N. 141Giovedì 15 Ottobre 2026Ogni mattina alle 9
Dorsale

Il digitale che regge il Paese, ogni mattina.


Telco · Cloud · Cyber · AI · MarketingLettura: 19 minuti
Notizia del giorno

Gartner: 3.500 miliardi di infrastrutture AI esposti a svalutazione entro il 2030

Il 14 ottobre Gartner ha pubblicato una stima sul capitale investito nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale: se il ritmo di spesa resta questo, oltre 3.500 miliardi di dollari potrebbero essere esposti a svalutazione entro la fine del 2030.

Il conto che Gartner mette in fila è semplice. I provider spenderanno circa 1.000 miliardi di dollari nel 2026 e altri 6.000 miliardi fra il 2027 e il 2030. Per coprire quel capex, i costi di finanziamento e un rendimento del capitale investito del 12%, servirebbero 8.500 miliardi di ricavi cumulati entro il 2030. Gartner ne prevede al massimo 3.600.

La differenza fra i due numeri è quello che la società di ricerca chiama esposizione a svalutazione. Non è una perdita attesa e non è una previsione puntuale: è uno scenario condizionato al proseguire dell'attuale ritmo di investimento. Nella stessa nota Gartner aggiunge una previsione più netta: oltre l'80% dei provider neocloud, cioè gli operatori nati per vendere capacità di calcolo AI, cesserà di operare in modo indipendente entro il 2030. La spesa in IaaS ottimizzato per l'AI passa intanto da 66 miliardi nel 2027 a 174 miliardi nel 2030.

Per chi compra, il pezzo utile è l'ultimo. Un contratto pluriennale di capacità di calcolo con un fornitore specializzato oggi vale quanto vale la continuità di quel fornitore fra tre anni. Vale la pena guardare cosa dice il contratto sulla portabilità dei carichi, sul recupero dei dati e su cosa succede in caso di cessione o cessazione del servizio. Sono clausole che si negoziano alla firma e non al rinnovo.

Fonte: Gartner · comunicato del 14 ottobre 2026, Stamford, analista Will Sommer. Le cifre sono riportate come le pubblica Gartner.

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Scenario internazionale

India, la rete fissa arretra mentre mobile e accesso senza fili crescono a doppia cifra

Il 12 ottobre l'autorità indiana per le telecomunicazioni ha pubblicato gli indicatori del trimestre aprile-giugno 2026. Gli abbonati a internet sono 1.114,17 milioni a fine giugno, in crescita dell'1,96% sui 1.092,79 milioni di fine marzo. La banda larga arriva a 1.087,50 milioni, più 2,03%, mentre la banda stretta scende a 26,67 milioni, meno 0,89%.

Sulla telefonia il totale è di 1.348,08 milioni di abbonati, più 1,31% sul trimestre e più 10,65% sull'anno. Mobile e accesso fisso senza fili insieme fanno 1.300,25 milioni, più 11,05% sull'anno. La rete fissa scende a 47,82 milioni, meno 0,88%. La teledensità complessiva sale al 94,31% dal 93,26%, e l'ARPU mensile del mobile tocca 187,12 rupie, più 1,19% sul trimestre.

Il contrasto è quello che vale la pena registrare: un mercato in cui il fisso perde linee ogni trimestre, il mobile e il wireless fisso crescono a doppia cifra sull'anno e il ricavo medio per utente sale invece di scendere. I ricavi lordi del settore sono 1.06.797 crore di rupie, più 1,60% sul trimestre; i ricavi lordi rettificati 88.796 crore, più 2,40%.

FonteTelecom Regulatory Authority of India, Indian Telecom Services Performance Indicator Report, comunicato n. 135/2026 · 12 ottobre 2026

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Telco & IT

Il mercato PC perde un quinto delle spedizioni in un trimestre

IDC ha chiuso l'8 ottobre i conti del terzo trimestre 2026: 62,7 milioni di unità spedite nel mondo, il 20,1% in meno dello stesso trimestre del 2025 e il 9,1% in meno del trimestre precedente. Non è una flessione di settore, è un arretramento che tocca tutti i primi cinque costruttori, con ampiezze molto diverse fra loro.

