GPA Telemakos
Rassegna #107
Venerdì 28 Agosto 2026

Nvidia si compra Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari e mette le mani sul posto dove i modelli aperti vengono distribuiti

La notizia è uscita il 26 agosto su The Information ed è stata ripresa il giorno dopo da Reuters e CNBC. Le due aziende non hanno diffuso un comunicato con i termini definitivi, quindi la cifra e la struttura dell'operazione restano una ricostruzione giornalistica. Hugging Face è la piattaforma dove sviluppatori e aziende pubblicano, cercano e scaricano modelli e dataset aperti. Se l'accordo si chiude, chi produce le schede grafiche su cui i modelli vengono addestrati diventa anche il proprietario dello scaffale su cui vengono messi in vendita.

Il moltiplicatore è enorme, ma i conti pubblicati lo stesso giorno spiegano perché Nvidia può permetterselo

Sul prezzo conviene tenere insieme due numeri. Hugging Face valeva 4,5 miliardi di dollari nel 2023, dopo un round da 235 milioni, ed è arrivata intorno ai 7 miliardi a fine 2025. I ricavi annualizzati sono circa 150 milioni, saliti dai 100 milioni di qualche mese fa, con gli abbonati paganti raddoppiati nel primo semestre. A 12,9 miliardi si paga oltre ottanta volte il fatturato. È un prezzo che non si spiega con i conti dell'azienda comprata, si spiega con la posizione che occupa.

La stessa settimana Nvidia ha pubblicato i risultati del secondo trimestre fiscale: 96,2 miliardi di dollari di ricavi, il 106% in più su base annua, 59,7 miliardi di utile netto e 89 miliardi che arrivano dalla sola divisione data center, cresciuta del 117%. Per il trimestre in corso la società indica 108 miliardi. Con questa cassa, un'operazione da 12,9 miliardi è una voce di bilancio, non una scommessa.

Il punto che interessa chi compra tecnologia è un altro e riguarda la catena. Fino a ieri il chip, il software di ottimizzazione e il luogo dove i modelli circolano stavano in mani diverse. Adesso rischiano di stare nelle stesse. Non è illegale e non è nemmeno detto che peggiori il servizio, ma cambia il peso contrattuale di chi si siede dall'altra parte del tavolo, e cambia la definizione di aperto: un modello resta aperto anche se la porta da cui passa ha un proprietario.

Per un'azienda italiana che usa modelli scaricati da lì dentro, la domanda pratica da farsi adesso è dove sono conservati i modelli che stanno già in produzione, se esiste una copia locale, e cosa succede alle licenze se le condizioni della piattaforma cambiano fra due anni. Sono verifiche da mezza giornata, e si fanno meglio prima che l'operazione si chiuda.

Fonti: The Information · 26 agosto 2026, ripresa da Reuters e CNBC · 27 agosto 2026, con l'importo di 12,9 miliardi di dollari; valutazioni precedenti e ricavi di Hugging Face da AI4Business · 27 agosto 2026; risultati del secondo trimestre fiscale Nvidia da Fortune Italia · 27 agosto 2026. Nessuna delle due aziende ha pubblicato i termini definitivi

📡 Telco & IT

Frequenze a 26 GHz, il bando è in Gazzetta: cinque lotti nazionali, quarantadue regionali e le domande si presentano dal 23 al 25 settembre

Il bando per l'assegnazione dei diritti d'uso della banda 24,25-26,5 GHz è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 agosto 2026. La struttura è a due livelli: cinque lotti nazionali da 200 MHz ciascuno e quarantadue lotti regionali, sempre da 200 MHz, distribuiti fra regioni e province autonome. La base d'asta per un lotto nazionale è di 25.726.212 euro. Per i lotti regionali si va da 49.482 euro in Valle d'Aosta a 4.397.959 euro in Lombardia.

Le date sono strette e vanno segnate adesso. Le domande si presentano via PEC fra il 23 e il 25 settembre 2026, dalle nove del mattino fino alle 23:59:59. I diritti d'uso decorrono dal 1° gennaio 2029 e durano quindici anni, rinnovabili una volta per altri dieci, con la possibilità di una proroga di cinque. Chi vince deve attivare la rete in tutte le province dell'area geografica entro trentasei mesi: se la copertura mancante supera il quaranta per cento, i diritti decadono senza indennizzo.

