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Rassegna #085
Mercoledì 29 Luglio 2026

Eni apre i suoi supercomputer alle imprese: la potenza di calcolo diventa un servizio

Ieri la capacità di calcolo si costruiva o si comprava dagli hyperscaler. Da oggi in Italia c'è una terza strada: un gruppo industriale mette sul mercato l'infrastruttura che aveva costruito per sé, aprendola a imprese, startup e centri di ricerca.

Dal Green Data Center lombardo ai servizi AI per il mercato

Il Green Data Center di Eni, in Lombardia, ospita i due supercalcolatori Hpc6 e Hpc7: insieme superano la soglia dell'Exascale e fanno del gruppo la realtà industriale con la maggiore potenza di supercalcolo disponibile al mondo. Quella capacità, finora usata per simulazioni e ricerca interna, viene ora messa a disposizione di altre organizzazioni sotto forma di servizi di intelligenza artificiale, insieme a competenze specialistiche e strumenti di sviluppo. Tra le prime realtà che hanno manifestato interesse figurano Domyn, Dompé, Almawave e Reply, con la possibilità per altre imprese e centri di ricerca di aggiungersi su proposte progettuali condivise.

Il vantaggio dichiarato per chi entra è il tempo: accedere a capacità di questo livello richiede normalmente anni di investimento o contratti con fornitori extraeuropei. Sul fronte infrastrutturale il gruppo prepara anche un mega data center dedicato all'AI, sempre in Lombardia, attraverso una partnership con Khazna Data Centers. Il filo che tiene insieme le due mosse è lo stesso emerso nelle ultime settimane sul dossier dei data center: in Italia il calcolo sta smettendo di essere una voce di costo interna e sta diventando un'infrastruttura di sistema, con soggetti industriali che si trasformano in fornitori.

Fonte: Eni / Adnkronos, ripresa da Key4biz · 28 luglio 2026

📡 Telco & IT

Digital Networks Act, uno studio indipendente accende il faro sull'interconnessione IP

Mentre Parlamento e Consiglio europei discutono la proposta di Digital Networks Act, un'analisi firmata da Benoit Felten di Fiberevolution e finanziata da CCIA Europe esamina le disposizioni sull'interconnessione IP e ne segnala due punti sensibili. Il primo è l'estensione del regime di autorizzazione generale prevista dall'articolo 9, che secondo l'autore potrebbe arrivare a coprire CDN, cloud e data center, creando sovrapposizioni con NIS2 e DORA. Il secondo riguarda il meccanismo di conciliazione degli articoli 191-193, che dopo trentasei mesi potrebbe diventare obbligatorio: il Berec ha già osservato che una simile evoluzione riaprirebbe il capitolo dei contributi di rete.

La catena di conseguenze descritta nello studio parte dai fornitori di transito e dalle CDN e arriva a chi compra: se aumentano i costi di trasporto del traffico, quei costi finiscono nei listini dei servizi cloud, di distribuzione dei contenuti e di connettività. Le PMI europee sono le più esposte, perché non gestiscono infrastruttura propria e acquistano tutto a servizio. C'è anche un tema di qualità: oggi le rotte si scelgono in base a efficienza e prestazioni, mentre pagamenti regolati potrebbero spingere il traffico su percorsi più economici e tecnicamente peggiori. Le valutazioni sono dell'autore e non impegnano il committente, ma entrano in un negoziato ancora aperto.

Fonti: studio Benoit Felten per CCIA Europe, riprese CorCom e FIRSTonline · 24-27 luglio 2026

6G, la corsa entra nella fase industriale: 110 miliardi di dollari attesi al 2036

Un report di MarketsandMarkets stima che il mercato globale del 6G passi da 11,4 miliardi di dollari nel 2030 a 110,46 miliardi nel 2036, con un tasso medio annuo di crescita del 46%. Sono numeri che fotografano soprattutto la fase attuale, quella in cui ricerca e sviluppo accelerano prima della commercializzazione. Il punto tecnico è che il 6G non viene progettato come un miglioramento del 5G: l'obiettivo è un'architettura unica che tenga insieme intelligenza artificiale, edge computing, sensing distribuito e comunicazioni ultra affidabili.

Per chi lavora nel B2B la parte interessante è chi userà queste reti per primo. Il report indica manifattura e Industry 5.0 come ambiti applicativi trainanti e le imprese come early adopter, il che sposta il baricentro della discussione dai consumi personali agli impianti, alla robotica collaborativa e ai gemelli digitali in tempo reale. È anche il motivo per cui vendor, operatori, università e governi stanno definendo insieme le specifiche: chi scrive lo standard si prende una parte del valore che verrà dopo.

