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Rassegna #101
Giovedì 20 Agosto 2026

Agcom riscrive i bollini della rete fissa e riserva il blu alle offerte Fwa che rispettano davvero i parametri delle reti ad altissima capacità

Con la delibera 207/26/CONS, approvata dal Consiglio il 29 luglio, l'Autorità aggiorna il sistema di contrassegni che dal 2018 serve a far capire al cliente su quale infrastruttura viaggia la connessione che sta comprando. La novità che si vede è un bollino blu per l'Fwa ad alta capacità. Quella che conta è il criterio scelto per assegnarlo, perché non riguarda la velocità dichiarata in pubblicità.

Mille megabit non bastano: per il contrassegno servono latenza, perdita di pacchetti e disponibilità annua dentro le soglie europee

Il provvedimento modifica la delibera 292/18/CONS, che otto anni fa aveva costruito il sistema dei bollini per la rete fissa. Allora l'Fwa veniva diviso in due categorie a seconda che la velocità di picco restasse sotto o sopra i 30 Mbps. Quel confine oggi non descrive più il mercato: le evoluzioni delle reti radio, il 5G e tecniche come beamforming, Mimo e antenne intelligenti hanno portato collegamenti da postazione fissa con capacità paragonabili a quelle della fibra fino a casa. Da qui la scelta di articolare la rappresentazione su tre livelli, rosso per le soluzioni radio che non arrivano alla banda ultralarga, giallo per il misto fibra-radio, blu per le offerte più performanti, con la dicitura "FWA" e il sottotitolo "misto fibra-radio VHCN".

La parte interessante è come si ottiene il blu. Agcom lo aggancia al criterio 3 delle linee guida Berec sulle reti ad altissima capacità, che non è una soglia di velocità ma un insieme di parametri: almeno 1.000 Mbps in download e 200 Mbps in upload, rapporto di errore dei pacchetti Ip non superiore allo 0,05%, perdita di pacchetti entro lo 0,0025%, ritardo di andata e ritorno non oltre i 10 millisecondi, variazione del ritardo entro 2 millisecondi e disponibilità del servizio almeno pari al 99,9% su base annua. C'è poi una condizione che chiude la porta a un aggiramento facile: il contrassegno non spetta se l'offerta commerciale applica limitazioni contrattuali che abbassano le prestazioni sotto quello che l'infrastruttura potrebbe dare. La classificazione riguarda il servizio che il cliente compra davvero, non il potenziale della rete.

Dentro i bollini, invece, le velocità massime non compariranno. L'Autorità ha scelto di non appesantire il simbolo e di spostare il dettaglio dove sta già oggi, cioè nella scheda di Trasparenza Tecnica disciplinata dalla delibera 156/23/CONS, con l'obbligo per l'operatore di pubblicare il link a quella pagina insieme alle informazioni commerciali. Il verde resta alla fibra fino all'edificio: prestazioni comparabili non vogliono dire architettura identica, e usare lo stesso colore avrebbe confuso le due cose. Gli operatori hanno sei mesi dalla pubblicazione per adeguare materiali e canali, e l'Autorità ha aperto un tavolo tecnico che coinvolge anche gli operatori satellitari.

Per un'azienda che deve collegare una sede dove la fibra non arriva, questa è la prima volta che un'offerta radio si può confrontare su grandezze che hanno senso in un contratto invece che su un numero di picco. Latenza, jitter e disponibilità annua sono esattamente le voci che finiscono in uno Sla, e ora sono il presupposto di un'etichetta pubblica. Nei prossimi sei mesi conviene fare due cose: chiedere la scheda di Trasparenza Tecnica prima di firmare, non dopo, e verificare se sull'offerta pesano limitazioni contrattuali di velocità. Sul piano tecnico la delibera indica per la banda a 26 GHz capacità dell'ordine di 1,1 Gbps in downlink e 230 Mbps in uplink con un canale da 200 MHz in configurazione 2T2R, che è il riferimento pratico su cui misurare le promesse.

