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Rassegna #111
Giovedì 3 Settembre 2026

Sei falle già sfruttate nel catalogo CISA, quattro scadono il 9 settembre

Il 27 agosto la CISA americana ha aggiunto sei vulnerabilità al catalogo KEV, quello delle falle di cui esiste prova di sfruttamento in attacchi reali. Due avevano scadenza di remediation al 29 agosto, le altre quattro al 9 settembre.

Quattro delle sei falle hanno più di tre anni

Nell'elenco ci sono CVE-2019-1068 su Microsoft SQL Server, che consente esecuzione di codice nel contesto dell'account di servizio del motore database, e CVE-2026-8452 su Citrix NetScaler ADC e Gateway, che porta a denial of service. Per queste due la scadenza federale era il 29 agosto.

Le altre quattro scadono il 9 settembre. CVE-2022-0995 sul kernel Linux, che da utente locale porta a privilegi elevati o denial of service. CVE-2015-5287 su Red Hat ABRT e CVE-2015-3246 su Red Hat libuser, entrambe di escalation, la seconda passando dalla corruzione del file /etc/passwd. CVE-2021-23758 su Ajax.NET Professional, esecuzione di codice da remoto tramite deserializzazione.

Le scadenze CISA valgono per le agenzie federali americane, non per le aziende italiane. Quello che vale per tutti è il criterio di ingresso nel catalogo: dentro ci finisce solo ciò che qualcuno sta già usando. Quattro voci su sei sono del 2015, del 2019 e del 2021, cioè falle con patch disponibile da anni. Il problema non è la scoperta, è sapere cosa gira in azienda.

Fonti: catalogo CISA KEV, aggiornamento del 27 agosto 2026 · ripreso da Xion IT Group il 27 agosto 2026

📡 Telco & IT

Agcom, il fisso cresce e il mobile no: agli operatori si chiede di diventare hub di servizi digitali

Nella presentazione della Relazione annuale 2026 il presidente Agcom Giacomo Lasorella ha messo in fila i numeri del settore delle comunicazioni elettroniche: 29,5 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto ai 28,2 miliardi del 2024, pari all'1,31% del PIL.

Dentro quel totale le due metà si muovono in direzioni opposte. I ricavi della rete fissa sono cresciuti del 20% dal 2021, trainati dalla fibra e dai servizi ICT alle imprese. Il mobile ha chiuso a meno 0,6%, appena sotto gli 11 miliardi, con una concorrenza sui prezzi che resta intensa.

La lettura di Agcom è che la connettività da sola non basta più a sostenere i ricavi, e che la crescita arriva da quello che si costruisce sopra la rete. Per chi vende ICT alle imprese è la conferma di dove si sta spostando la spesa dei clienti.

Fonte: CorCom · 14 luglio 2026

Bando tipo MIMIT in Gazzetta: rating di legalità e parità di genere diventano punteggio

Il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 18 giugno 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2026. Introduce uno schema uniforme per i bandi di incentivo alle imprese.

Lo schema consente alle amministrazioni di premiare alcune imprese in tre modi: una quota di risorse riservata, un contributo più elevato o un punteggio aggiuntivo. I criteri premianti sono il rating di legalità, la certificazione sulla parità di genere e l'occupazione di giovani e donne.

Il rating di legalità richiede un fatturato di almeno 2 milioni di euro nell'esercizio chiuso l'anno precedente e l'iscrizione al Registro delle imprese da almeno due anni. La certificazione di parità si basa sulla conformità alla prassi UNI/PdR 125:2022. Restano fuori dallo schema gli incentivi contributivi e quelli fiscali a erogazione automatica.

Fonte: PMI.it · 23 luglio 2026, sul decreto MIMIT del 18 giugno 2026

☁️ Cloud & Digital

Cloud, il ritorno indietro si annuncia più di quanto si faccia: il 2% sposta, il 35% valuta

I dati dell'Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, illustrati da Massimo Ficagna, misurano quanto sia reale la cosiddetta repatriation. Solo il 2% delle aziende sta effettivamente riportando carichi fuori dal cloud pubblico. Il 35% del mercato ha valutazioni in corso.