Lenovo resta prima con 14,9 milioni di unità e il 23,8% di quota, in calo del 22,6%. HP Inc segue con 10,3 milioni, 16,5% di quota, meno 30,9%. Dell è terza con 7,6 milioni, 12,1%, meno 25,0%. Apple è quarta con 5,9 milioni, 9,5% di quota e una flessione dell'11,3%, la più contenuta del gruppo di testa insieme ad ASUS, quinta con 5,5 milioni, 8,7% e meno 8,6%. IDC avverte che le cifre sono arrotondate: la somma dei vendor fa 62,6 milioni contro un totale di 62,7.

Le ragioni che IDC indica sono due, il rientro degli acquisti anticipati e i vincoli di fornitura. Per chi pianifica il rinnovo del parco client conta la seconda: quando la domanda cala e l'offerta resta stretta, i listini non seguono il mercato verso il basso. Un piano di sostituzione già approvato per il 2027 vale la pena di riaprirlo adesso sui tempi di consegna dichiarati dal fornitore, non sul prezzo.

FonteIDC, Worldwide Quarterly Personal Computing Device Tracker · 8 ottobre 2026

Il quantum supera il miliardo di ricavi nel 2027, e a comprare per primo è il settore pubblico

Sempre Gartner, con un comunicato dell'8 ottobre e un altro analista, stima i ricavi mondiali del quantum computing a 869,9 milioni di dollari nel 2026, il 22,9% in più dell'anno precedente, e a 1,1 miliardi nel 2027. È il primo anno in cui il settore supera la soglia del miliardo.

Il primo acquirente fino al 2027 resta il settore pubblico, con 219 milioni nel 2026 e 245 milioni nel 2027. Il sorpasso arriva nel 2028, quando banche, finanza e assicurazioni salgono a 289 milioni contro i 280 milioni della spesa pubblica. È il passaggio da una domanda che finanzia la ricerca a una domanda che compra per un problema proprio.

Nella stessa nota c'è anche un numero scomodo: entro il 2030 oltre il 50% delle startup del settore uscirà dal mercato. Vale la stessa avvertenza della notizia di apertura, cioè che un mercato in crescita e un consolidamento duro possono convivere, e che chi valuta un fornitore su questa tecnologia sta valutando anche la sua tenuta.

FonteGartner · comunicato dell'8 ottobre 2026, Stamford, analista Gaurav Gupta

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Cloud & Digital

Nuove imprese a tasso zero, il MIMIT rimette 59 milioni sulla misura ON

Il 12 ottobre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato il rifinanziamento da 59 milioni di euro della misura ON, Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, gestita da Invitalia per conto del Ministero. Si rivolge a giovani e donne che avviano o sviluppano imprese in manifattura, servizi, commercio e turismo.

Il finanziamento agevolato arriva fino a 1,5 milioni di euro per le imprese costituite da meno di 36 mesi e fino a 3 milioni per quelle fra 36 e 60 mesi di attività. Il motivo del rifinanziamento è scritto nel comunicato: le domande del 2026 sono cresciute di oltre il 60% rispetto allo stesso periodo del 2025, con una media di circa 380 domande al mese. Le risorse vengono dal Fondo per la crescita sostenibile, con disponibilità restituite da SIMEST dal Fondo rotativo 394/81. Il riferimento normativo citato in pagina è il decreto ministeriale del 16 giugno 2026.

Due cose pratiche. La prima: il comunicato non indica una data di scadenza né una finestra di presentazione, perché ON lavora a sportello continuo su Invitalia. Chi sta preparando una domanda non ha un termine da rispettare, ma ha una coda da battere, e con 380 domande al mese la coda si allunga. La seconda: la documentazione richiesta è quella ordinaria della misura, quindi conviene avere pronti il piano d'impresa, i preventivi e la compagine societaria prima di aprire la pratica, non dopo.