Fonte: Agcom, delibera 207/26/CONS approvata il 29 luglio 2026, ripresa da CorCom · 17 agosto 2026

📡 Telco & IT

Il caro-memoria arriva ai preventivi: le finestre di quotazione si accorciano e la validità di un'offerta diventa una voce contrattuale

I numeri di mercato continuano a muoversi nella stessa direzione. Un'analisi di PCGamesN ripresa dalla stampa specializzata in agosto indica un kit DDR5 da 32 GB passato da circa 100 dollari nel settembre 2025 a oltre 400 dollari quest'estate, quattro volte in meno di un anno. La causa è nota e non è un incidente di fornitura: la capacità produttiva viene allocata in via prioritaria alle memorie ad alta banda destinate all'infrastruttura AI, dove i margini sono molto più alti, e il mercato enterprise resta razionato. Le stime IDC riprese dalla stampa di settore collocano una stabilizzazione dei prezzi più verso la fine del 2027 che dentro quest'anno, con aumenti nell'ordine del 10-15% attesi sui server general purpose man mano che i listini vengono aggiornati.

L'effetto meno raccontato riguarda il modo in cui si compra. Sulle DDR5 enterprise le finestre di quotazione si sono ridotte da novanta giorni a una manciata, in alcuni casi a pochi giorni, e questo cambia la natura del preventivo: non è più un documento che si porta in consiglio e si firma tre settimane dopo. Chi sta chiudendo un rinnovo infrastrutturale in questa fase farebbe bene a mettere per iscritto tre cose che di solito restano implicite: per quanti giorni vale davvero l'offerta, cosa succede se tra ordine e consegna il costo componenti si muove, e quali configurazioni alternative sono accettabili senza rifare la gara. Sono clausole noiose che oggi valgono più di uno sconto.

Fonti: analisi PCGamesN sui prezzi DDR5, ripresa dalla stampa specializzata · agosto 2026; Tom's Hardware Italia sulle finestre di quotazione enterprise · giugno 2026; stime IDC riprese da DigitalWorld Italia

Software defined radio, il mercato viene stimato verso i 36,8 miliardi: a spingere sono difesa, intelligenza artificiale e droni

L'analisi ripresa da CorCom stima il mercato delle radio definite via software in traiettoria verso i 36,8 miliardi, con difesa, applicazioni di intelligenza artificiale e droni indicati come principali motori della crescita. Il principio della tecnologia è che le funzioni di modulazione, filtraggio e gestione del segnale, che tradizionalmente stavano nell'hardware, vengono spostate nel software: la stessa piattaforma fisica può cambiare comportamento con un aggiornamento invece di essere sostituita.

È lo stesso movimento che nelle reti aziendali abbiamo già visto due volte, prima sulla parte di rete e poi sulla sicurezza, con esiti che vale la pena ricordare quando si valuta una promessa di flessibilità. Un apparato che si aggiorna via software resta flessibile finché qualcuno lo aggiorna davvero, e la domanda da fare al fornitore non è se la piattaforma sia programmabile, ma per quanti anni sono garantiti gli aggiornamenti e cosa succede quando finiscono.

Fonte: analisi sul mercato delle software defined radio ripresa da CorCom · agosto 2026

☁️ Cloud & Digital

Tra domanda e offerta di capacità di calcolo l'Europa rischia un divario fino a 20 GW, e lo dice lo studio che accompagna la proposta di regolamento

Il Cloud & AI Study, commissionato dalla Direzione generale Connect della Commissione europea e completato a luglio 2026, mette in fila numeri e ostacoli della capacità di calcolo europea. Lo scenario di base è quello che conviene leggere: il divario tra domanda e offerta, oggi intorno ai 3 GW, arriverebbe a 14 GW nel 2030 e a 20 GW nel 2036 se le tendenze attuali proseguissero. Il documento precisa di riflettere le opinioni degli autori e non necessariamente quelle della Commissione, ed è servito come base empirica per la valutazione d'impatto della proposta di Cloud and AI Development Act, adottata il 3 giugno.