Il contesto europeo spiega perché il tema è sul tavolo. I primi tre hyperscaler americani controllano il 65% del mercato, gli operatori europei nel loro insieme il 20%, e il primo player europeo resta sotto il 2%. L'Italia ospita circa il 10% della capacità dei data center europei misurata in gigawatt, e quasi metà dei nuovi investimenti è pilotata da hyperscaler statunitensi.

C'è anche un cambio nella composizione della spesa: negli ultimi due anni il cloud infrastrutturale ha superato il software applicativo come voce principale. Il passaggio dal cloud-first alla valutazione carico per carico, cominciato nel 2019, oggi è la posizione prevalente.

Fonte: ZeroUno · 31 marzo 2026, su dati dell'Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano

🔒 Cyber Security

ownCloud, una falla del 2023 entra nel KEV con punteggio 9.8

Il 28 agosto 2026 la CISA ha inserito nel catalogo KEV la CVE-2023-49105, che riguarda ownCloud core dalla versione 10.6.0 alla 10.13.0. La correzione è nella 10.13.1. Il punteggio CVSS è 9.8.

La falla aggira l'autenticazione delle API WebDAV. Se la chiave di firma non è configurata, chi conosce un nome utente valido può leggere, modificare o cancellare file senza credenziali. La vulnerabilità era stata resa nota da ownCloud a novembre 2023, quindi la patch è disponibile da quasi tre anni.

L'inserimento nel catalogo è legato a uno sfruttamento documentato contro due organizzazioni filippine, fra cui un ente di ricerca nucleare. Nel caso descritto sono stati esfiltrati 176 file per circa 372 MB, fra cui registri di materiale nucleare, dati del personale, chiavi BitLocker e un database KeePass. La scadenza di remediation per le agenzie federali americane era il 30 agosto.

Fonte: Xion IT Group · 29 agosto 2026, sul catalogo CISA KEV del 28 agosto 2026

📢 Marketing & Comunicazione Digitale

Internet advertising verso i 7 miliardi, l'AI entra ovunque tranne dove si decide la spesa

L'Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano stima l'internet advertising italiano a 7 miliardi di euro nel 2026, in crescita del 12%. Nel 2025 il mercato valeva 6,2 miliardi con un più 11%, e rappresentava il 53% degli investimenti pubblicitari complessivi.

A trainare è il video, dato a 2,9 miliardi nel 2026 con una crescita del 16%: il 41% di tutto l'internet advertising.

Sull'intelligenza artificiale la ricerca registra una presenza in tutte le fasi della filiera, dalla pianificazione delle campagne alla creazione dei contenuti fino alla misurazione dei risultati. Le aziende però restano caute nell'affidare ai sistemi automatizzati le decisioni ad alto impatto economico. L'AI è entrata nel lavoro quotidiano, non ancora nell'allocazione del budget.

Fonte: Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano · comunicato dell'11 giugno 2026

💼 Dal Network LinkedIn

Bit e atomi: la riga che Musk traccia sull'AI, e quella che resta scoperta

Linas Beliūnas riprende una previsione che Elon Musk ha pubblicato su X il 31 agosto 2026, rispondendo a Guillermo Rauch di Vercel in uno scambio su una falla di autenticazione in JFrog Artifactory e sulle capacità di attacco degli agenti AI. La formulazione è netta: entro la fine del prossimo anno l'AI farà "anything digital (that doesn't require shaping atoms) at a superhuman level".

Il criterio è semplice e per questo utile: bit contro atomi. Se il lavoro sta tutto dentro uno schermo, l'AI può superare la persona. Se richiede di muovere materia, dal cantiere alla sala operatoria, il margine umano resta più lungo. È una linea di demarcazione che si può applicare a un organigramma, non solo a un dibattito.