FonteMIMIT, comunicato stampa · 12 ottobre 2026

Smart glasses, i garanti europei scrivono chi risponde dei dati

Nella plenaria chiusa il 14 ottobre il Comitato europeo per la protezione dei dati ha adottato una dichiarazione sugli occhiali intelligenti. Per l'Italia hanno partecipato la vicepresidente del Garante Ginevra Cerrina Feroni e il dirigente Riccardo Acciai. Il punto giuridico è l'attribuzione delle responsabilità: produttori e fornitori di servizi, compresi quelli basati su intelligenza artificiale, possono essere titolari o contitolari del trattamento quando decidono finalità e mezzi, e non possono scaricare sugli utenti i propri obblighi, trasparenza compresa.

Le misure raccomandate riguardano prima di tutto chi sta davanti all'obiettivo: indicatori visivi e sonori di registrazione difficili da disattivare, notifiche di prossimità, un design che distingua gli smart glasses dagli occhiali comuni. Sul lato tecnico il Comitato chiede di limitare la registrazione continua e i tempi di conservazione, sfocare i volti, pseudonimizzare, e prevedere restrizioni geografiche in luoghi sensibili come ospedali, scuole e spogliatoi.

Va letta per quello che è. Sono indicazioni preliminari, non linee guida vincolanti: nel documento non ci sono cifre, non ci sono scadenze e non ci sono sanzioni. Serve a chi sta valutando questi dispositivi per usi aziendali, dalla manutenzione assistita alla logistica, per capire da che parte si muoverà il quadro quando le linee guida arriveranno.

FonteGarante per la protezione dei dati personali, comunicato stampa, doc-web 10307908 · 14 ottobre 2026

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Cyber Security

Ivanti Connect Secure, una falla già sfruttata e la scadenza CISA al 16 ottobre

CVE-2026-104935, punteggio CVSS 8.6. È un bypass di autenticazione che porta all'esecuzione remota di comandi senza credenziali. Le versioni affette sono la 25.1.1.1 e precedenti, la 25.1.2.2 e precedenti, la 22.8R2.4 e precedenti; le 22.7.x e inferiori non sono interessate. La CISA l'ha inserita nel catalogo KEV il 13 ottobre, lo stesso giorno della divulgazione del fornitore, e la scadenza per le agenzie federali civili statunitensi è il 16 ottobre.

Lo sfruttamento non è teorico. Gli honeypot di Previdian hanno registrato 105 tentativi da 50 indirizzi IP unici, geolocalizzati fra Singapore e Stati Uniti, alla data del 14 ottobre. Sulle versioni che risolvono la falla i numeri disponibili sono tre, uno per linea di codice: 25.1.1.2 sulla linea 25.1.1.x, 25.1.3.0 o 25.1.3.1 sulla 25.1.2.x, 22.8R2.5 sulla 22.8R2.x. Questi numeri vengono da Help Net Security: il bollettino Ivanti non si è aperto in verifica, quindi vanno riscontrati sul portale del fornitore prima di pianificare l'aggiornamento.

Chi ha un concentratore VPN di questa famiglia esposto su internet ha tre cose da fare questa settimana. Verificare la versione in esercizio e confrontarla con l'elenco affette. Programmare l'aggiornamento, tenendo conto che la 22.8 va a fine vita il 31 gennaio 2027 e che aggiornare dentro quella linea compra pochi mesi. In caso di compromissione sospetta, la CISA chiede analisi forense, factory reset con aggiornamento, ripristino della configurazione e reset di tutte le password, i certificati, le chiavi API e le credenziali del license server.

FonteThe Hacker News · 14 ottobre 2026 · versioni della patch da Help Net Security · avviso AV26-1035 del Canadian Centre for Cyber Security

Nextcloud, la falla di Collabora che non si chiude disattivando l'app

CVE-2026-110447 riguarda l'app Collabora Online - Built-in CODE Server, pacchetto richdocumentscode, in tutte le versioni precedenti alla 26.4.303. Il punteggio CVSS non è pubblicato e non va attribuito. I server Collabora Online standalone non sono affetti, e non lo è nemmeno Nextcloud Office senza l'app integrata: è una distinzione che conta, perché molte installazioni non sanno quale delle tre configurazioni hanno.