Fonte: report MarketsandMarkets, ripresa da CorCom · 24 luglio 2026

Tlc e call center, i sindacati chiedono regole sull'uso dell'AI

Le organizzazioni sindacali del settore telecomunicazioni e customer operations hanno diffuso una nota congiunta in cui chiedono che l'introduzione dell'intelligenza artificiale nei servizi sia accompagnata da un quadro di regole condiviso. Nel documento si sollecita il coinvolgimento delle forze politiche e delle commissioni parlamentari competenti per costruire percorsi normativi e strategie industriali, con riferimento fra gli altri alla vicenda del polo calabrese nato attorno alla digitalizzazione delle cartelle sanitarie, dove esaurita la fase di dematerializzazione è rimasta aperta la questione della continuità delle attività.

Al di là del passaggio sindacale, il tema di fondo riguarda chiunque stia automatizzando processi ad alta intensità di persone: quando una tecnologia elimina un'attività, il valore si sposta su quelle adiacenti solo se qualcuno progetta il passaggio. È la parte che i piani di adozione dell'AI descrivono meno, e che di solito decide se il progetto produce risultati o soltanto risparmi contabili.

Fonte: nota congiunta delle organizzazioni sindacali, ripresa da Key4biz · 28 luglio 2026

☁️ Cloud & Digital

AI Act, il Digital Omnibus è in Gazzetta: slittano gli obblighi sui sistemi ad alto rischio

È stato pubblicato il 24 luglio sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il Regolamento (UE) 2026/1744, entrato in vigore il 27 luglio, che modifica l'AI Act con un pacchetto di semplificazioni. La novità di maggior peso operativo è il rinvio dei termini per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio: la scadenza fissata al 2 agosto 2026 si sposta al 2 dicembre 2027 per i sistemi autonomi. Cambiano anche altri punti: si attenua l'obbligo di alfabetizzazione sull'AI, si chiarisce la nozione di componente di sicurezza ai fini della classificazione, si attribuiscono nuove competenze all'AI Office e si introducono misure dedicate a PMI e piccole imprese a media capitalizzazione. Il termine per le sandbox normative nazionali slitta al 2 agosto 2027.

Non tutto si allenta. Sulla trasparenza i tempi si stringono, con tre mesi a disposizione dei fornitori, e da dicembre 2026 scatta il divieto per i software di nudificazione, cioè gli strumenti capaci di generare immagini di nudo di persone reali o di rimuovere digitalmente gli indumenti da immagini esistenti. Per le aziende italiane il messaggio pratico è che il calendario è cambiato ma la direzione no: chi aveva avviato la mappatura dei propri sistemi ha guadagnato tempo per finirla bene, non un motivo per fermarla.

Fonte: Regolamento (UE) 2026/1744 in GUUE, ripresa da Key4biz · 24-27 luglio 2026

Sovranità digitale europea, il nodo è tenere insieme autonomia e apertura

A Roma, al Palazzo dell'Informazione, si è tenuto un confronto organizzato da Open Gate Italia con Adnkronos sul tema della sovranità tecnologica europea. La domanda attorno a cui si è mosso il dibattito è come rafforzare l'autonomia strategica del continente nelle tecnologie digitali senza rinunciare all'apertura dei mercati, alla concorrenza e all'innovazione. I quattro terreni indicati come decisivi sono sempre gli stessi: reti, cloud, intelligenza artificiale e cybersicurezza.

È una discussione che a prima vista sembra riservata alle istituzioni, ma che arriva molto rapidamente sui tavoli aziendali. Ogni scelta di fornitura tecnologica fatta oggi, dal cloud alle piattaforme AI, contiene implicitamente una risposta a quella domanda: quanta autonomia serve, quanto costa, dove conviene averla davvero. Le imprese che se lo chiedono prima si trovano poi con più margine di manovra nei rinnovi contrattuali.

Fonte: evento Open Gate Italia con Adnkronos, ripresa da Key4biz · 27 luglio 2026

🔒 Cyber Security

Fortinet, nuove vulnerabilità in FortiOS e FortiSandbox: una è già sfruttata in rete

Il CSIRT Italia ha diramato ieri un alert su nuove vulnerabilità rilevate in prodotti Fortinet, due delle quali con gravità alta, presenti in FortiOS e FortiSandbox. Se sfruttate, consentirebbero a un attaccante non autenticato di accedere a informazioni sensibili, eseguire codice arbitrario da remoto ed eludere i meccanismi di autenticazione e sicurezza dei sistemi interessati. Per la CVE-2025-68686 è stato rilevato lo sfruttamento attivo in rete: significa che non si tratta di un rischio teorico ma di una campagna in corso.

