N. 135Mercoledì 7 Ottobre 2026Ogni mattina alle 9
Dorsale

Il digitale che regge il Paese, ogni mattina.


Telco · Cloud · Cyber · AI · MarketingLettura: 9 minuti
Notizia del giorno

Il B2b digitale italiano vale 316 miliardi, e l'intelligenza artificiale resta un prototipo

L'Osservatorio del Politecnico di Milano ha presentato ieri i dati del B2b Digital Commerce. Due cifre vanno lette insieme: 316 miliardi di transazioni digitali e il 4% di aziende che usa l'AI in modo estensivo.

Nel 2025 il valore degli ordini di prodotto veicolati in Italia tramite EDI, portali B2b e marketplace è arrivato a 316 miliardi di euro, il 14% in più dell'anno prima. È il 20% del totale delle transazioni nelle filiere di prodotto. Il perimetro, come sta scritto sul comunicato, comprende solo gli ordini di prodotto passati da quei tre canali: non i servizi, non gli ordini gestiti per mail, telefono o tramite un agente.

Il dato sull'intelligenza artificiale è quello che cambia di più. Il 59% delle grandi imprese B2b ha almeno un progetto attivo, contro il 14% dell'anno precedente. Ma l'uso estensivo si ferma al 4%, e il 30% non prevede investimenti. Fra chi non la usa, il 53% indica come freno la mancanza di visione di lungo periodo o di allineamento strategico: non il costo, non la tecnologia.

Sotto c'è un terzo numero che spiega i primi due. Il 30% delle grandi aziende gestisce ancora i dati in modo massiccio su Excel e database locali, e meno del 10% ha una data strategy strutturata. Il CRM è nel 69% delle grandi imprese, la Customer Data Platform nel 25%, il data lake nel 22%. Prima di comprare un sistema che impara dai dati, serve avere i dati in un posto dove si possano leggere.

Fonte: Osservatorio B2b Digital Commerce & Experience, POLIMI School of Management · comunicato del 6 ottobre 2026, giorno del convegno. Le percentuali di adozione sono riferite alle grandi aziende.

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Scenario internazionale

IAB Europe apre una consultazione e mette per iscritto sei rischi del proprio mercato

Il 1 ottobre IAB Europe ha aperto ai commenti pubblici il primo volume di Within Reach: Practical Guidance for Responsible Digital Advertising, redatto dal suo Sustainability Standards Committee. La consultazione resta aperta fino al 30 ottobre 2026, con un form pubblico.

Il documento fissa aspettative minime su sei aree: accessibilità, traffico non valido, inventory costruita solo per raccogliere pubblicità, trasparenza della filiera di fornitura, frode pubblicitaria e pubblicità truffaldina. Si innesta sul precedente report Beyond Reach, che mappava l'impatto sociale della pubblicità digitale.

Per chi compra spazi, l'elenco conta più del documento. Sono sei voci che un'associazione di categoria mette nero su bianco come problemi del proprio settore, e due in particolare, il made-for-advertising e lo scam advertising, riguardano dove finisce il budget di un inserzionista. Il tema si sposta dalla sostenibilità ambientale alla qualità di quello che si compra.

FonteIAB Europe · 1 ottobre 2026 · documento in consultazione aperta, non uno standard in vigore. Da tenere distinto dal CTV Measurement Framework, pubblicato dalla stessa associazione lo stesso giorno.

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Telco & IT

Exchange Server: la patch è arrivata prima della sua spiegazione

Microsoft ha pubblicato un aggiornamento fuori ciclo per CVE-2026-96940, severità high. La falla permette a un utente già autenticato di leggere email e allegati di altri utenti della stessa organizzazione. Microsoft precisa che non consente accesso oltre i confini del tenant.

L'aggiornamento riguarda gli ambienti installati in casa: Exchange Server Subscription RTM, Exchange Server 2019 nelle cumulative update 14 e 15, Exchange Server 2016 nella cumulative update 23. La raccomandazione è installarlo su tutti i server Exchange e su tutte le macchine dove sono presenti gli Exchange Management Tools, non solo sui server di posta.

Il problema di processo pesa quanto la falla. La correzione lato servizio su Exchange Online è arrivata alla fine della settimana precedente senza un articolo di supporto che la spiegasse, e Microsoft ha poi riconosciuto che l'aggiornamento di settembre nella seconda versione è stato pubblicato prima della data prevista, senza dire perché. Molti amministratori l'hanno installato senza sapere cosa correggesse. La scoperta è interna e il team dichiara di non essere al corrente di sfruttamento attivo, ma ritiene che falle di questo tipo siano già state sfruttate in passato.

