N. 137Venerdì 9 Ottobre 2026Ogni mattina alle 9
Dorsale

Il digitale che regge il Paese, ogni mattina.


Telco · Cloud · Cyber · AI · MarketingLettura: 16 minuti
Notizia del giorno

Scoperta imprenditoriale II: lo sportello da 505 milioni apre il 7 ottobre e si ferma il giorno dopo

Il MIMIT ha aperto la presentazione delle domande alle 10 del 7 ottobre. Con un decreto direttoriale dell'8 ottobre ha sospeso i termini. Lo sportello è stato operativo una giornata.

La misura si chiama Scoperta imprenditoriale II e porta 505.801.524,89 euro, resi disponibili dal decreto ministeriale del 19 maggio 2026 a carico del Fondo per la crescita sostenibile. Finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale sulle tecnologie abilitanti fondamentali nelle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno. Il 60% delle risorse è riservato ai progetti di PMI e reti di imprese, e un quarto di quella quota va a micro e piccole imprese.

I progetti ammissibili costano tra 1 e 5 milioni di euro e durano da 18 a 36 mesi. Vanno presentati obbligatoriamente in forma collaborativa: al massimo tre proponenti, almeno una PMI fra loro, ciascuno con almeno il 10% dei costi a carico. Possono partecipare imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati, attive in industria, agroindustria e artigianato, più i Centri di ricerca. Organismi di ricerca, imprese agricole e imprese di servizi all'industria entrano solo come co-proponenti.

L'agevolazione è doppia: finanziamento agevolato al 40% dei costi ammissibili, più contributo diretto alla spesa al 40% per le piccole, 35% per le medie, 30% per le grandi. Gli organismi di ricerca prendono solo il contributo, al 60% sulla ricerca industriale e al 40% sullo sviluppo sperimentale. Il soggetto gestore è Mediocredito Centrale. Una cosa che il MIMIT non scrive: la motivazione della sospensione. Il decreto dispone il fermo, non lo spiega, e chi stava preparando una domanda non sa se e quando lo sportello riapre.

Fonte: MIMIT · decreto direttoriale 8 ottobre 2026 e scheda della misura, aggiornata l'8 ottobre 2026. La causa della sospensione non è indicata negli atti consultati e non viene attribuita.

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Scenario internazionale

Ofcom scrive a BT su TalkTalk: 2,5 milioni di clienti e nessuna garanzia anticipata

Il 5 ottobre Melanie Dawes, amministratrice delegata di Ofcom, ha risposto per lettera ad Allison Kirkby, amministratrice delegata di BT Group, dopo l'annuncio dell'acquisizione di TalkTalk Group. Ofcom ha pubblicato la risposta insieme alla lettera che BT aveva mandato il 2 ottobre, in cui chiedeva al regolatore un conforto preventivo sul trattamento regolamentare dell'operazione.

TalkTalk fornisce banda larga a circa 2,5 milioni di clienti nel Regno Unito, contando sia i suoi clienti retail sia quelli degli operatori che comprano servizi wholesale da PXC. Dawes segnala che fra questi ci sono una quota significativa di utenti di telecare, clienti business e operatori di infrastruttura critica nazionale. Lo stesso giorno il Segretario di Stato ha emesso un Public Interest Intervention Notice: la CMA deve indagare e riferire entro il 19 ottobre.

Nella lettera Ofcom elenca quattro blocchi di obblighi che continuerebbero ad applicarsi in ogni caso: le General Conditions, il quadro sulla sicurezza delle telecomunicazioni, gli obblighi da significativo potere di mercato che pesano su BT per l'accesso alla rete Openreach, e i BT Commitments. Dawes scrive che Ofcom non può limitare la propria discrezionalità né garantire in anticipo di non aprire indagini o azioni di enforcement. La lettera riconosce anche il nodo tecnico dell'operazione: la rete legacy di TalkTalk va stabilizzata e i clienti vanno migrati via dagli apparati di vecchia generazione.

FonteOfcom · lettere pubblicate il 5 ottobre 2026 e pagina informativa per i clienti TalkTalk, 5 ottobre 2026

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Telco & IT

Microsoft chiude Targeted release su Microsoft 365: da novembre l'impostazione si congela

Microsoft ritira Targeted release per i servizi Microsoft 365 a gennaio 2027. La data che conta prima è però novembre 2026: da quel mese gli amministratori non possono più aggiungere utenti al canale, rimuoverli, né modificare l'iscrizione. L'impostazione si congela così com'è, e chi voleva rivedere il proprio gruppo pilota ha poche settimane per farlo.