C'è un dettaglio che allarga la platea rispetto alle aste precedenti. Chi partecipa ai lotti regionali non può partecipare a quelli nazionali, e viceversa, con un tetto di sei regioni o del trenta per cento della popolazione e un massimo di 400 MHz per regione. È una porta aperta a operatori locali, utility e integratori che vogliono costruire reti dedicate su un territorio invece di competere sull'intero Paese. Questa banda serve soprattutto per capacità elevata su distanze brevi e per il fixed wireless access, cioè per portare banda dove la fibra non arriva.

Fonte: bando MIMIT pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 agosto 2026, con lotti, basi d'asta e scadenze ricostruiti da MondoMobileWeb · 27 agosto 2026. La delibera AGCOM di riferimento è la 232/25/CONS

Iliad chiude il semestre italiano con 665 milioni di ricavi e una redditività che cresce il doppio del giro d'affari

I conti del primo semestre 2026 in Italia parlano di 665 milioni di euro di ricavi, il 10,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, e di un EBITDAaL a 229 milioni, in crescita del 20,2%. Il flusso di cassa operativo libero è di 106 milioni, con un aumento del 75,2%. Al 30 giugno gli utenti attivi erano 13,3 milioni: 12,8 milioni sul mobile, con centomila aggiunte nel trimestre, e 568 mila sulla rete fissa, con trentunomila in più.

La distanza fra le due percentuali è la parte che conta. Quando la redditività cresce al doppio della velocità dei ricavi significa che i costi per servire un cliente in più stanno scendendo, cioè che la rete costruita negli anni scorsi comincia a essere ripagata. È la fase in cui un operatore smette di comprare quota di mercato e inizia a monetizzarla.

Per chi acquista connettività aziendale la lettura è concreta. Un operatore che genera cassa ha meno bisogno di tenere i prezzi bassi per far volume, e il quinto anno consecutivo di crescita a doppia cifra non si accompagna di solito a listini in discesa. Se un contratto scade nei prossimi mesi, la trattativa di quest'autunno somiglierà poco a quella di due anni fa.

Fonti: risultati Iliad Italia primo semestre 2026, riportati da Teleborsa e MilanoFinanza · 27 agosto 2026; dettaglio su utenti e flussi di cassa da Fortune Italia · 27 agosto 2026

Il 5G RedCap arriva nelle stalle del West Sussex, ed è il primo caso in cui la versione leggera del 5G ha un senso economico chiaro

Boldyn Networks ha realizzato una rete 5G privata per il monitoraggio del bestiame in West Sussex, nel Regno Unito, insieme alla società agritech Pneumonitor e nell'ambito del programma Growing Sussex del consiglio di contea. I sensori misurano le condizioni ambientali dentro i recinti, non alle pareti dei capannoni, e servono a individuare prima i fattori che portano alle malattie respiratorie degli animali.

La novità tecnica è la connettività RedCap, cioè il 5G a capacità ridotta. Nasce esattamente per questo tipo di impiego: sensori che devono trasmettere poco, durare a lungo con una batteria e costare poco per unità. Gearoid Collins di Boldyn Networks la presenta come una dimostrazione di come il 5G privato possa sostenere l'agritech pratico. Rispetto al 5G pieno consuma meno energia e richiede meno manutenzione, che nel mondo dei sensori distribuiti è la voce di costo che decide se un progetto sta in piedi.

Il caso vale ben oltre l'allevamento. Chiunque abbia impianti, magazzini o mezzi da monitorare si è scontrato con la stessa scelta: rete cellulare pubblica con costi per SIM che si moltiplicano, oppure rete privata costosa da costruire. RedCap sposta l'asticella e rende sensata una terza strada. La domanda da fare al fornitore di telemetria, oggi, è se i suoi apparati la supportano o se sono ancora fermi al 4G LTE-M.

Fonte: progetto Boldyn Networks con Pneumonitor per il West Sussex County Council, riportato da The Fast Mode e Mobile Europe · 27 agosto 2026

☁️ Cloud & Digital

Il cloud storage quasi triplica in cinque anni, da 92 a 261 miliardi di dollari, e la spinta arriva da dati che nessuno cancella

Secondo una previsione MarketsandMarkets il mercato dello storage in cloud passerà dai 92,25 miliardi di dollari stimati per la fine del 2026 ai 261,21 miliardi del 2031, con una crescita media annua del 23,1%. La causa indicata è la combinazione fra il volume di dati prodotto dalle imprese e la diffusione di applicazioni nate direttamente per il cloud.

