto ottimizzato per l'algoritmo tradizionale: serve materiale chiaro, autorevole e ben strutturato, perché una macchina possa capirlo, fidarsene e riproporlo. La visibilità si gioca sempre più su questo, e i brand che non ci pensano rischiano di sparire non dai risultati, ma dalle risposte.

Fonti: Kantar Marketing Trends 2026, riprese di settore · 2026

Stanchezza da artificiale: metà delle persone cerca contenuti meno algoritmici

Un report di Dentsu Creative sulle tendenze 2026 fotografa una società che usa l'AI ogni giorno ma insieme se ne stanca: oltre la metà degli intervistati si dichiara stufa dei contenuti ripetitivi e circa la metà prova a ridurre il tempo davanti agli schermi. Cresce cioè il desiderio di esperienze più autentiche, più umane, meno prodotte in serie.

È un segnale che vale la pena leggere al contrario rispetto all'entusiasmo del momento. Man mano che generare contenuti costa pochissimo e tutto comincia a somigliarsi, ciò che porta un segno riconoscibile di lavoro umano torna a distinguersi. Per un brand non è una questione nostalgica, è una leva: in un mare di materiale medio, l'autentico diventa la cosa che si nota.

Fonte: Dentsu Creative, "Generative Realities" Trends 2026 · riprese di settore

💼 Dal Network LinkedIn

Mila Fiordalisi: pubblicata la graduatoria per il 5G nelle antenne distribuite

La giornalista Mila Fiordalisi, a lungo direttrice di CorCom e voce autorevole sul digitale italiano, ha segnalato la pubblicazione da parte del Dipartimento per la trasformazione digitale della graduatoria dell'avviso per le infrastrutture Distributed Antenna System in chiave 5G, parte della Strategia per la Banda Ultra Larga, con fondi portati a 25,6 milioni di euro. A guidare i progetti nei prossimi due anni saranno atenei come la Federico II di Napoli, Catania e il Politecnico di Bari, alcune aziende sanitarie e diverse autorità portuali.

Il dettaglio interessante non è la cifra, contenuta, ma dove va: università, ospedali e porti. Sono i luoghi dove la connettività smette di essere un servizio generico e diventa un pezzo di infrastruttura critica, dentro cui far girare telemedicina, logistica e ricerca. È la parte meno raccontata della banda larga: non quella che arriva a casa, ma quella che tiene in piedi i servizi essenziali di un territorio.

Fonte: profilo LinkedIn di Mila Fiordalisi, Dipartimento per la trasformazione digitale · luglio 2026

🍎 Focus Apple

Giovedì la trimestrale di Apple, ed è l'ultima call di Tim Cook da amministratore delegato

Apple pubblica i conti del terzo trimestre fiscale giovedì 30 luglio, con un consenso degli analisti intorno ai 109 miliardi di dollari di ricavi e un utile per azione vicino a 1,89 dollari. Sarà l'ultima conference call di Tim Cook nel ruolo di CEO: da settembre la guida passa a John Ternus, mentre Cook diventa presidente esecutivo. Gli occhi saranno sull'iPhone, sui servizi e sull'effetto dei rincari legati al costo delle memorie.

Al di là dei numeri, è un passaggio di identità. Cook ha guidato Apple per quindici anni costruendo una macchina di esecuzione e servizi enorme. Consegnare il testimone durante una call sui conti, e non con un evento a parte, è già un messaggio: continuità, non rottura. Per chi si occupa di brand è un caso di studio su come si gestisce la transizione della figura che per il pubblico coincide con l'azienda.

Fonti: Apple Investor Relations, 9to5Mac, MacRumors, stime di consenso · luglio 2026

🚗 Focus Automotive & Fleet

Noleggio, Ayvens primo tra le auto. Ma a correre è il breve termine

L'analisi ANIASA-UNRAE sul secondo trimestre 2026 segnala un sorpasso nel noleggio vetture: Ayvens conquista il primo posto assoluto superando Leasys e Arval, con quasi ventunomila immatricolazioni nel trimestre e una quota intorno al 28%, che sale a oltre il 33% su base semestrale. Il segmento nel suo insieme cresce, ma la spinta arriva quasi tutta dal breve termine, in accelerazione di oltre il 23%, mentre il lungo termine resta sostanzialmente fermo.

La fotografia dice due cose. La prima è competitiva: le posizioni tra i grandi operatori si stanno rimescolando. La seconda è di comportamento: le aziende e i privati usano sempre più il noleggio come strumento flessibile, per periodi definiti, più che come impegno lungo. È lo stesso spostamento verso il consumo a canone che l'IT conosce bene, e cambia il tipo di conversazione commerciale, dal contratto pluriennale alla soluzione modulabile.

Fonte: ANIASA-UNRAE, analisi secondo trimestre 2026, ripresa da Fleet Magazine · luglio 2026

Numero della settimana
725 mld $
È la spesa in conto capitale che Amazon, Google, Meta e Microsoft hanno messo in programma per il 2026, in gran parte destinata a data center e infrastrutture per l'intelligenza artificiale, con una crescita di circa il 77% sull'anno precedente. La cifra da sola non dice se sia troppa o giusta. Lo diranno le trimestrali di questi giorni, perché per la prima volta il mercato non chiede più quanto si investe, ma quando quell'investimento inizia a produrre ricavi. È la stessa domanda che, in scala diversa, si sta ponendo ogni azienda che ha messo soldi nell'AI negli ultimi due anni. (Fonti: stime riprese da Yahoo Finance e IG, luglio 2026)
Citazione
"Ogni servizio digitale avanzato nasce da un lavoro spesso invisibile"
— dal paper di Anitec-Assinform sulle infrastrutture digitali, pubblicato a luglio 2026. Il documento sostiene che AI, IoT, cloud e supercalcolo non siano comparti separati ma pezzi di uno stesso ecosistema, che funziona solo se può contare su reti, data center, sicurezza e capacità di calcolo. La parte che si vede, cioè il servizio, poggia su una parte che non si vede: e in Italia quella parte ha bisogno di semplificazione, energia competitiva e regole fiscali chiare per reggere il passo.