I servizi coinvolti sono sette: interfaccia di amministrazione Microsoft 365, Teams, OneDrive, SharePoint Online, Outlook sul web, nuovo Outlook per Windows e Office per il web. Restano fuori i canali di aggiornamento delle app desktop di Microsoft 365, quelli di Windows e i programmi Insider. Al posto di Targeted release le preferenze diventano tre: Frontier, che consegna le funzioni prima della disponibilità generale, Standard release, che è il valore predefinito, e Deferred release, che arriva circa 30 giorni dopo la disponibilità generale.

Chi non fa niente non perde il servizio: gli utenti che erano in Targeted release ricadono sulla preferenza di disponibilità generale già impostata per l'organizzazione. Quello che si perde è il gruppo pilota, cioè la possibilità di vedere una funzione su dieci persone prima che arrivi a tutte. Microsoft indica il percorso esatto da controllare, Impostazioni, Impostazioni org, Profilo organizzazione, Preferenze di rilascio. Per gli ambienti GCC, GCC High e DoD resta disponibile solo Standard release: Deferred e Frontier non ci sono.

FonteMicrosoft Learn, documentazione amministrativa Microsoft 365 · pagina aggiornata il 7 ottobre 2026

Sparkle ottiene il livello Gold nel programma di peering verificato di Google

Sparkle ha ottenuto lo status Gold nel programma Google Verified Peering Provider. Il livello Gold riconosce una connettività verso Google ridondata e geograficamente diversificata su più aree metropolitane.

Per i clienti dell'operatore il risultato pratico è l'accesso ai servizi Google su internet, da Google Workspace alle Cloud API, Cloud VPN, indirizzi IP pubblici e Network Service Tiers, senza dover gestire direttamente un accordo di peering. Il comunicato indica per il backbone Seabone 600.000 chilometri di fibra proprietaria e interamente ridondata e 126 PoP e TeleHouse nel mondo.

FonteSparkle · comunicato del 24 settembre 2026. Fatto riportato dalla fonte primaria, senza commento e senza valutazioni

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Cloud & Digital

SUAP, il Gruppo Tecnico porta sei correttivi nel branch approved02.1

AgID ha pubblicato le raccomandazioni del Gruppo Tecnico sui correttivi alla versione approved02 delle Specifiche Tecniche SUAP, raccolti nel branch approved02.1. Riguardano l'interoperabilità fra le componenti del Sistema SSU, cioè il modo in cui gli sportelli unici per le attività produttive si parlano fra loro e con gli altri enti.

Gli interventi sono sei: un workflow semplificato per le criticità interpretative e implementative, l'aggiornamento degli State Diagram, l'adeguamento degli attributi di servizi ed eventi verso gli Enti Terzi, un parametro nuovo per la comunicazione degli errori con ComUnica, l'adeguamento dei servizi del Catalogo SSU per il recupero dei metadati dei procedimenti, e la comunicazione dell'aggiornamento dell'instance descriptor in fase istruttoria.

Il workflow semplificato è facoltativo e transitorio: i workflow già definiti restano validi e verranno portati verso una gestione standardizzata a livello nazionale. Chi sviluppa per un SUAP trova i documenti nella relazione del Gruppo Tecnico sul sito AgID e nel repository GitHub di progetto. Una precisazione utile a chi deve pianificare: la pubblicazione non porta una scadenza né un obbligo datato. Sono raccomandazioni, non un termine da rispettare.

FonteAgID · 8 ottobre 2026, relazione del Gruppo Tecnico e repository di progetto

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Cyber Security

Splunk Enterprise: un'API senza autenticazione porta a comandi di sistema, CVSS 9.8

CVE-2026-76268, punteggio CVSS v3.1 pari a 9.8. Sui membri di un search head cluster l'API REST di Patroni non chiede autenticazione per operazioni di configurazione critiche. Un utente non autenticato, che abbia accesso di rete a quell'interfaccia, può far eseguire alla macchina comandi del sistema operativo scelti da lui.