C'è però un secondo motore che le previsioni raccontano meno volentieri, e che chiunque abbia guardato una fattura cloud conosce bene. I dati crescono anche perché cancellarli richiede una decisione, e la decisione richiede che qualcuno sappia cosa c'è dentro. Nel dubbio si tiene tutto, e tenere tutto ha un prezzo che cresce da solo ogni mese senza che nessuno lo abbia approvato.

Per un'impresa media il ragionamento pratico è semplice. Vale la pena aprire l'ultima fattura del provider e guardare due voci: quanto pesa lo storage sul totale e quanto pesano i costi di trasferimento in uscita. Se la prima cresce più del fatturato aziendale, c'è un problema di regole di conservazione, non di prezzi. Ed è un problema che si risolve una volta e poi continua a rendere.

Fonte: previsioni MarketsandMarkets sul mercato del cloud storage, riprese da CorCom · 26 agosto 2026

Carhartt, dodici milioni e novecentomila account esposti passando dalla piattaforma di analisi dei dati

Il marchio americano di abbigliamento da lavoro Carhartt ha subito una violazione che ha esposto 12,9 milioni di account. I dati comprendono indirizzi email, nomi, numeri di telefono e indirizzi fisici, oltre a oltre quindicimila indirizzi email aziendali con dominio dell'azienda. Il gruppo estorsivo ShinyHunters ha rivendicato l'attacco il 13 agosto 2026, dichiarando di aver sottratto più di 50 GB di documenti e chiedendo 3,3 milioni di dollari. L'azienda ha rifiutato la trattativa e i dati sono stati pubblicati a fine mese.

La porta d'ingresso è il dettaglio da guardare. Non è stato violato il sito di commercio elettronico, è stata compromessa la piattaforma Databricks usata per l'analisi e la reportistica interna. È il luogo dove i dati dei clienti arrivano già raccolti, già puliti e già uniti fra loro, cioè nella forma più utile per chi li ruba. Gli strumenti di analisi vengono trattati come sistemi interni, e spesso non hanno lo stesso livello di controlli dei sistemi rivolti al pubblico.

La lettura per chi gestisce un'azienda riguarda la mappa, non il singolo prodotto. Vale la pena mettere per iscritto quali piattaforme di terze parti contengono una copia dei dati dei clienti, chi ci accede e con quali credenziali. Nella maggior parte dei casi l'elenco è più lungo di quanto ci si aspetti, e comprende strumenti attivati anni fa per un progetto che nel frattempo è finito.

Fonte: BleepingComputer · 27 agosto 2026, con la rivendicazione ShinyHunters del 13 agosto e la dichiarazione aziendale sul rifiuto della trattativa

🔒 Cyber Security

Nel secondo trimestre sono state registrate 935 vulnerabilità nei servizi AI e nei modelli linguistici, dieci volte più che a fine 2025

Il conto arriva da Kaspersky e riguarda il secondo trimestre del 2026: 935 vulnerabilità censite nei servizi di intelligenza artificiale e nei grandi modelli linguistici, di cui 119 classificate come critiche. Il confronto con l'ultimo trimestre del 2025 è di dieci volte tanto. Le famiglie più ricorrenti sono tre: controlli di accesso inadeguati sugli oggetti critici, procedure di autenticazione e autorizzazione difettose, e vulnerabilità di tipo injection.

Nello stesso rapporto c'è un secondo dato che riguarda direttamente le imprese più piccole. Fra gennaio e aprile 2026 sono stati rilevati oltre 33.300 attacchi contro piccole e medie imprese in cui il malware era nascosto dentro servizi AI popolari, quasi cinque volte il dato dello stesso periodo del 2025. Non si tratta di attacchi sofisticati contro i modelli: si tratta di file che si presentano come lo strumento che tutti stanno usando.