Il dettaglio operativo è il più scomodo. Disattivare l'app non chiude la falla: serve aggiornare o rimuovere il pacchetto. La patch è la 26.4.303, rilasciata l'11 settembre, e richiede Nextcloud 30 o superiore, quindi chi è fermo alla 29 o a versioni precedenti, che sono a fine vita, non può installarla e deve prima aggiornare la piattaforma. La 26.4.402 del 24 settembre su alcune installazioni non parte o non apre i documenti, e diversi amministratori sono tornati alla 26.4.303.

Le backdoor sono attive. Il primo attacco registrato nei log risale al 10 settembre alle 19:51 e all'11 settembre alle 09:56, fuso UTC più due. Tre amministratori hanno segnalato il caso e su un server sono stati trovati cinque file web shell. Chi ha un Nextcloud con l'editor integrato dovrebbe guardare i log di quel periodo prima ancora di aggiornare, perché l'aggiornamento chiude la porta ma non rimuove quello che è già entrato.

FonteThe Hacker News · 14 ottobre 2026

Cyber Barometer EY, le PMI italiane restano sotto la metà del percorso

EY ha pubblicato l'8 ottobre la nuova rilevazione del suo Cyber Barometer, su un campione di oltre 300 imprese italiane e con dati riferiti al 2025. La maturità cyber media delle PMI si ferma intorno al 46,5%, quella delle grandi imprese intorno al 50%, dove per grandi si intendono le società sopra i 50 milioni di ricavi e i 250 dipendenti.

La forbice vera è però settoriale, non dimensionale. Le imprese digital native e ICT stanno fra il 65% e il 67%, il comparto tradizionale e manifatturiero fra il 35% e il 50%. Sulla gestione degli incidenti circa il 53% delle imprese è su livelli intermedi e solo il 7% su livelli avanzati. Il 62,5% dichiara di avere un inventario dei servizi critici e degli asset IT, ma solo il 21,8% ha piani di business continuity e crisis management, e lo studio precisa che sono applicati in misura limitata.

Quest'ultima coppia di numeri è la più utile per chi compra sicurezza. Avere l'inventario e non avere il piano vuol dire sapere cosa si ha e non sapere cosa si fa quando si ferma. È il punto su cui conviene misurare un fornitore di sicurezza gestita in fase di rinnovo: non quanti alert produce, ma chi fa cosa nelle prime due ore.

FonteEY Italia, newsroom · 8 ottobre 2026 · studio EY Hub Risk. Le percentuali sono riportate come le pubblica EY.

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Marketing & Comunicazione

Il 42% dei grandi editori italiani blocca almeno un bot di ricerca AI

È il primo rilascio dell'Osservatorio AI Block Italia, a cadenza quadrimestrale, su un campione dei 100 principali editori online italiani selezionati per traffico web e nove bot di ricerca AI analizzati. Il 42% delle testate blocca almeno un bot. Il 35% impedisce l'accesso a Google-Extended, il crawler che alimenta i modelli generativi di Google. Una testata su quattro interviene direttamente a livello di firewall, non solo tramite il file robots.txt.

Il numero che dice di più è quello che resta a zero: nessuna delle testate considerate blocca Googlebot o Bingbot, cioè i crawler della ricerca tradizionale. La scelta non è fra farsi indicizzare o sparire, è fra farsi leggere da un motore che manda traffico e farsi leggere da un motore che risponde al posto tuo. Fra le più aperte l'indagine indica Adnkronos, Il Giornale, Il Fatto Quotidiano e Tuttosport, fra le più restrittive Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, Leggo.it e RaiNews.

Due avvertenze prima di usare il dato. Lo studio è di AvantGrade, agenzia che lavora proprio sulla visibilità nei motori generativi, quindi è parte interessata al tema che misura, e il comunicato lo dichiara con le parole del suo amministratore delegato Ale Agostini. In più il documento originale non risulta pubblicato sul sito dell'agenzia: le cifre vengono dalla ripresa di PrimaOnline, che riporta campione e metodo ma non linka la ricerca.