Accanto alla quantità lo studio indica due nodi. Il primo è l'energia, perché i nuovi data center destinati ai carichi di intelligenza artificiale concentrano domanda elettrica in punti precisi della rete. Il secondo riguarda l'accesso a quello che il documento chiama capitale computazionale: per una piccola o media impresa la disponibilità di potenza di calcolo sta diventando una risorsa produttiva come le altre, e l'accesso a quella risorsa pesa sulla possibilità di portare sul mercato applicazioni basate sull'AI. Per chi compra cloud la lettura utile è di calendario. Se lo squilibrio è strutturale e non congiunturale, le condizioni migliori si negoziano prima che la domanda le assorba, e la finestra di rinnovo di un contratto pluriennale diventa una decisione da prendere con anticipo invece che a scadenza.

Fonti: Cloud & AI Study, Direzione generale Connect della Commissione europea, luglio 2026, ripreso da CorCom · 18 agosto 2026; The Watcher Post sul collegamento con la valutazione d'impatto del Cloud and AI Development Act

Voucher cloud e cybersecurity, esce il calendario: precompilazione dal 20 ottobre, invio delle domande dal 10 novembre al 20 gennaio

La misura del Mimit dedicata a Pmi e professionisti ha una dotazione di 150 milioni e riconosce un contributo a fondo perduto del 50% fino a 20.000 euro per software, hardware e servizi specialistici di sicurezza informatica e cloud. Il calendario pubblicato all'inizio di agosto fissa tre momenti: la precompilazione della domanda a partire dalle 12 del 20 ottobre 2026, l'invio dalle 12 del 10 novembre e la chiusura alle 12 del 20 gennaio 2027.

Le date sono la parte facile. I due requisiti che decidono chi arriva pronto sono altrove: i servizi vanno acquistati da fornitori iscritti all'apposito elenco ministeriale, e tra le condizioni per i beneficiari figura la copertura assicurativa contro i rischi catastrofali. Nessuna delle due si risolve nella settimana della domanda. Chi pensa di partecipare ha da qui a ottobre il tempo per verificare che i fornitori con cui lavora siano nell'elenco, per sistemare la posizione assicurativa e per definire un piano di spesa che regga la rendicontazione. Chi comincia a novembre parteciperà con quello che riesce a mettere insieme, che quasi sempre è meno di quello che serviva.

Fonte: Mimit, calendario della misura pubblicato il 4 agosto 2026, ripreso dai portali specializzati sugli incentivi

🔒 Cyber Security

Citrix NetScaler, il fornitore l'aveva descritta come un disservizio: il proof of concept mostra esecuzione di codice come root

La CVE-2026-8452 riguarda NetScaler Adc e NetScaler Gateway configurati come Gateway, quindi Ssl Vpn, Ica Proxy, Cvpn e Rdp Proxy, oppure come server virtuale Aaa. Nel bollettino CTX696604 del 30 giugno, Cloud Software Group l'aveva classificata come un problema di memoria capace di produrre comportamenti imprevedibili o un'interruzione del servizio, con punteggio 8.8. Il 14 agosto i ricercatori di watchTowr hanno pubblicato un'analisi tecnica e un exploit funzionante che dimostra un'altra cosa: sfruttando un overflow durante la canonicalizzazione della firma Saml è possibile corrompere la memoria del motore che processa i pacchetti e ottenere esecuzione di codice non autenticata con privilegi di root. Il Csirt Italia ha segnalato la disponibilità del proof of concept classificandola a rischio rosso e raccomandando le mitigazioni. Le versioni interessate sono i rami 14.1 precedenti alla build 14.1-72.61 e 13.1 precedenti alla 13.1-63.18, insieme alle corrispondenti edizioni Fips e NDcPP.

Al momento del bollettino diffuso il 17 agosto non risultava confermato uno sfruttamento in rete, e i servizi cloud gestiti dal fornitore erano già stati aggiornati. Resta il punto che vale oltre questo caso: la gravità dichiarata da chi produce l'apparato descrive l'impatto che il fornitore ha osservato, non il massimo che qualcuno riesce a ottenere. Chi ha usato il numero come criterio di priorità ha messo in coda un aggiornamento che oggi va davanti. Le verifiche concrete sono tre: se l'appliance espone un Gateway o un server Aaa, se la build in esercizio è successiva a quella corretta, e se nei giorni precedenti all'aggiornamento ci sono stati riavvii o file di core dump anomali sul motore di elaborazione.