Alexander Kolesnikov, esperto di malware di Kaspersky, colloca il problema nella fretta con cui questi strumenti vengono messi in produzione. È la stessa dinamica vista con i plugin dei gestori di contenuti quindici anni fa: prima la funzione, poi la sicurezza, e nel mezzo qualche anno in cui chi li installa non sa cosa sta installando. La differenza è che oggi il pezzo di software finisce direttamente a contatto con i documenti aziendali.

Fonte: rilevazioni Kaspersky sul secondo trimestre 2026, con dichiarazioni di Alexander Kolesnikov, riportate da LineaEDP · 26 agosto 2026. Il quadro trimestrale completo è pubblicato su Securelist

Citrix NetScaler, la falla corretta a giugno è sotto attacco da metà agosto: CISA impone la patch alle agenzie federali entro il 29

La vulnerabilità è la CVE-2026-8452 e riguarda NetScaler ADC e Gateway. Citrix l'aveva corretta il 30 giugno 2026 descrivendola come un problema di overflow di memoria che poteva causare un blocco del servizio. Il 14 agosto WatchTowr Labs ha pubblicato l'analisi tecnica e un codice di prova, dimostrando che la stessa falla si concatena fino all'esecuzione di codice da remoto senza autenticazione. Poco dopo Defused e Previdian hanno osservato lo sfruttamento reale, con il deposito di web shell chiamate "x.php" e "z.php" e attaccanti provenienti da tre Paesi diversi.

Le versioni interessate sono la 14.1 precedente alla 72.61 e la 13.1 precedente alla 63.18 e alla 37.272, nelle configurazioni Gateway usate come VPN SSL, ICA Proxy, CVPN e RDP Proxy, e nei server virtuali AAA. CISA ha inserito la falla nel catalogo delle vulnerabilità sfruttate e ha fissato al 29 agosto 2026 il termine per le agenzie federali statunitensi. Il termine non vale per le imprese italiane, ma la data dice quanto è considerata urgente.

La sequenza è quella che si ripete più spesso, e vale la pena nominarla. Una falla viene classificata come poco grave, la patch viene rimandata perché il dispositivo non si può fermare, poi qualcuno dimostra che la gravità era un'altra e la finestra si chiude in poche ore. Un NetScaler è quasi sempre l'apparato che porta le persone dentro la rete aziendale da fuori: se ce n'è uno in casa, la versione va guardata oggi.

Fonte: Help Net Security · 27 agosto 2026, con la ricostruzione tecnica di WatchTowr Labs del 14 agosto e le rilevazioni di Defused e Previdian; scadenza CISA per le agenzie federali al 29 agosto 2026

Forminator, il modulo di contatto che sta su trecentomila siti WordPress, ha una falla da 9,8 che permette di caricare un file PHP senza autenticazione

La vulnerabilità è la CVE-2026-15748, ha un punteggio di 9,8 su dieci e riguarda Forminator, uno dei costruttori di moduli più diffusi per WordPress, installato su circa trecentomila siti. Il difetto sta nella gestione dei file allegati ai moduli: permette a un visitatore non autenticato di caricare un file PHP e farlo eseguire. È la forma di compromissione da cui è più difficile tornare indietro, perché a quel punto il sito non è più il sito dell'azienda.

Il modulo di contatto è il pezzo di software a cui nessuno pensa mai. È stato installato una volta, funziona, riceve le richieste dei clienti e per questo motivo nessuno lo tocca da anni. È anche il componente che, per definizione, accetta dati scritti da persone sconosciute e li porta dentro il sito.

Per un'impresa piccola la conseguenza pratica non è tecnica, è di responsabilità. Il modulo di contatto raccoglie dati personali, e un sito compromesso che continua a raccoglierli è un problema che riguarda anche il Garante, non solo il fornitore che ha fatto il sito. Chi gestisce il sito internamente deve aggiornare il plugin. Chi lo ha affidato a un'agenzia deve mandare una mail oggi e chiedere una risposta scritta.