FonteHelp Net Security · 5 ottobre 2026 · su comunicazione del team Exchange, blog "Released: September 2026 v2 Exchange Server Security Updates"

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Cloud & Digital

Il CERT-AgID mostra un'istruzione che resta ferma e si attiva tre turni dopo

Il 6 ottobre AgID ha pubblicato un paper del CERT-AgID sugli explosive prompts. Dimostra che una prompt injection può restare inattiva nel contesto e attivarsi solo più tardi, quando si verifica un trigger specifico. Non al momento in cui il modello legge il documento avvelenato.

L'ambiente sperimentale è minimale e costruito su modelli open-weight. In tutti i modelli testati è stata osservata almeno un'attivazione dell'istruzione differita dopo il trigger, con frequenze diverse fra loro. Il confronto che conta è un altro: con l'accettazione automatica delle richieste del modello l'azione veniva eseguita, mentre con controlli di autorizzazione esterni al modello le richieste venivano generate ma non arrivavano all'esecuzione.

La raccomandazione è architetturale. Le decisioni di autorizzazione non vanno affidate al modello, e i sistemi vanno progettati assumendo che il modello possa essere manipolato. Per chi sta mettendo agenti dentro i processi aziendali, vuol dire che "il modello non ha fatto niente di strano quando ha letto il file" non è una verifica.

FonteAgID, notizia e paper del CERT-AgID · 6 ottobre 2026 · documento di indirizzo tecnico, senza scadenze né obblighi

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Cyber Security

Due avvisi

Atlassian: tutte le versioni Data Center, e l'azienda dice di non poter sapere chi è stato colpito

Il 5 ottobre Atlassian ha pubblicato l'advisory per CVE-2026-21589, accesso arbitrario ai file, con punteggio CVSS 4.0 pari a 9.3 calcolato dall'azienda. Sono affette tutte le versioni di Bitbucket, Confluence, Jira Software, Jira Service Management, Bamboo e Crowd nelle edizioni Data Center, più Crucible e Fisheye.

Un attaccante non autenticato può leggere file nella radice dell'applicazione web, ma deve conoscere nome e percorso esatti e non può elencare le directory. Fra le versioni corrette: Confluence Data Center 9.2.26 e 10.2.19, Bitbucket 9.4.26, 10.2.8 e 10.5.1, Jira Software e Jira Service Management 10.3.26 e 11.3.12. I prodotti cloud sono già corretti e non richiedono interventi.

Il passaggio da leggere due volte è nelle note dell'azienda: Atlassian dichiara di non poter confermare se le istanze dei clienti siano state colpite, e chiede ai clienti di verificare da soli eventuali segni di compromissione. Consiglia anche di togliere dalla rete pubblica le istanze esposte. Per chi tiene Confluence o Jira su un proprio server, l'unica risposta disponibile oggi è chiudere l'esposizione, non attendere una comunicazione.

FonteHelp Net Security · 6 ottobre 2026 · advisory Atlassian del 5 ottobre, CVE-2026-21589

Dell: la falla sta nello strumento che serve ad applicare le patch

CVE-2026-86360, path traversal con punteggio base 9.6, riguarda Dell System Update in tutte le versioni precedenti alla 2.3.0.0. La versione corretta è la 2.3.0.0 o successiva. Dell descrive l'esito come esecuzione di codice arbitrario con privilegi di root e compromissione dell'applicazione e del sistema operativo sottostante.

Lo strumento è quello con cui gli amministratori applicano driver, BIOS e firmware ai server PowerEdge. Lo sfruttamento, secondo l'advisory, è alla portata di un attaccante non autenticato con accesso remoto. Nello stesso bollettino DSA-2026-324 Dell corregge altre quattro vulnerabilità di livello high: CVE-2026-63697 e CVE-2026-71168 per esecuzione remota, CVE-2026-86361 e CVE-2026-86362 per elevazione di privilegi.

Dell non dichiara sfruttamento in corso. La domanda per chi ha affidato gli aggiornamenti a questo strumento riguarda il contratto più che la patch: chi lo esegue, con quali privilegi, e se la macchina che lo ospita risponde da internet.

FonteHelp Net Security · 6 ottobre 2026 · advisory Dell DSA-2026-324

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Marketing & Comunicazione

Due notizie

Advanced TV a 777 milioni, e le quattro piattaforme entrano in Audicom. I dati nel 2027

Secondo le stime di UNA Media Hub presentate alla conferenza UPA del 29 settembre, nel 2026 gli investimenti pubblicitari in Advanced TV arrivano a 777 milioni di euro, con una crescita del 15,5% e 104 milioni in più sul 2025. È il 18,3% del totale televisivo e il 6,2% dell'intero mercato pubblicitario italiano.

Il fatto nuovo è nella governance. Travaglia, presidente di UPA e di Audicom, ha annunciato l'ingresso in Audicom di Anitec-Assinform in rappresentanza di Google, Amazon, Netflix e Disney, presentandolo come attuazione della Direttiva 87/26 di Agcom. La raccolta dati server-to-server affiancherà l'SDK Video Auditel. Nuovo amministratore delegato di Audicom è Alberto Dal Sasso.