Il dettaglio da non perdere è dove si trovano questi prodotti: sul perimetro, cioè nel punto in cui l'azienda si affaccia su Internet. Un apparato di frontiera compromesso non è un incidente circoscritto, è una chiave d'ingresso. L'aggiornamento va trattato con la priorità che si dà a un guasto in produzione, verificando anche quali interfacce di gestione siano raggiungibili dall'esterno senza necessità.

Fonte: alert CSIRT Italia / ACN · 28 luglio 2026

Phishing e fattore umano: nelle PMI manca il muro che le grandi aziende costruiscono

Il rapporto globale sui servizi di sicurezza 2026, ripreso in questi giorni dalla stampa di settore, colloca ai primi posti tra le minacce il comportamento degli utenti e le tecniche di phishing. Il punto non è la disattenzione delle persone: è che i messaggi di oggi arrivano da mittenti apparentemente affidabili e sono sempre più spesso confezionati con contenuti generati dall'intelligenza artificiale, che permette di personalizzarli su larga scala. Nelle PMI il problema si aggrava perché mancano le strutture e le risorse con cui le grandi organizzazioni costruiscono un vero firewall umano, fatto di formazione ricorrente, simulazioni e procedure note a tutti.

C'è poi una questione di calendario. Ad agosto i presidi si assottigliano, le catene di approvazione si allungano e una richiesta di pagamento urgente firmata da un responsabile in ferie trova meno resistenze del solito. Le due misure che costano meno e reggono meglio restano l'autenticazione a più fattori su tutti gli accessi e una copia dei dati separata dalla rete principale.

Fonti: rapporto globale sui servizi di sicurezza 2026, riprese di settore · 28 luglio 2026

📢 Marketing & Comunicazione Digitale

Pubblicità dentro gli assistenti AI: le proiezioni corrono più del mercato

Le stime raccolte da Emarketer e riprese dalla stampa di settore ridimensionano in modo netto le attese sulla pubblicità dentro i chatbot. Secondo quelle rilevazioni l'intero mercato statunitense della pubblicità sugli assistenti conversazionali autonomi, messi insieme, resterà molto sotto le proiezioni diffuse dai singoli operatori, al punto che l'obiettivo di lungo periodo indicato da OpenAI rischierebbe di essere mancato di circa il 90%. Sul fronte opposto, chi la pubblicità la vende da vent'anni continua a crescere: Google ha riportato un aumento a doppia cifra dei ricavi pubblicitari, sostenuto dagli strumenti automatici di ottimizzazione delle campagne.

Per chi pianifica investimenti la lettura utile è questa: l'AI sta cambiando molto più in fretta il modo in cui la pubblicità viene comprata e ottimizzata che il posto in cui viene mostrata. Le interfacce conversazionali stanno cambiando le abitudini di ricerca delle persone, ma il denaro pubblicitario si muove con i suoi tempi e continua a stare dove ci sono inventario misurabile e attribuzione affidabile. Chi sta ridisegnando il proprio piano media sulla base delle proiezioni sta anticipando un mercato che non esiste ancora.

Fonti: stime Emarketer e riprese di settore · settimana del 27 luglio 2026

Google, multa Ue da 890 milioni: sotto esame Search e Play Store

La Commissione europea ha chiuso due procedimenti contro Google infliggendo sanzioni per complessivi 890 milioni di euro per violazione del Digital Markets Act. Le pratiche contestate sono due e distinte: il trattamento preferenziale riservato ai servizi proprietari dell'azienda nei risultati di Search e le restrizioni imposte agli sviluppatori che distribuiscono applicazioni attraverso Play Store. Bruxelles ha dato sessanta giorni di tempo per adeguarsi.

Il numero fa titolo, ma la parte che cambia il lavoro quotidiano è l'adeguamento. Se la presentazione dei risultati di ricerca viene rivista, cambiano la visibilità e il traffico di interi settori, a partire da quelli in cui i servizi verticali di Google occupano le prime posizioni. E se cambiano le regole per gli sviluppatori, cambiano i margini e i canali di distribuzione delle app. Vale la pena seguire i due mesi che vengono, più della cifra.

Fonte: Commissione europea, ripresa da CorCom · 23 luglio 2026

💼 Dal Network LinkedIn

Luca La Mesa e il mestiere che si riscrive ogni anno

Luca La Mesa, formatore e investitore che lavora sui social dal 2010, ha portato alla settima edizione il suo percorso di formazione per social media manager. Il dato interessante non è il traguardo, è la traiettoria: la prima edizione, nel 2020, insegnava a usare gli strumenti di gestione delle campagne, mentre l'edizione di quest'anno è costruita attorno all'intelligenza artificiale. Sei anni, stesso mestiere, contenuti quasi completamente diversi. La sua tesi sull'AI è nota a chi lo segue e resta una delle più asciutte in circolazione: il rischio non è che la tecnologia sostituisca le persone, è che sostituisca chi non la usa con chi la usa meglio.