FontePrimaOnline · 14 ottobre 2026 · su dati dell'Osservatorio AI Block Italia di AvantGrade

Media Reactions, i marketer puntano sugli assistenti AI e i consumatori no

Settima edizione dello studio annuale di Kantar sull'ad equity, su oltre 23.000 consumatori in 33 mercati e circa 800 senior marketer nel mondo. Il 62% dei marketer ritiene che l'AI generativa avrà un ruolo fondamentale nelle raccomandazioni dei brand. Dall'altra parte, il 32% dei consumatori dichiara di usare assistenti AI per cercare informazioni su aziende e prodotti, e gli assistenti AI si collocano al ventesimo posto su ventisette nella graduatoria di ad equity, con circa un consumatore su quattro che si fida delle raccomandazioni che arrivano da lì.

La parte sul media mix è quella che si muove di più. Solo il 50% degli inserzionisti ritiene di aver trovato il giusto equilibrio fra brand building e performance marketing, contro il 60% del 2025. La quota di chi considera adeguato il proprio media mix scende dal 64% al 57%, e appena il 51% dice di ricavare dai dati informazioni utili per i propri obiettivi di marketing. Sulla creator economy gli investimenti dichiarati vanno ai micro-creator per il 66% degli intervistati e ai nano-creator per il 61%, mentre i macro-influencer si fermano al 48% e i mega-influencer al 42%.

Kantar avverte che nel 2026 la metrica di ad equity è stata rivista e che i risultati non sono direttamente confrontabili con le edizioni precedenti. Vale quindi la lettura trasversale, cioè la distanza fra quanto i marketer investono nel canale e quanta fiducia il canale raccoglie, non il confronto anno su anno.

FonteKantar, Media Reactions 2026 · ripreso da YouMark il 12 ottobre 2026

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Dal Network LinkedIn

Andrew Ng: le regole che un agente non può aggirare sono quelle scritte nel software

Il punto di partenza è un rilascio verificabile. Il 28 settembre 2026 Nvidia ha portato in general release OpenShell, versione 0.1.0, licenza Apache 2.0, codice su GitHub, dentro la sua Open Agent Safety Platform. Isola gli agenti con controlli a livello di kernel su file e processi, non consente accesso di rete se non attraverso un supervisor che ispeziona le richieste, tiene le credenziali reali fuori dal sandbox sostituendole con un segnaposto verso i soli servizi autorizzati, e scrive le decisioni di policy in un audit trail in formato OCSF.

Ng ci costruisce sopra una tesi, ed è sua: un sandbox serio dà all'agente soltanto i file del compito e gli nega per impostazione predefinita chiavi, credenziali del browser e accesso a siti arbitrari, e lo fa con codice deterministico invece di chiederlo al modello, che può sbagliare o subire un'iniezione nel prompt. L'aggancio è l'incidente OpenAI-Hugging Face, dove fra il 10 e il 13 luglio circa 700 agenti hanno aggirato il sandbox, cosa che OpenAI ha riconosciuto scrivendo che avevano concatenato vulnerabilità sconosciute nel servizio di gestione dei pacchetti esposto dentro il sandbox.

Una dichiarazione è dovuta ed è parte della notizia. Ng è cofondatore di OpenWorker, il software open source di cui parla, lanciato il 23 luglio 2026 con Rohit Prasad e distribuito con licenza MIT: il post dice che OpenWorker userà OpenShell, al futuro, quindi è un annuncio di integrazione e non un'integrazione verificata. Ng ha inoltre interessi dichiarati nella formazione AI, in un fondo di investimento e in una società di prodotto.

FonteAndrew Ng, post LinkedIn, data non verificata · rilascio Nvidia OpenShell del 28 settembre 2026, developer.nvidia.com · incidente documentato da OpenAI e dall'indagine METR del 26 agosto 2026 · Ng è cofondatore di OpenWorker. Nessuna frase del post è riportata fra virgolette.

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Focus Apple

Apple Intelligence verso la Cina con iOS 27.3, secondo Bloomberg

Secondo Bloomberg, Apple porterebbe Apple Intelligence in Cina con iOS 27.3, atteso a dicembre, dopo due anni di ritardi legati alle autorizzazioni. I partner locali sono Alibaba, con i modelli Qwen e Tongyi Wanxiang, e Baidu. Il South China Morning Post riferisce che il Ministero dell'Industria e dell'Informatica cinese ha concesso i permessi di accesso alla rete per i modelli di Alibaba.