La parte interessante del ragionamento di Beliūnas però è l'obiezione, non l'adesione. Essere sovrumani su un compito non è essere sovrumani su un mestiere. Il lavoro vero è disordinato, i requisiti cambiano, gli errori si sommano, e qualcuno deve decidere cosa conta, intercettare gli output sbagliati, tornare indietro e stabilire quando il lavoro è finito. La sua conclusione è che il collo di bottiglia non sparisce, si sposta: dal fare il lavoro al dirigere gli agenti, verificarne i risultati e risponderne.

Fonti: post di Linas Beliūnas su LinkedIn, 3 settembre 2026 · previsione di Elon Musk verificata su Business Standard e Benzinga, 31 agosto 2026. Le stime sui benchmark e sull'orizzonte temporale degli agenti citate nel post sono una lettura dell'autore e non sono state verificate qui

🍎 Focus Apple

A sei giorni dal keynote, di ufficiale ci sono la data e uno slogan

Apple ha confermato il 26 agosto l'evento del 9 settembre 2026, alle 10 del mattino in California, cioè le 19 italiane. Sarà trasmesso su apple.com, sull'app Apple TV e su YouTube. Lo slogan dell'invito è "Surprise and shine".

Tutto il resto non è confermato. Nomi commerciali, specifiche tecniche, prezzi e date di disponibilità non sono stati comunicati.

Le anticipazioni circolate finora, attribuite a Mark Gurman di Bloomberg, parlano di iPhone 18 Pro e Pro Max, di un primo modello pieghevole ancora senza nome ufficiale, e di un iPhone 18 base rinviato alla primavera 2027. Restano indiscrezioni, e vanno trattate come tali fino al 9 settembre.

Fonte: Tom's Hardware Italia · sull'annuncio ufficiale Apple del 26 agosto 2026 e sulle anticipazioni Bloomberg

🚗 Focus Automotive & Fleet

Noleggio a lungo termine, i contratti si allungano e le plug-in corrono

Nel primo semestre 2026 i contratti di noleggio a lungo termine in Italia sono stati 529.167, in calo del 2,6%. La durata media è salita a 23 mesi, con un picco di 25 mesi fra le aziende non automotive. Il noleggio a breve termine si ferma a 11 mesi di durata media.

Sulle alimentazioni il movimento è netto. Le ibride plug-in crescono del 51,9% e arrivano al 12,8% di quota, le elettriche pure del 22,8% con il 5,7%, le full hybrid del 16,8% con una preferenza marcata fra le aziende, al 33,7%. Diesel e benzina perdono volumi rispettivamente del 21,1% e del 24,2%.

Le aziende non automotive pesano per il 64,5% dei contratti totali. Il noleggio a breve termine scende al 13,0% di quota, 3,2 punti in meno. Sul territorio la Lombardia da sola vale il 31,0% dei contratti nazionali, davanti a Trentino-Alto Adige al 12,1% e Lazio all'11,5%.

Fonte: Missionline · 16 luglio 2026, su dati UNRAE del primo semestre 2026

Numero della settimana
33,9%
Le PMI italiane con un livello di welfare aziendale alto o molto alto. Erano il 10,3% nel 2016. Oggi il 18,2% resta fermo agli obblighi di contratto, contro il 42,7% di dieci anni prima. (Fonte: Welfare Index PMI 2026, promosso da Generali Italia, oltre 7.000 imprese partecipanti, pubblicato il 15 luglio 2026)
Citazione
"Operatori chiamati a trasformarsi in hub di servizi digitali"
— Giacomo Lasorella, presidente Agcom, presentazione della Relazione annuale 2026, CorCom, 14 luglio 2026. Otto parole che spiegano perché nel settore il fisso cresce del 20% dal 2021 e il mobile no.