Fonti: divulgazione della CVE-2026-15748 riportata da SecurityWeek e The Hacker News · 17 agosto 2026, con il punteggio 9,8 e la stima di trecentomila siti; ripresa italiana di Red Hot Cyber · 27 agosto 2026

📢 Marketing & Comunicazione Digitale

Google riscrive i titoli dei prodotti negli annunci Shopping, e adesso ha aggiunto il report per vedere quando lo fa

Da qualche giorno in Google Ads sta comparendo un nuovo report dedicato ai titoli dei prodotti. Serve a vedere affiancati il titolo caricato dall'inserzionista e il titolo generato dall'intelligenza artificiale che Google mostra al suo posto quando lo ritiene più pertinente. Il report riporta le metriche consuete: impressioni, clic, tasso di clic, costo e costo per clic medio. La prima segnalazione arriva da Yash Mandlesha, ripresa da Search Engine Land il 26 agosto.

La riscrittura in sé non è una novità, il report sì. Fino a ieri un inserzionista sapeva che i suoi titoli potevano essere sostituiti ma non aveva modo di vedere con cosa. È la differenza fra sapere che una cosa succede e poterla misurare, e in pubblicità è tutta la differenza che conta.

Per chi vende online vale la pena guardare quel report prima di riscrivere il catalogo. Se i titoli generati funzionano meglio dei propri, la lezione riguarda la struttura del catalogo, non l'algoritmo: significa che le informazioni giuste ci sono ma sono scritte nell'ordine sbagliato. Se funzionano peggio, è un argomento concreto per intervenire sulle impostazioni invece di prendersela con la piattaforma.

Fonte: Search Engine Land · 26 agosto 2026, sul nuovo report dei titoli di prodotto in Google Ads

💼 Dal Network LinkedIn

Linas Beliūnas mette in fila le mosse di Nvidia delle ultime tre settimane, e il quadro che ne esce non è un affare ma una posizione

Il post del giorno commenta la stessa notizia con cui apre questa rassegna, ma ci aggiunge il contesto. Beliūnas chiama Hugging Face la GitHub dell'AI e ricorda quanto pesa: 13 milioni di utenti registrati, oltre due milioni di modelli pubblici e più di cinquecentomila dataset. I numeri sono corretti e vengono dal rapporto sullo stato dell'open source pubblicato da Hugging Face stessa a marzo 2026.

La parte che vale la pena riprendere è l'elenco, perché ogni voce regge da sola. Il 24 agosto Nvidia ha pagato sei miliardi di dollari per acquisire in licenza la Model Factory di Poolside e portare 109 ingegneri sulla propria linea di modelli Nemotron. L'11 agosto aveva firmato accordi preliminari con Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR per mobilitare oltre cinquecento miliardi di dollari di capitale di terzi verso le infrastrutture per l'intelligenza artificiale, trattando la capacità di calcolo come una classe di attivi finanziabili. E i modelli aperti di Nvidia sono pubblicati proprio sulla piattaforma che adesso vorrebbe comprare. Tre mosse in tre settimane.

La sua conclusione è una tesi, non un fatto, e va letta per quello che è: "it's truly Jensen's world, and everyone else is just renting it". Il contrappeso è doveroso. I termini definitivi dell'acquisto non sono stati pubblicati, l'operazione dovrà passare dalle autorità di concorrenza di più giurisdizioni, e le licenze dei modelli già pubblicati non cambiano perché cambia il proprietario della piattaforma.

Per un'impresa che compra tecnologia il ragionamento si traduce in una domanda sola, e non è ideologica. Quante delle cose che usiamo passano, in un punto qualsiasi della catena, dalla stessa azienda? Vale per il calcolo, per i modelli e adesso anche per il posto da cui si scaricano. Oggi non c'è niente da fare, ma è il tipo di dipendenza che conviene aver messo per iscritto prima di scoprirla durante un rinnovo.

Fonti: post LinkedIn di Linas Beliūnas, testo fornito · 28 agosto 2026; numeri della piattaforma dal rapporto State of Open Source di Hugging Face · 17 marzo 2026; accordo Poolside da Forbes, Quartz e The Next Web · 24 agosto 2026; piattaforme di finanziamento con i sei gestori da CNBC e Quartz · 11 agosto 2026

🍎 Focus Apple

Il 1° settembre Tim Cook lascia il ruolo di amministratore delegato: Apple passa a John Ternus dopo quindici anni

La data è lunedì prossimo. Apple aveva annunciato il passaggio il 20 aprile 2026 con un comunicato ufficiale: Tim Cook diventa presidente esecutivo del consiglio di amministrazione, John Ternus assume la carica di amministratore delegato, e Arthur Levinson passa da presidente non esecutivo a direttore indipendente principale. Cook è rimasto al timone per tutta l'estate per accompagnare la transizione e nel nuovo ruolo continuerà a seguire alcuni ambiti, fra cui i rapporti con i decisori politici.