È un'osservazione che vale oltre il marketing. Nelle aziende la discussione sull'AI si concentra quasi sempre sugli strumenti da adottare e quasi mai sul fatto che ogni ruolo professionale coinvolto va ridescritto, con competenze diverse da quelle scritte nell'ultima job description. Chi si occupa di formazione interna lo sa già: il costo vero non è la licenza, è il tempo che serve alle persone per cambiare modo di lavorare. E quel tempo non si comprime comprando un altro abbonamento.

Fonte: profilo e materiali pubblici di Luca La Mesa · luglio 2026

🍎 Focus Apple

Gli occhiali di Apple slittano al 2027, e il ritardo è il messaggio

Secondo quanto riportato da Mark Gurman nella sua newsletter, Apple punta a presentare i primi occhiali intelligenti alla WWDC di giugno 2027, con arrivo sul mercato entro la fine dello stesso anno. Il progetto, indicato internamente con la sigla N50, era originariamente atteso per la fine del 2026. Il rinvio sarebbe legato alla questione privacy: l'azienda starebbe lavorando su elaborazione dei dati direttamente sul dispositivo, assenza di riconoscimento facciale e segnalazione visibile quando la fotocamera registra, valutando anche una variante priva del tutto di fotocamere. La scelta di annunciare a una conferenza per sviluppatori ricalca lo schema di Vision Pro: dare tempo di costruire le applicazioni prima della vendita.

Nel frattempo il mercato non aspetta. A Galaxy Unpacked, Samsung ha mostrato l'integrazione di Gemini su nuovi pieghevoli, orologi e occhiali realizzati con partner del settore eyewear, con funzioni che partono da ciò che l'utente sta guardando. Apple, come già altre volte, arriva dopo e prova a farlo con le risposte pronte alle obiezioni che gli altri stanno raccogliendo sul campo. Per chi si occupa di prodotto e comunicazione è un caso da tenere d'occhio: qui la privacy non è una riga nelle condizioni d'uso, è la funzione principale attorno a cui verrà costruito il posizionamento.

Fonti: Mark Gurman / Bloomberg, riprese di settore; annunci Google e Samsung · 22-27 luglio 2026

🚗 Focus Automotive & Fleet

Auto aziendali, dal 1° luglio le vetture termiche oltre i cinque anni costano di più

È entrata in vigore all'inizio del mese la regola che aumenta del 50% l'aliquota di tassazione del fringe benefit per le auto aziendali a benzina o diesel in uso promiscuo che superano i cinque anni dalla prima immatricolazione. Il conteggio parte dalla data di immatricolazione, non dall'ingresso in flotta. Dalla stessa data gli optional non compresi nelle configurazioni standard delle tabelle ACI vengono tassati separatamente. La logica dichiarata è spingere il rinnovo dei parchi auto verso motorizzazioni a basse emissioni, per le quali restano le aliquote agevolate.

Il quadro di mercato dice che il movimento è già in corso. Nel primo semestre 2026 il noleggio a lungo termine di autovetture e fuoristrada ha totalizzato 529.167 nuovi contratti, in calo del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con le società specializzate in crescita del 3,5% e una quota crescente di privati e di veicoli elettrificati. Per chi gestisce una flotta la scadenza pratica è semplice da verificare: basta un elenco dei veicoli con la data di prima immatricolazione accanto. Quelli che compiono cinque anni nei prossimi mesi sono la lista su cui ragionare ora, non a dicembre.

Fonti: decreto correttivo su fringe benefit, riprese di settore; dati primo semestre 2026 ripresi da Fleetime · luglio 2026

Numero della settimana
890 mln €
È il valore complessivo delle due sanzioni con cui la Commissione europea ha chiuso altrettanti procedimenti contro Google per violazione del Digital Markets Act: da un lato il trattamento preferenziale riservato ai servizi proprietari nei risultati di ricerca, dall'altro le restrizioni imposte agli sviluppatori di applicazioni distribuite tramite Play Store. L'azienda ha sessanta giorni per adeguarsi, ed è in quei sessanta giorni che si capirà quanto cambia per chi lavora su visibilità organica e distribuzione delle app. (Fonte: Commissione europea, ripresa da CorCom, 23 luglio 2026)
Citazione
"coerente con gli interessi industriali e istituzionali italiani ed europei"
— Dalla nota con cui Eni ha annunciato l'apertura delle proprie capacità di supercalcolo a imprese, startup e centri di ricerca, 28 luglio 2026. La formula dice bene qual è la posta: non solo vendere cicli di calcolo, ma tenere in Italia una parte della catena su cui si costruiscono modelli e simulazioni. È la stessa logica che attraversa il dibattito europeo su reti, cloud e AI, tradotta però in un'infrastruttura che esiste già e funziona.