Fonti: Csirt Italia, segnalazione sulla disponibilità di proof of concept per la CVE-2026-8452 · agosto 2026; Cloud Software Group, bollettino CTX696604 · 30 giugno 2026; analisi watchTowr ripresa da H-Isac e dalla stampa di settore · 14-17 agosto 2026

Settimana di patch sugli apparati di frontiera: otto vulnerabilità SonicWall, di cui due critiche, e tre di gravità alta in Fortinet

Il Csirt Italia ha diffuso nella stessa settimana i bollettini su due fornitori di sicurezza perimetrale. Per SonicWall sono state risolte otto vulnerabilità, quattro di gravità alta e due critiche, con tipologie che comprendono esecuzione di codice arbitrario, elevazione di privilegi, scrittura arbitraria di file e divulgazione di informazioni. Per Fortinet le vulnerabilità sanate includono tre di gravità alta, tra cui aggiramento dell'autenticazione ed esecuzione di codice da remoto.

La concentrazione non è casuale: agosto è il mese in cui le finestre di fermo sono più strette e i team ridotti, ed è anche il mese in cui gli aggiornamenti si accumulano. Quando arrivano tre bollettini su apparati diversi nello stesso giorno, ordinarli per punteggio è il modo più veloce per sbagliare. Il criterio che regge è l'esposizione: quali di questi apparati sono raggiungibili da internet, quali terminano una Vpn e quali stanno dietro un altro controllo. Il resto può aspettare la finestra di settembre.

Fonte: Csirt Italia, bollettini su prodotti SonicWall e Fortinet · agosto 2026

Diciannove vulnerabilità in rsync, cinque critiche: il pezzo di infrastruttura che non compare in nessun inventario

Il Csirt ha segnalato la risoluzione di diciannove vulnerabilità in rsync, quattordici di gravità alta e cinque critiche, con tipologie che vanno dall'esecuzione di codice arbitrario alla lettura e scrittura arbitraria di file, dall'aggiramento dell'autenticazione all'elevazione di privilegi.

rsync ha una caratteristica che lo rende scomodo da gestire: nessuno l'ha comprato, quindi non sta nell'inventario degli asset. Sta dentro gli script di backup scritti anni fa, nei job di replica tra due sedi, nelle immagini dei server che vengono clonate senza rileggerle, nelle pipeline che spostano dati verso uno storage esterno. È il tipo di componente che si trova cercando nei crontab e nelle pipeline, non nella lista dei software installati. Vale la pena dedicarci mezza giornata proprio perché tocca la catena dei backup, cioè la cosa a cui si ricorre quando tutto il resto è andato storto.

Fonte: Csirt Italia, bollettino sulle vulnerabilità in rsync · agosto 2026

📢 Marketing & Comunicazione Digitale

Google mette una data sul desktop che unisce ChromeOS e Android: 15 settembre a New York, con i primi dispositivi dei partner

L'azienda ha inviato alla stampa l'invito per un evento in presenza a New York, martedì 15 settembre 2026, dedicato alla piattaforma finora nota con il nome in codice Googlebook. L'invito chiude mesi di indiscrezioni nate dall'analisi del codice sorgente e chiarisce la natura del progetto: non un aggiornamento software, ma una linea di dispositivi realizzata con i partner Oem che lanceranno i primi modelli. Il programma diffuso è organizzato attorno a tre momenti principali.

Per chi lavora sui marchi la parte interessante non è il prodotto, è il problema di posizionamento che si apre. ChromeOS e Android sono due identità costruite su promesse diverse, una legata alla semplicità e al mondo della scuola e del lavoro leggero, l'altra al telefono e alla varietà. Quando due identità confluiscono in una piattaforma sola, il nome nuovo deve reggere due pubblici che si aspettano cose diverse, e quasi sempre finisce per ereditare i limiti di entrambe invece dei pregi. È un caso di studio utile per qualsiasi azienda che stia pensando di unificare due linee sotto un'unica etichetta: la fusione tecnica si progetta, quella percepita si negozia con chi già usa i due prodotti.