Ternus arriva dall'hardware, che in Apple è la divisione che decide cosa esiste. È una scelta di continuità industriale in un'azienda che negli ultimi anni è stata giudicata soprattutto sul software e sui servizi, e il primo appuntamento pubblico è vicino: il keynote del 9 settembre cade otto giorni dopo il passaggio di consegne.

Per chi gestisce un parco di dispositivi Apple in azienda non cambia nulla nell'immediato, ed è giusto dirlo. La cosa da tenere d'occhio nei prossimi trimestri è un'altra: le decisioni sul ciclo di vita dei prodotti, sulla durata del supporto ai modelli più vecchi e sui prezzi dei programmi per le aziende dipendono da chi guida, e un cambio al vertice è il momento in cui quelle politiche si possono muovere.

Fonti: comunicato ufficiale Apple Newsroom · 20 aprile 2026, con la data del passaggio al 1° settembre 2026; MacRumors · 27 agosto 2026

🚗 Focus Automotive & Fleet

In Italia una compatta elettrica in flotta costa 858 euro al mese, il diesel equivalente 1.032: la differenza è di oltre 170 euro

I numeri arrivano dal Car Cost Index 2026 di Ayvens, che confronta il costo totale di possesso su trenta Paesi europei con un orizzonte di quattro anni e trentamila chilometri all'anno, mettendo dentro svalutazione, interessi, manutenzione, riparazioni, pneumatici, carburante o energia, assicurazione e tasse. Nel segmento compatto italiano l'elettrica sta a 858 euro al mese, la benzina a 908, l'ibrida plug-in a 912 e il diesel a 1.032. Nel segmento medio l'elettrica è a 969 euro contro i 994 del diesel. Nelle utilitarie il quadro si ribalta: 736 euro l'elettrica contro 732 della benzina.

La composizione del costo spiega perché il confronto regge. Su un'auto elettrica la svalutazione pesa il 46% del totale e l'energia il 12%. Su benzina e diesel il carburante da solo vale rispettivamente il 26% e il 22%. In pratica l'elettrica sposta il costo dalla voce che varia ogni settimana a quella che si decide al momento dell'acquisto, e per un budget aziendale la seconda è molto più facile da governare.

Il dato europeo tiene le proporzioni al loro posto. L'elettrico risulta competitivo in diciannove Paesi su trenta nel segmento compatto, in diciassette su trenta fra le utilitarie e in sedici su trenta nel medio. I mercati più favorevoli sono Portogallo e Belgio, il più caro la Svizzera. Chi rinnova la flotta quest'autunno dovrebbe rifare il conto per segmento e per percorrenza reale, perché la convenienza cambia proprio lì e non dipende dalle intenzioni.

Fonti: Ayvens Car Cost Index 2026, pubblicato il 29 luglio 2026 su trenta Paesi europei; ripresa italiana di Fleet Magazine · 27 agosto 2026

Numero della settimana
935
Le vulnerabilità censite da Kaspersky nei servizi di intelligenza artificiale e nei grandi modelli linguistici nel secondo trimestre 2026, di cui 119 critiche. Dieci volte il dato dell'ultimo trimestre del 2025. Nello stesso rapporto, oltre 33.300 attacchi a piccole e medie imprese fra gennaio e aprile con malware nascosto dentro servizi AI popolari, quasi cinque volte l'anno precedente. Non è il modello a essere attaccato: è lo strumento intorno al modello, quello che si installa in cinque minuti perché lo stanno usando tutti. (Fonte: Kaspersky via LineaEDP, 26 agosto 2026)
Citazione
"L'intelligenza artificiale ha raggiunto un vero e proprio punto di svolta"
— Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, commentando il secondo trimestre fiscale chiuso con 96,2 miliardi di dollari di ricavi. Fortune Italia, 27 agosto 2026. Va letta per quello che è, cioè la frase di chi vende le schede: nello stesso intervento Huang aggiunge che la domanda accelera mentre la capacità produttiva resta sotto le richieste, che è il modo tecnico per dire che i prezzi non scenderanno presto.