Arriverebbero le funzioni di base, come la modifica delle foto, su iPhone Duo, iPhone 18 Pro e modelli precedenti. Restano fuori Siri AI, Image Playground e la nuova versione di Genmoji, e gli strumenti di generazione del testo sarebbero disponibili in forma limitata. Secondo la stessa ricostruzione ogni aggiornamento successivo dei modelli dovrà passare da una nuova approvazione.

Una precisazione che serve a chi riprende la notizia: Apple non ha dichiarato nulla. Nell'articolo non c'è una sola citazione dell'azienda, e i fatti sono attribuiti a Bloomberg per il piano di lancio e al South China Morning Post per i permessi di rete. Va scritto come ricostruzione giornalistica, non come annuncio.

FonteMacRumors · 14 ottobre 2026 · su Bloomberg e South China Morning Post

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Automotive & Fleet

Automotive europeo, l'indice di disruption resta il più alto fra le industrie

Al tavolo straordinario di FORUMAutoMotive, ospitato il 14 ottobre all'Automobile Club Milano, AlixPartners ha presentato il suo indice di disruption per il 2026: 74, il livello più alto fra le industrie considerate, per la seconda volta. Il 60% del campione ritiene di essere superato dai concorrenti cinesi.

I numeri che spiegano quel 60% sono due. Lo sviluppo di un nuovo prodotto richiede circa 20 mesi in Cina contro 40 in Europa, con un vantaggio di costo stimato nel 35%. E il ritmo di rinnovo della gamma: gli OEM cinesi prevedono di rinnovare dal 50 al 100% dei volumi in tre anni, contro il 22-34% dei costruttori tradizionali. Sulla redditività, le case europee stanno al 7,8% di EBITDA, che secondo la stessa analisi sarebbe stato il 9% senza i dazi, mentre i fornitori si attestano intorno all'11%.

Il dato che riguarda da vicino chi gestisce una flotta è l'ultimo: solo il 20% degli operatori indica il prodotto fra le leve su cui puntare. Vuol dire che la partita si sta giocando su costo, software e servizi, cioè proprio sulle voci che un contratto di noleggio pluriennale fissa oggi per i prossimi quattro anni. I dati sono di AlixPartners, presentati da Emanuele Cordone della practice automotive; il resoconto non linka lo studio.

FonteMilanoToday · 14 ottobre 2026 · su dati AlixPartners presentati al tavolo FORUMAutoMotive

Numero della settimana
-20,1%

Le spedizioni mondiali di PC nel terzo trimestre 2026 si fermano a 62,7 milioni di unità, il 20,1% in meno dello stesso trimestre del 2025. Il calo tocca tutti i primi cinque costruttori, ma fra il meno 30,9% di HP Inc e il meno 8,6% di ASUS ci sono più di venti punti. Fonte: IDC, 8 ottobre 2026

Citazione
Serve un contesto normativo stabile, che non muti nei prossimi 15 o 20 anni

Federico Protto, presidente e amministratore delegato di Cellnex Italia, al Digital Innovation Forum di Cernobbio sulla certezza regolatoria come condizione per investire nelle torri. Key4biz, 14 ottobre 2026.

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La buona notizia

Piano Scuola Connessa, 27.457 scuole attivate e target superato

Il 14 ottobre Infratel Italia ha pubblicato l'avanzamento della prima fase del Piano Scuola Connessa: risultano attivate 27.457 scuole sul territorio nazionale. Al 30 settembre 2026 sono 24.087 le scuole attivate con intervento di Infratel e 3.370 quelle attivate con intervento delle società regionali.

Le attivazioni a cura di Infratel Italia risultano completate e superiori al target previsto, che era di 23.594 scuole. Restano da attivare le scuole con intervento a cura delle società regionali: i lavori proseguono in Emilia-Romagna, Umbria e Friuli-Venezia Giulia.

Il piano risulta concluso in Valle d'Aosta e nella Provincia autonoma di Trento. Il dato è quello pubblicato dalla società in house del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che gestisce la misura, e misura attivazioni effettive, non cantieri aperti.

FonteInfratel Italia, Piano Scuola Connessa fase 1, andamento della misura · 14 ottobre 2026