La data da segnare è un'altra: i primi dati sono attesi a ottobre 2027. Parte anche Adv Census, misurazione censuaria della pubblicità digitale finanziata dalle prime quaranta aziende di UPA e dai principali centri media, con i primi risultati sulla convenzione reach video crossmediale a inizio 2027. Per circa un anno gli inserzionisti continueranno a comprare su quelle inventory senza la misurazione che si sta celebrando.

FonteUPA, comunicato stampa dell'ADVanced TV Conference · pubblicato nell'elenco comunicati il 30 settembre 2026, con data in testa al documento 29 settembre. Le stime di mercato sono di UNA Media Hub, non di UPA.

Sulla stampa l'unica voce che cresce è quella obbligatoria per legge

L'Osservatorio Stampa FCP di agosto 2026 registra un fatturato pubblicitario del mezzo in calo del 6,6% sull'agosto precedente. I quotidiani perdono il 6,4%, i periodici il 7,2%.

Dentro i quotidiani lo spaccato è netto. Commerciale nazionale a meno 7,7%, commerciale locale a meno 8,5%, finanziaria a meno 12,3%, classified a meno 8,7%. La pubblicità legale cresce del 27,3%. Fra i periodici i settimanali cedono il 15,3% e i mensili il 6,8%, mentre la voce altre periodicità segna più 121,7% su una base molto piccola.

Il contrasto con l'Advanced TV sta nella stessa settimana: gli investimenti che crescono del 15,5% sul video sono gli stessi che si ritirano dal commerciale nazionale sulla carta. La stampa tiene dove la pubblicità è un adempimento previsto da una norma, non una scelta di marketing.

FonteOsservatorio Stampa FCP, agosto 2026 · ripreso da Touchpoint News il 5 ottobre 2026, che allega il documento FCP originale. Al momento della chiusura il sito FCP non ha ancora pubblicato la rilevazione di agosto.

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Dal Network LinkedIn

Migliaia di canzoni finte e migliaia di ascoltatori finti: come si svuota il piatto delle royalty

Nella puntata del 3 ottobre della rubrica Intelligenze Artificiali – In mezzo a noi su Tgcom24, Matteo Flora ha intervistato Enzo Mazza, amministratore delegato di FIMI, la federazione delle case discografiche che ogni settimana pubblica la classifica ufficiale Top of the Music FIMI/NIQ, elaborata sui dati rilevati da NIQ Italia. Il tema era il modo in cui funziona la frode da streaming: si caricano grandi quantità di brani, li si fa ascoltare da reti di account automatici e si incassa una quota di royalty che sarebbe andata agli artisti veri.

Il meccanismo non è una previsione, è già passato da un tribunale. Nel settembre 2024 la procura federale di New York ha incriminato Michael Smith, della North Carolina, per avere caricato centinaia di migliaia di brani generati con l'intelligenza artificiale e gonfiato gli ascolti con migliaia di account automatici: oltre 10 milioni di dollari di royalty ottenute illecitamente, con un ritmo di circa 661.440 stream al giorno. A marzo 2026 Smith si è dichiarato colpevole, con una confisca concordata di 8.091.843,64 dollari. Sulla scala del fenomeno il dato più recente è di Deezer, che ad aprile 2026 dichiarava quasi 75.000 brani interamente generati con l'IA caricati ogni giorno, il 44% dei caricamenti, e fino all'85% degli stream di quelle tracce risultati fraudolenti nel 2025.

La parte che interessa chi lavora con i contenuti è la risposta sul confine. Mazza, nel racconto di Flora, non mette l'intelligenza artificiale sul banco degli imputati: la considera un'opportunità per chi crea, a due condizioni, che l'uso sia legittimo e che chi ascolta sappia come è stata fatta quella musica. È la stessa linea che FIMI ha messo nella nota metodologica della classifica, dove una sezione dedicata all'IA chiede che il brano sia sostanzialmente realizzato da una persona e che non ci siano manipolazioni degli ascolti. Il problema, cioè, non è la macchina che aiuta: è il pubblico finto.

FontePost LinkedIn di Matteo Flora sulla puntata del 3 ottobre 2026 di Intelligenze Artificiali – In mezzo a noi, Tgcom24 canale 51 · programma e contenuti della puntata verificati sul comunicato Mediaset del 2 ottobre 2026 · carica di Enzo Mazza e denominazione della classifica verificate su fimi.it · caso Smith: comunicati della procura federale del Distretto Sud di New York del 4 settembre 2024 e del 19 marzo 2026 · dati di scala: newsroom Deezer, 20 aprile 2026. Le frasi di Mazza non sono virgolettate perché provengono da un parlato televisivo riportato dal conduttore, non da una trascrizione ufficiale. Nessun dato italiano sul fenomeno risulta pubblicato.

