GPA Telemakos
Rassegna #092
Venerdì 7 Agosto 2026

Cinquanta miliardi sotto il mare: i cavi sottomarini entrano in un decennio di rinnovo

La previsione di TeleGeography indica oltre un milione di chilometri di nuovi sistemi entro il 2035 e 450mila chilometri di collegamenti da dismettere. A spingere sono cloud e intelligenza artificiale. Il collo di bottiglia, però, non è la fibra: sono le navi che quei cavi devono posarli e ripararli.

Un milione di chilometri nuovi, e cinquanta navi al mondo

Il modello elaborato da TeleGeography stima investimenti medi intorno ai 5 miliardi di dollari l'anno tra il 2026 e il 2035, per un totale di circa 50 miliardi. I nuovi sistemi supereranno 1.010.000 chilometri, mentre oltre 450mila chilometri di cavi arrivati a fine vita operativa potrebbero essere ritirati. Quasi metà della spesa, quindi, non aggiunge rete: la sostituisce. Con un vantaggio, perché i sistemi recenti integrano più coppie di fibra e apparati aggiornabili durante il ciclo di vita. Le direttrici più attive saranno transatlantica, transpacifica e intra-asiatica, con 11 miliardi di dollari attesi sulla sola area asiatica.

Il traffico che li riempie non è più quello degli utenti. Secondo i dati citati da Retelit, nel 2024 le reti dei grandi gruppi cloud e content hanno rappresentato quasi tre quarti della domanda internazionale di banda, con punte oltre l'80% sulle rotte principali, e la domanda globale è triplicata tra il 2020 e il 2024 superando 6,4 Pbps. Gli hyperscaler non sono più clienti dei carrier: finanziano i sistemi, comprano coppie di fibra e disegnano i percorsi intorno ai propri data center. Il cavo Nuvem di Google, circa 7.000 chilometri tra Stati Uniti e Portogallo con approdo a Sines, è l'esempio di come una landing station possa diventare il punto di partenza di un ecosistema.

Il problema industriale sta a monte. Nel mondo operano circa cinquanta navi posacavi, ma solo una ventina è dedicata stabilmente alla manutenzione, l'età media è di 25 anni e quasi metà della flotta potrebbe arrivare a fine vita di progetto entro il 2040. Una nave nuova costa intorno ai 300 milioni di dollari e richiede anni per essere costruita. Tradotto: si può posare più rete di quanta se ne riesca a riparare, e un guasto in un'area congestionata può significare tempi di ripristino lunghi.

Per l'Italia la finestra esiste ma non si apre da sola. Il Paese conta 32 sistemi sottomarini internazionali più cinque collegamenti nazionali tra isole e continente. Genova ne ospita sette, tra cui 2Africa, BlueMed e Medloop; a Savona è approdato India Europe Xpress. Il sistema Medusa, 8.760 chilometri tra Europa meridionale e Nord Africa con 24 coppie di fibra e una capacità teorica di 480 Tbps, ha un approdo italiano a Mazara del Vallo e integra manutenzione predittiva e sensori acustici distribuiti lungo il tracciato. Prysmian, Fincantieri ed Elettra Tlc presidiano segmenti diversi della filiera. Quello che manca, avverte l'analisi, non è la geografia: sono autorizzazioni prevedibili, backhaul competitivo verso gli Internet exchange e energia disponibile agli approdi.

Fonte: previsione TeleGeography e intervista a Diego Teot di Retelit, ripresa CorCom · 5 agosto 2026

📡 Telco & IT

Private 5G, il giro d'affari verso i 25 miliardi: cresce dove il Wi-Fi aziendale non arriva

Secondo il report di MarketsandMarkets il mercato globale delle reti 5G private passerà da circa 5,35 miliardi di dollari nel 2026 a 24,84 miliardi nel 2032, con un tasso di crescita annuo composto del 29,1%. A spingere sono l'automazione industriale e l'elaborazione dei dati a bordo impianto, che aumentano il numero di nodi cellulari per singola struttura e rendono progressivamente insufficiente l'impostazione classica del Wi-Fi aziendale.