Le versioni colpite sono Splunk Enterprise sotto la 10.4.3 e sotto la 10.2.7. Le serie 10.0.x e 9.4.x non sono affette da questa vulnerabilità. Le versioni che correggono sono la 10.4.3 e la 10.2.7. Chi non può aggiornare subito ha un ripiego: disattivare il sidecar PostgreSQL mettendo disabled = true nella stanza [postgres] di server.conf dentro etc/system/local, e riavviare. Vale solo se non si usano Edge Processor, OpAmp o le pipeline dati SPL2.

Non ci sono segnalazioni di sfruttamento in attacchi reali: la falla è stata trovata internamente. Lo stesso bollettino chiude 17 CVE in tutto, e la seconda più grave è CVE-2026-76266, punteggio 7.7, un'elevazione di privilegi a root durante l'aggiornamento dei pacchetti su Linux, che si evita aggiornando dall'archivio tar invece che dal pacchetto di sistema.

FonteSplunk PSIRT, advisory SVD-2026-1001 · 7 ottobre 2026, ripreso da SecurityWeek l'8 ottobre

Veeam: dal ruolo di sola lettura all'esecuzione di codice sul server di backup

CVE-2025-64393, punteggio CVSS v4.0 pari a 9.4. È una deserializzazione insicura di dati non fidati ricevuti dal Mount Service: un utente che ha soltanto il ruolo Backup Viewer, cioè il permesso di guardare e non di toccare, arriva a eseguire codice sul Veeam Backup Server.

Colpite la build 12.3.2.4854 e tutte le precedenti della versione 12. La versione 13 non è affetta. Corregge la 12.3.2 P4, build 12.3.2.4934. Non risultano sfruttamenti: la falla è arrivata tramite HackerOne. Veeam però mette in guardia nello stesso documento, e vale per qualsiasi fornitore: dopo la pubblicazione di una patch gli attaccanti tipicamente studiano la correzione per ricostruire la falla.

Nello stesso bollettino ci sono altre due voci minori, CVE-2026-93026 con punteggio 6.1, che permette di modificare o cancellare la master key di Enterprise Manager, e CVE-2025-64392 con punteggio 4.8, un XSS riflesso sempre in Enterprise Manager. Una data da segnare per chi è ancora sulla 12: il fine supporto è fissato al 28 febbraio 2027.

FonteVeeam, KB4934 · pubblicata il 6 ottobre 2026

L'FBI rimuove il fornitore che non aveva applicato la patch

L'FBI ha rimosso il contractor responsabile della piattaforma da cui è passata la violazione che ha esposto dati personali di migliaia di dipendenti del bureau. La motivazione è a verbale: secondo Brett Leatherman, che guida il cyber dell'FBI, l'incidente è avvenuto per un fallimento di sicurezza di una piattaforma gestita da un'organizzazione terza, dopo che un contractor non ha implementato una patch emessa esplicitamente per mettere in sicurezza quella piattaforma.

Il sistema coinvolto è Oracle PeopleSoft, usato per la gestione del personale. L'attacco è rivendicato da ShinyHunters e annunciato il 22 settembre 2026. Il nome del fornitore, Accenture, è attribuito a fonti di Reuters e non è confermato dall'FBI; l'azienda non ha risposto alle domande sul mancato aggiornamento.

Il punto per chi firma i contratti è semplice e poco tecnico. L'obbligo di applicare le patch era una clausola di fornitura, non una buona pratica, e la conseguenza del non averla rispettata è stata la fine del rapporto. Chi compra un servizio gestito può chiedersi due cose su ogni contratto in essere: entro quanto tempo il fornitore si impegna ad applicare una patch dichiarata critica, e come lo dimostra.

FonteSecurityWeek · 6 ottobre 2026, aggiornato il 7 ottobre. L'identità del fornitore è attribuita a fonti Reuters, non a una conferma ufficiale

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Marketing & Comunicazione

La pubblicità mondiale arriva a 1.340 miliardi, e due terzi passano da tre canali

Il Global Ad Spend Forecast di WARC Media stima gli investimenti pubblicitari mondiali del 2026 a 1.340 miliardi di dollari, in crescita dell'11,9%, dopo due anni chiusi entrambi a più 10%. La base è di 100 mercati e oltre due milioni di punti informativi. Le stime per gli anni successivi rallentano: più 8,4% nel 2027, a 1.460 miliardi, e più 7,9% nel 2028, a 1.570 miliardi.