Fonte: Adnkronos, ripresa da Key4biz · 19 agosto 2026

Creator economy e formati interattivi: la spesa pubblicitaria negli Stati Uniti è stimata a 43,9 miliardi di dollari

Il rapporto di Amazon Ads sulle tendenze di marketing del 2026 indica per la creator economy statunitense una spesa pubblicitaria annua di 43,9 miliardi di dollari, in crescita del 18% sull'anno precedente. Sui formati, una ricerca condotta con Publicis Media riporta che il 79% degli spettatori trova gli annunci interattivi più coinvolgenti rispetto ai video tradizionali e il 78% dice che catturano di più l'attenzione. Un altro dato riguarda il percorso di acquisto: il 50% dei consumatori considera l'intrattenimento parte del proprio percorso di acquisto e il 72% dichiara di aver compiuto un'azione di considerazione mentre stava guardando contenuti, dalla ricerca del prodotto all'aggiunta al carrello.

La cautela d'obbligo è che si tratta di ricerche pubblicate da chi vende spazi pubblicitari, quindi indicano una direzione più di quanto dimostrino un risultato. Detto questo, la direzione è coerente con quello che si vede nei piani media e apre una questione pratica di misurazione. Un formato interattivo produce segnali diversi da un video: interazioni, salvataggi, aggiunte al carrello che avvengono dentro l'annuncio. Se il pannello di controllo continua a misurare visualizzazioni e clic, quel formato risulterà sempre più caro e mai più efficace, e la decisione che ne segue sarà sbagliata due volte.

Fonte: Amazon Ads, tendenze di marketing 2026, con ricerche condotte con Publicis Media · agosto 2026

💼 Dal Network LinkedIn

Fiordalisi e il divario che non si vede: quasi quattro italiani su dieci pagano una connessione che nell'ultimo tratto viaggia su rame

In un'analisi pubblicata su Domani il 4 agosto, Mila Fiordalisi ricostruisce lo stato della banda ultralarga italiana partendo dagli ultimi dati Agcom. Il numero attorno a cui ruota il pezzo è il 39,7%: la quota di italiani che dipende ancora da reti in tecnologia misto-rame. Sono famiglie che ogni mese pagano una bolletta per un servizio presentato come fibra, mentre l'ultimo tratto della rete, quello che collega l'armadio di strada o la centrale all'abitazione, resta la strozzatura che determina le prestazioni reali. L'articolo insiste su un paradosso poco intuitivo, cioè che il problema si concentra anche nelle grandi città, e sui limiti strutturali della tecnologia Fttc.

Letto accanto alla delibera di cui parliamo in apertura, il pezzo spiega perché la riforma dei bollini non è una questione di grafica. Se quasi quattro connessioni su dieci stanno in una categoria che il marketing tende ad appiattire su una parola sola, la classificazione diventa l'unico strumento che il cliente ha per capire cosa sta comprando prima di firmare. E vale anche in senso opposto: la stessa logica che chiede al radio di dimostrare latenza e disponibilità per prendere il bollino blu, applicata al resto del mercato, renderebbe più difficile chiamare fibra qualcosa che in fibra non è per tutto il percorso.

Per chi compra connettività per un'azienda la traduzione operativa è semplice e vale già oggi, senza aspettare i sei mesi di adeguamento: la domanda da fare al fornitore non è quanti megabit, è dove finisce la fibra e cosa c'è dopo. La risposta cambia più cose del numero in copertina.

Fonte: Mila Fiordalisi, Domani · 4 agosto 2026, su elaborazione degli ultimi dati Agcom

🍎 Focus Apple

Apple e OpenAI, la causa sui segreti industriali si combatte anche fuori dal tribunale

Il quadro dei fatti è questo. A luglio Apple ha citato in giudizio OpenAI e due ex dipendenti, oggi in forza all'azienda di ChatGPT, sostenendo che informazioni riservate relative all'hardware siano state sottratte a vantaggio dell'ingresso di OpenAI nei dispositivi di consumo. Il 3 agosto ha depositato una richiesta di ingiunzione preliminare e una istanza per un'attività istruttoria accelerata, indicando che senza il provvedimento subirebbe un danno irreparabile e riferendo che le verifiche interne hanno riguardato altri undici ex dipendenti. OpenAI ha risposto lo stesso giorno con un post pubblico sul proprio sito, corredato di scambi di messaggi, e il 5 agosto ha depositato una richiesta di rigetto di trentuno pagine in cui sostiene che l'accesso residuo ai file derivasse dalla prassi aziendale di consentire l'uso di account iCloud personali per il lavoro e dalla gestione delle uscite. La risposta formale alla richiesta di ingiunzione era attesa entro il 17 agosto, l'udienza è fissata per il primo ottobre a San Jose.