Due dettagli contano più della cifra complessiva. Il primo è che la quota maggiore resterà alle installazioni on-premise, scelte per sovranità dei dati, latenza prevedibile e isolamento dalle reti pubbliche: stabilimenti, centrali energetiche, hub logistici, ospedali e strutture della difesa. Il secondo è che il segmento in crescita più rapida sono i servizi, cioè consulenza sullo spettro, progettazione, integrazione, ottimizzazione e sicurezza gestita. È il segnale di un mercato dove la tecnologia si compra ma il risultato dipende da chi la mette a terra.

Fonte: MarketsandMarkets, report "Private 5G Market Global Forecast to 2032", ripresa CorCom · 4 agosto 2026

210 exabyte al mese: il traffico mobile cresce del 22% e il 5G arriva al 48%

I dati dell'Ericsson Mobility Report indicano che nel primo trimestre 2026 il traffico dati mobile globale ha raggiunto 210 exabyte al mese, in crescita del 22% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nel 2025 la quota di traffico trasportata su reti 5G è salita dal 34% al 48%, e le proiezioni la portano all'85% nel 2031.

Per chi gestisce reti la conseguenza non è solo dimensionale. Volumi di questo tipo rendono decisiva la capacità di mettere in relazione dati tecnici, commerciali e finanziari: manutenzione predittiva, ottimizzazione, assistenza e pianificazione degli investimenti pescano da domini diversi, e senza nomenclature compatibili l'analisi resta parziale. È lo stesso problema che le aziende clienti incontrano su scala minore quando provano a capire quanto costa davvero un servizio.

Fonte: Ericsson Mobility Report, dati primo trimestre 2026, ripresa CorCom · 4 agosto 2026

☁️ Cloud & Digital

Ericsson porta l'assistente AI a 85mila dipendenti, e scopre che il problema sono i dati

Ericsson sta costruendo con Sap una business data fabric unificata su Sap Business Data Cloud, con l'obiettivo di collegare dati distribuiti tra sistemi diversi applicando definizioni e regole di accesso condivise. La misura del progetto la dà un numero: oltre 85mila utenti usano già la piattaforma Joule. L'architettura è federata, cioè le informazioni restano dove sono state prodotte mentre semantica, governance e ciclo di vita vengono gestiti in modo coordinato. La responsabile Customer Experience dell'IT enterprise del gruppo riassume il punto dicendo che quando si prova a scalare l'intelligenza artificiale il problema smette di essere l'AI e diventa il dato.

È una frase che vale ben oltre il caso specifico. La maggior parte dei progetti si è fermata alla distribuzione di assistenti generalisti, senza toccare tempi, responsabilità o indicatori. Qui il passaggio è opposto: prima si stabilisce una sola volta cosa significa ricavo, cliente o mercato, poi si lascia che gli strumenti ci lavorino sopra. Resta la parte scomoda, cioè identificare i proprietari dei dati, correggere le incongruenze e decidere chi accede a cosa. E resta la domanda vera, che non è quanti account sono attivi ma se il tempo di esecuzione è diminuito.

Fonte: comunicazione Ericsson-Sap, ripresa CorCom · 4 agosto 2026

Prysmian compra Atkore per 3,8 miliardi: la parte elettrica dei data center diventa un mercato

Prysmian ha sottoscritto un accordo definitivo di fusione per acquisire Atkore, specialista statunitense di soluzioni elettriche, a 95 dollari per azione, per un valore implicito di circa 3,8 miliardi di dollari. L'obiettivo dichiarato è costruire un fornitore integrato per le infrastrutture legate all'intelligenza artificiale e all'elettrificazione, rafforzando la presenza in Nord America.

L'operazione dice una cosa sul momento del mercato. Quando la corsa riguarda i modelli, si guardano i chip. Quando riguarda la costruzione, contano canaline, sistemi di distribuzione elettrica, cavi e tutto ciò che sta tra la rete e il rack. È lo stesso ragionamento che porta un gruppo italiano a presidiare più segmenti della filiera fisica: dai cavi sottomarini all'impiantistica dei campus di calcolo.