La concentrazione è il dato vero. Social, search e retail media insieme fanno il 66,4% della spesa mondiale del 2026, e secondo le stime arrivano al 70% nel 2028. In valore: social 394,6 miliardi con più 21,3%, search 295,7 con più 14,2%, retail media 202,1 con più 14,3%, video on demand 48,4 con più 15,1%, digital out of home 21,7 con più 13,7%. Alphabet, Amazon e Meta insieme raccolgono il 59,7% della spesa globale del 2026 esclusa la Cina, cioè 659,6 miliardi, e secondo le stime il 61,5% nel 2028.

Chi spinge di più, per settore merceologico: tecnologia ed elettronica con più 20,7%, viaggi e trasporti con più 19,3%, automotive con più 17,8%. Il 40,2% del budget pubblicitario del settore tecnologico finisce sui social. Il perimetro di questi numeri è mondiale, non italiano: servono a leggere dove si sposta il mercato, non a dimensionare un budget locale.

FonteWARC Media, Global Ad Spend Forecast · ripreso da Engage l'8 ottobre 2026. Perimetro mondiale

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Dal Network LinkedIn

Il telemarketing arriva alle telecomunicazioni, e in commissione passa un emendamento che allarga le eccezioni

Mila Fiordalisi ha rilanciato su LinkedIn il suo articolo uscito su Domani l'8 ottobre, sul telemarketing e sul lavoro nei call center. Il provvedimento di cui si parla è il disegno di legge S. 1942 della diciannovesima legislatura, intitolato "Disposizioni in materia economica, fiscale, nonché in materia di tutela dei consumatori", a prima firma di Massimo Garavaglia, presidente della commissione Finanze del Senato. Il testo estende il divieto di telemarketing aggressivo dai settori di luce e gas ai servizi di telecomunicazione.

In commissione Finanze è stato approvato un emendamento a prima firma di Fausto Orsomarso che allarga la platea dei professionisti che possono comunque contattare i clienti, a determinate condizioni. Garavaglia dice di non aver partecipato al voto su quell'emendamento: è una sua dichiarazione, riferita da Radiocor, non un dato letto nel resoconto della seduta. Il 7 ottobre la commissione ha concluso la votazione degli emendamenti in sede redigente. Il disegno di legge non è legge: deve ancora passare in Aula e poi alla Camera.

La lettura di Fiordalisi è che la maggioranza si divida sul tema e intanto non affronti il lavoro nei call center. Nel titolo del suo articolo indica 15mila posti a rischio: la parte del pezzo che spiega quella cifra è riservata agli abbonati, e chi l'ha calcolata non risulta da fonti aperte, quindi il numero resta attribuito a lei e all'articolo e non viene riportato come dato. Sotto c'è una tensione che vale la pena dire per intero: i consumatori chiedono che le chiamate indesiderate finiscano, e l'estensione alle telecomunicazioni va in quella direzione; chi lavora nei call center su quelle commesse teme per il posto. Sono due interessi veri che tirano in direzioni opposte, e il conto lo fa il lettore.

FontePost LinkedIn di Mila Fiordalisi e suo articolo su Domani, entrambi dell'8 ottobre 2026. Fatti verificati su Radiocor, Il Sole 24 Ore del 7 ottobre, e sulla scheda del Ddl S. 1942 sul sito del Senato. La cifra dei 15mila posti non è verificata su fonte indipendente ed è riportata come affermazione dell'autrice

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Focus Apple

Apple sposta iOS 27 in primo piano per chi è rimasto su iOS 26

Dall'8 ottobre, chi ha un iPhone ancora su iOS 26 vede iOS 27.0.1 come aggiornamento in evidenza in Impostazioni, Generali, Aggiornamento software. iOS 26.7.1 scende nella sezione minore degli aggiornamenti comunque disponibili.

È un'inversione rispetto a prima: iOS 27 e 27.0.1 stavano nella sezione secondaria, e il posto in evidenza era occupato da iOS 26.7 e 26.7.1. Apple non forza il passaggio e continua a raccomandare di installare almeno iOS 26.7.1 per le correzioni di sicurezza. iOS 27 è uscito il 14 settembre 2026, e Apple non ha diffuso dati di adozione.