Chi si occupa di comunicazione ha qui un caso da guardare per il metodo più che per il merito. Le due aziende stanno conducendo la vicenda su due tavoli con regole opposte: davanti al giudice conta lo standard probatorio sui segreti commerciali, davanti al pubblico conta chi racconta la storia più semplice. Pubblicare conversazioni private è una mossa che funziona nel secondo tavolo e lascia tracce nel primo, e in generale porta con sé un costo che si vede più avanti, quando la controparte cita quelle stesse pubblicazioni. La regola che ne esce è meno spettacolare della vicenda: quando una disputa diventa pubblica, l'unica posizione difendibile è quella che si può sostenere identica nei due luoghi, perché prima o poi qualcuno le confronta.

Fonti: Reuters e atti depositati presso la Corte distrettuale della California del Nord, ripresi dalla stampa di settore · agosto 2026; comunicazioni pubbliche delle due aziende · 3-6 agosto 2026

🚗 Focus Automotive & Fleet

Arval chiude l'acquisizione di Athlon: flotta combinata da 2,3 milioni di veicoli e un mercato europeo che si concentra

La Commissione europea aveva autorizzato l'operazione il 28 luglio senza imporre condizioni, ritenendo che la quota combinata delle due società restasse contenuta e che nei mercati interessati ci fossero concorrenti sufficienti. All'inizio di agosto Arval, società di noleggio a lungo termine del gruppo BNP Paribas, ha comunicato il completamento dell'acquisizione di Athlon, fino a quel momento controllata da Mercedes-Benz, dopo la conclusione delle consultazioni con le rappresentanze dei lavoratori e le autorizzazioni nazionali. Ai circa 1,9 milioni di veicoli già gestiti si aggiungono gli oltre 400.000 mezzi multimarca di Athlon, presente in dieci Paesi europei, per una flotta complessiva intorno ai 2,3 milioni. Il termine di paragone del settore sono i circa 2,6 milioni di Ayvens.

Per chi ha una flotta a noleggio la notizia non cambia nulla sul contratto in essere, e questo è il punto che genera più equivoci: il contratto resta quello firmato. Quello che cambia, di solito nell'arco di dodici o diciotto mesi, è la catena operativa intorno al contratto. Cambiano i riferimenti commerciali, si riorganizzano le reti di assistenza, si allineano le politiche di remarketing sui veicoli restituiti e si accorpano gli strumenti di gestione. Sono le voci che determinano quanto tempo il fleet manager passa al telefono. Al prossimo rinnovo vale la pena metterle sul tavolo esplicitamente, chiedendo chi sarà il riferimento operativo, quali strumenti resteranno attivi e come vengono trattate le restituzioni durante la fase di integrazione.

Fonti: Commissione europea, autorizzazione del 28 luglio 2026; comunicazioni di Arval e BNP Paribas riprese da Quattroruote e dalla stampa di settore · 2-3 agosto 2026

Numero della settimana
39,7%
La quota di italiani che dipende ancora da reti in tecnologia misto-rame, cioè con fibra fino all'armadio di strada e rame nell'ultimo tratto verso casa. È il numero che rende concreta la riforma dei bollini approvata da Agcom: la parola usata in pubblicità e il servizio che arriva possono non coincidere. (Fonte: Mila Fiordalisi su Domani, 4 agosto 2026, su elaborazione degli ultimi dati Agcom)
Citazione
"La maggior parte della memoria dei grandi produttori va direttamente all'infrastruttura AI"
— Sassine Ghazi, amministratore delegato di Synopsys, in un intervento a Cnbc ripreso da Tom's Hardware Italia nel giugno 2026. È la ragione per cui chi compra server oggi non trova un problema di tecnologia ma di allocazione: la capacità esiste, va da un'altra parte.