Fonte: comunicato Prysmian sull'accordo di fusione con Atkore, ripresa CorCom · 4 agosto 2026

🔒 Cyber Security

Axios, disponibile il codice di attacco: il traffico dell'applicazione può finire su un proxy ostile

Il CSIRT Italia ha segnalato la disponibilità di un proof of concept per la CVE-2026-67320, che riguarda Axios, una delle librerie client HTTP più diffuse per l'interoperabilità tra browser e Node.js. La vulnerabilità, di tipo information disclosure e valutata 8,3 su scala CVSS 4.0, nasce da una gestione non corretta della configurazione delle richieste: in condizioni particolari una compromissione precedente per prototype pollution consente di iniettare una configurazione proxy malevola attraverso la catena dei prototipi, dirottando le richieste dell'applicazione verso un proxy controllato dall'attaccante. Da lì diventa possibile intercettare il traffico HTTP e leggere credenziali, token di autenticazione, intestazioni e URL. Le correzioni sono nelle versioni 0.33.0 e 1.18.0.

La parte interessante non è tecnica, è organizzativa. Axios non è un prodotto che qualcuno ha deciso di comprare: è una dipendenza che entra dentro applicazioni gestionali, portali clienti e integrazioni, spesso attraverso un fornitore. La domanda utile da girare a chi ha sviluppato il software non è se usa Axios, ma quale versione e quando è previsto l'aggiornamento. Se la risposta richiede giorni, quella è già un'informazione sul contratto.

Fonti: alert CSIRT Italia / ACN sulla CVE-2026-67320 e advisory pubblici del progetto · inizio agosto 2026

Dall'ONU alle imprese: la sicurezza smette di essere un tema tecnico e diventa una capacità decisionale

Dal 20 al 24 luglio si è tenuta a New York la prima sessione plenaria sostanziale del Global Mechanism delle Nazioni Unite, il processo permanente su minacce cyber, diritto internazionale, comportamento responsabile e sviluppo delle capacità nato dal lavoro dell'Open-Ended Working Group 2021-2025 e approvato con la risoluzione 80/16. Non è un trattato: è un meccanismo orientato all'implementazione, e proseguirà nei mesi prossimi attraverso gruppi tematici dedicati. IMQ Intuity vi ha partecipato come unica impresa privata italiana accreditata.

Il concetto che arriva più direttamente alle aziende è quello che nel resoconto viene chiamato Risk Translator. Non una nuova figura da assumere, ma una capacità: trasformare vulnerabilità, scenari di attacco e dati operativi in materiale utilizzabile da chi decide. Un amministratore delegato non deve sapere il nome di una CVE, deve sapere quali funzioni critiche possono fermarsi, come si propaga l'impatto e cosa decidere prima della crisi. Il rischio, viene osservato, non sta più nella singola vulnerabilità ma nel percorso che collega tecnologie, persone, processi e relazioni di fiducia con i fornitori. Per un Paese manifatturiero integrato in filiere internazionali questa non è una questione diplomatica, è una questione di continuità.

Fonte: intervento di Giuliano Tomiazzo su CorCom · 4 agosto 2026

📢 Marketing & Comunicazione Digitale

LinkedIn mette un bottone contro l'AI slop, e sembrare artificiali diventa un problema di distribuzione

LinkedIn ha annunciato il 30 luglio l'introduzione di un'opzione "Seems like AI slop" nel menu dei singoli post, con cui gli utenti possono segnalare contenuti che sembrano generati automaticamente. La segnalazione nasconde il post a chi l'ha fatta e alimenta i classificatori che la piattaforma sta addestrando per ridurre la circolazione di questo materiale nei contenuti suggeriti e fuori dalla propria rete. Il chief product officer Hari Srinivasan ha spiegato che la definizione di slop è mobile e che il contributo degli utenti serve proprio a tararla. Nello stesso pacchetto: blocco di centinaia di migliaia di tentativi automatizzati di commento al giorno, notifiche private a chi pubblica testi che risultano fortemente artificiali, verifica del profilo estesa. E il ritiro della funzione di riscrittura automatica dei post, sostituita da uno strumento di correzione che lascia intatta la voce di chi scrive.