Per chi gestisce una flotta di dispositivi aziendali il cambio non è tecnico ma pratico: da oggi la schermata che vede l'utente propone il salto di versione principale, non più la correzione minore. Vale controllare le proprie regole di aggiornamento prima che lo faccia qualcuno al posto vostro.

FonteMacRumors · 8 ottobre 2026

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Automotive & Fleet

Nelle flotte decide il fisco, e il plug-in fa da ponte verso l'elettrico

Quattroruote ha interrogato 130 responsabili della mobilità aziendale presenti al Fleet&Business Day 2026, con rilevazione del 22 settembre e pubblicazione il 2 ottobre. Alla domanda su cosa peserà di più sulla car policy nei prossimi quattro anni, il primo posto va ai requisiti fiscali con il 33,3%, seguiti dall'aumento dei costi con il 31,6% e dai requisiti ambientali con il 24,6%. Le richieste dei driver si fermano al 3,5%, e il 7% non risponde.

Sulla prossima car list la risposta più frequente è il plug-in con passaggio progressivo all'elettrico, al 38,1%. Il 30,9% tiene tutte le alimentazioni, il 5,2% va solo elettrico, il 4,1% solo plug-in, e il 21,6% non risponde. L'ibrido ricaricabile esce come scelta di transizione più che come destinazione.

Due numeri vanno letti con attenzione, e lo diciamo perché il sondaggio lo consente: il 45,9% dichiara di non organizzare formazione per i driver sulle dotazioni tecnologiche di bordo, e il 44,2% dice di usare già l'intelligenza artificiale nel fleet management per liberare tempo su altre funzioni. Su entrambe le domande chi non risponde è intorno al 40%, quindi quelle quote descrivono chi ha risposto e non l'intero campione.

FonteQuattroruote, sondaggio Fleet&Business Day 2026 · pubblicato il 2 ottobre 2026, rilevazione del 22 settembre, 130 rispondenti

Numero della settimana
1.340 mld $

La spesa pubblicitaria mondiale stimata per il 2026, in crescita dell'11,9%. Social, search e retail media insieme fanno il 66,4% del totale. Conta perché dice dove si concentra la domanda, non quanto vale un mercato locale. Fonte: WARC Media, ripreso da Engage, 8 ottobre 2026

Citazione
Servono stabilità, certezza delle regole e una visione di medio-lungo periodo.

Italo Folonari, presidente di ANIASA, sul quadro normativo che le flotte devono seguire, nel commento ai dati del noleggio dei primi nove mesi. ANIASA, 6 ottobre 2026. Carica verificata sulla pagina degli organi associativi di ANIASA

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La buona notizia

La fibra fino a casa cresce del 19,7% in un anno e arriva a 7,39 milioni di linee

Gli accessi in fibra fino all'edificio sono 7,39 milioni a marzo 2026, con una crescita del 19,7% rispetto a marzo 2025. Nello stesso periodo l'accesso radio fisso sale a 2,73 milioni di linee, più 13%. Il totale degli accessi broadband arriva a 19,37 milioni, 400mila in più su base annua, cioè più 2,1%, e 64mila in più sul trimestre.

Dall'altro lato della bilancia le tecnologie più vecchie perdono terreno. Il DSL scende a 1,01 milioni di accessi, con 344mila linee in meno in un anno, cioè meno 25,4%. La fibra fino all'armadio cala a 8,12 milioni, meno 9,3%. Letta così la notizia è più interessante del singolo numero in crescita: il parco complessivo si muove poco, ma al suo interno si sposta verso l'alto.

C'è anche il consumo, che conferma lo spostamento. Il traffico dati medio giornaliero per linea passa da 7,63 a 11,66 gigabyte fra il primo trimestre 2022 e il primo trimestre 2026. È un valore medio da inizio anno, calcolato sul numero medio di linee del periodo, quindi va letto come andamento e non come consumo di una singola giornata.

FonteAGCOM, Osservatorio sulle comunicazioni n. 2/2026, dati al 31 marzo 2026 · il documento non riporta una data di pubblicazione stampata e il numero di edizione compare nel nome del file; le variazioni citate sono quelle stampate nel documento