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Focus Apple

Siri impara cinque lingue nuove, e l'italiano non è fra queste

Il 6 ottobre Apple ha rilasciato le seconde beta pubbliche di iOS 27.2, iPadOS 27.2, macOS Golden Gate 27.2, tvOS 27.2 e watchOS 27.2, il giorno dopo le terze beta per gli sviluppatori.

Su iOS 27.2 arriva l'app Salute ridisegnata presentata all'evento di settembre, con le schede Insights e Longevity e la funzione Health Age, che confronta l'età di forma fisica con quella reale. Nell'app Apple TV ci sono nuove opzioni di profilo.

Il dato operativo è nell'elenco delle lingue. Siri con intelligenza artificiale è ora disponibile in francese, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo. L'italiano non compare. Per chi progetta un servizio o un'assistenza clienti che passi da quelle funzioni, questa beta dice che il giro non è questo.

FonteMacRumors · 6 ottobre 2026 · rilascio di beta pubbliche, non versione definitiva

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Automotive & Fleet

Dentro lo stesso canale l'auto si rinnova e il furgone si congela

Nei dati di settembre 2026 il noleggio a lungo termine sulle autovetture cresce del 5,04% nel mese, con una quota intorno al 22%. Sui veicoli commerciali leggeri, nello stesso mese e nello stesso canale, il noleggio a lungo termine perde il 29,46%. Il mercato dei commerciali leggeri si ferma a 15.175 immatricolazioni, in calo del 7,5% nel mese e del 5,8% da inizio anno.

Il noleggio a breve termine sulle autovetture segna più 38,3% nel mese e più 36,5% da gennaio. Dentro il lungo termine la differenza fra operatori conta: i generalisti crescono del 18%, le captive dei costruttori perdono il 9,8%.

La penetrazione del noleggio a lungo termine per marca dice dove sta il peso: Peugeot al 55,9%, Cupra al 48,9%, BMW al 40,5%, Audi al 39,6%, Nissan al 32,6%. Più di una vettura su due di una marca generalista passa da un contratto di noleggio aziendale, non da un acquisto. La forbice fra auto e furgone non è un ciclo di mercato: è una decisione di flotta, e il furgone è il mezzo che si rinnova quando si investe.

FonteFleet Magazine · 2 ottobre 2026 · su dati Dataforce, Ministero delle Infrastrutture e ACI. Lo stesso mese è già stato trattato nella Dorsale n. 134 con lo spaccato per canale: qui non si riprende il totale di mercato.

Numero della settimana
316 mld

316 miliardi di euro è il valore degli ordini di prodotto veicolati in Italia nel 2025 tramite EDI, portali B2b e marketplace, il 14% in più dell'anno prima. Non comprende i servizi né gli ordini gestiti fuori da quei tre canali. I marketplace restano il canale meno adottato, al 18%. Fonte: Osservatorio B2b Digital Commerce & Experience, Politecnico di Milano, 6 ottobre 2026

Citazione
Se non ci aggreghiamo, la capacità di offrire questi servizi diventa più lontana

Mario Nobile, direttore generale dell'Agenzia per l'Italia Digitale. Parlava dell'infrastruttura digitale pubblica che dovrà servire non più milioni di persone ma decine di milioni di agenti software, e dei servizi pubblici digitali citati poco prima. Today, 1 ottobre 2026.

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La buona notizia

L'Europa torna in attivo sull'alta tecnologia: 32,4 miliardi di surplus

Nel 2025 il saldo commerciale dell'Unione europea sui prodotti ad alta tecnologia è positivo per 32,4 miliardi di euro. Export a 566,5 miliardi, import a 534,1. È il secondo anno consecutivo in attivo, dopo quattro anni di fila in deficit dal 2020 al 2023.

Il dato di produzione dice che non è solo un effetto di cambio o di prezzi. La produzione venduta di prodotti high-tech nell'Unione è passata da 287 miliardi nel 2015 a 532 miliardi nel 2025, con una crescita media del 6% all'anno. Nello stesso decennio l'import è cresciuto in media del 6% annuo e l'export del 7%.

Da dove arriva e dove va: primo fornitore la Cina con il 28% e 150,4 miliardi, poi gli Stati Uniti con il 25% e 131,4 miliardi e la Svizzera con il 6%. Dalla Cina arrivano soprattutto elettronica e telecomunicazioni, il 48%, e computer, il 31%. Il primo mercato di sbocco sono gli Stati Uniti, con il 34% e 195,1 miliardi.

FonteEurostat · 6 ottobre 2026 · dati consolidati 2025 con serie storica dal 2015, dataset di origine citati nel documento