Il contesto lo ha dato uno studio di Pangram su oltre un milione di post: il 41% dei contenuti lunghi su LinkedIn risulta interamente generato da un modello, la percentuale più alta tra le piattaforme analizzate. La stessa società ammette che si tratta di una stima per difetto e con un campione non casuale, quindi va letta come ordine di grandezza. Ma la conseguenza operativa non dipende dalla precisione del numero: se la piattaforma penalizza in distribuzione ciò che suona sintetico, scrivere in modo riconoscibile smette di essere una questione di gusto e diventa una variabile di reach. Vale anche per chi usa strumenti di scrittura in buona fede, perché il problema non è l'aiuto ma la formula.

Fonti: annuncio LinkedIn e post di Hari Srinivasan, riprese TechCrunch e stampa specializzata; studio Pangram Labs · 30 luglio-3 agosto 2026

Google Ads, slitta a febbraio 2027 la migrazione forzata ad AI Max

Google ha spostato la scadenza entro cui le campagne Dynamic Search Ads devono passare ad AI Max: dalla data inizialmente indicata per settembre 2026 a febbraio 2027, dopodiché la migrazione avverrà d'ufficio. Gli strumenti per la transizione manuale sono già disponibili. In parallelo, da agosto Google inizia a portare i Local Service Ads dentro l'interfaccia di Google Ads, con un percorso che si estende fino al 2027: prima alcuni account dei settori casa e servizi, poi il resto, infine gli account fuori dagli Stati Uniti. Chi verrà migrato riceverà una notifica via email quattordici giorni prima.

La parte da guardare è la parola "d'ufficio". Chi non decide entro la scadenza si ritrova con una configurazione scelta da qualcun altro, su campagne che magari funzionano da anni. Il lavoro sensato adesso non è correre alla migrazione ma usare i mesi che restano per capire come si comporta l'automazione sui propri termini di ricerca, con un budget limitato e un confronto documentato. Migrare avendo già visto i numeri è diverso da migrare perché è scaduto il tempo.

Fonti: comunicazioni Google Ads agli inserzionisti, riprese della stampa di settore · fine luglio-inizio agosto 2026

💼 Dal Network LinkedIn

Linas Beliūnas e il complesso di inferiorità europeo: cosa si vede entrando al Computer History Museum

Tra i contenuti pubblicati in questi giorni da Linas Beliūnas, investitore e autore di una newsletter seguita da centinaia di migliaia di professionisti tra finanza e tecnologia, c'è un appunto rivolto a chi costruisce startup nell'Europa centro-orientale e guarda alla Silicon Valley come a un campionato diverso. Il pretesto è una visita al Computer History Museum di Palo Alto: tra macchine di Babbage, mainframe IBM e i primi microprocessori, la prima sala ospita R.U.R. di Karel Čapek, il testo teatrale del 1920 che ha dato al mondo la parola robot. Scritto a Praga.

L'osservazione è semplice e vale anche più a sud. Il problema europeo raramente è l'origine dell'idea: sono la scala del capitale, la velocità di esecuzione e la disponibilità a raccontarsi. Nello stesso periodo Beliūnas mette in fila i numeri della corsa all'AI, dai conti in perdita di alcuni laboratori agli investimenti degli hyperscaler, e segnala l'arrivo di modelli aperti sempre più grandi. Due elementi che stanno insieme meglio di quanto sembri: quando i pesi diventano disponibili, il vantaggio si sposta su chi ha dati, processi e clienti. Che è esattamente il terreno delle imprese europee.

Fonte: contenuti pubblici del profilo LinkedIn di Linas Beliūnas · inizio agosto 2026

🍎 Focus Apple

iPhone 18 Pro il 9 settembre, con prezzi in salita e scorte contate

Le previsioni convergono sul 9 settembre per il keynote Apple, con annuncio ufficiale atteso intorno al 26 agosto, preordini l'11 settembre e disponibilità dal 18. In presentazione iPhone 18 Pro e Pro Max insieme al pieghevole, mentre iPhone 18, 18e e la seconda generazione di iPhone Air slittano alla primavera 2027. Le indiscrezioni di filiera segnalano due cose poco confortanti per chi compra: possibili aumenti di prezzo nell'ordine dei 100-200 dollari, legati alla tensione su chip e memorie, e una disponibilità limitata dei Pro nelle settimane subito successive al lancio. Sul fronte tecnico si parla di Dynamic Island più piccola, display LTPO+, modem C2 proprietario e connettività 5G via satellite.

Per chi fa comunicazione il punto non è la scheda tecnica, è la gestione dell'attesa. Apple sta separando il calendario, alzando i prezzi e dichiarando in anticipo che il prodotto sarà difficile da trovare. Sono tre scelte che un'azienda con un marchio meno solido non potrebbe permettersi tutte insieme, perché ognuna sposta un pezzo di rischio sul cliente. Funziona solo quando la fiducia accumulata copre l'attrito, e vale la pena osservarlo per capire quanta se ne può spendere senza accorgersi di averla finita.

Fonti: previsioni di filiera e analisti, riprese MacRumors, 9to5Mac e Forbes · 3-6 agosto 2026

🚗 Focus Automotive & Fleet

Fringe benefit, arriva la penalità sui cinque anni: e riguarda anche le auto già in flotta

Lo schema di decreto correttivo Omnibus della riforma tributaria, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 10 giugno e trasmesso alle Camere il 21 luglio come Atto del Governo n. 430, interviene di nuovo sui fringe benefit delle auto aziendali in uso promiscuo. Le percentuali per alimentazione restano quelle della Manovra 2025, ma si aggiunge una maggiorazione del 50% della base imponibile per i veicoli oltre il quinto anno dalla prima immatricolazione, con decorrenza dal 31 dicembre del quinto anno successivo. Arriva anche una maggiorazione forfettaria del 5% per gli accessori a pagamento non valorizzati nelle tabelle ACI. Le commissioni parlamentari devono esprimere il parere obbligatorio prima del secondo passaggio in Consiglio dei ministri.

La logica dichiarata è accelerare il ricambio del parco. L'effetto pratico è che l'età del veicolo entra tra i parametri fiscali, accanto all'alimentazione, e che la penalizzazione toccherebbe anche vetture già assegnate, con ricadute sulle buste paga dell'anno in corso. Il lavoro da chiudere prima che il quadro diventi definitivo è poco affascinante e molto utile: mappare la flotta per data di ordine, consegna e prima immatricolazione, e individuare quali contratti superano la soglia nei prossimi diciotto mesi. Chi ha rimandato i rinnovi in attesa di chiarezza normativa scoprirà che l'attesa ha un prezzo scritto in busta paga.

Fonte: schema di decreto correttivo Omnibus (Atto del Governo n. 430), riprese della stampa fiscale e di settore · fine luglio-inizio agosto 2026

Numero della settimana
50 mld $
È l'investimento complessivo stimato sui cavi sottomarini tra il 2026 e il 2035, circa 5 miliardi di dollari l'anno, per oltre 1.010.000 chilometri di nuovi sistemi e 450mila chilometri di collegamenti da ritirare. L'Italia ne ospita oggi 32 internazionali. (Fonte: TeleGeography, ripresa CorCom, 5 agosto 2026)
Citazione
"L'AI slop è una priorità assoluta per tutti noi"
— Hari Srinivasan, Chief Product Officer di LinkedIn, annunciando il 30 luglio 2026 il bottone con cui gli utenti possono segnalare i post che sembrano generati automaticamente. Uno studio di Pangram stima al 41% la quota di contenuti lunghi interamente scritti da un modello sulla piattaforma. (Riprese TechCrunch e stampa specializzata)