N. 146Giovedì 22 Ottobre 2026Ogni mattina alle 9
Dorsale

Il digitale che regge il Paese, ogni mattina.


Telco · Cloud · Cyber · AI · MarketingLettura: 23 minuti
Notizia del giorno

Il Sistema Integrato delle Comunicazioni vale 21,8 miliardi, e per la prima volta una piattaforma è davanti alla Rai

Nella seduta del 21 ottobre AGCOM ha accertato il valore del SIC 2024 ai sensi del Testo unico dei servizi di media audiovisivi. Sono 21,8 miliardi di euro, lo 0,99% del prodotto interno lordo, il 6,9% in più del 2023.

Il SIC è il perimetro che l'Autorità misura ogni anno per verificare le posizioni dominanti nel sistema delle comunicazioni. Il valore passa da 20.388 a 21.790 milioni di euro. Alphabet, cioè Google, sale al 12,4% con sette decimi di punto in più e diventa il primo soggetto del sistema. La Rai scende seconda al 12,0%, tre decimi in meno. Terza Meta al 9,7%, che è anche la crescita più ampia dell'anno con un punto e un decimo in più. Seguono Comcast con Sky al 9,4% e Fininvest al 9,2%. Telecom Italia è all'1,2%, un decimo in più.

Il dettaglio che spiega lo spostamento sta nelle fonti di ricavo. La pubblicità online è la prima voce del sistema: quasi 8 miliardi, il 36,6% del SIC, in crescita del 12,6%. I mezzi tradizionali si fermano a 5,2 miliardi, con una crescita del 3,4%. L'editoria tradizionale scende a 2,8 miliardi, l'incidenza perde un punto e mezzo e si assesta al 13%, i ricavi calano del 3,9%. I dodici soggetti sopra l'1% valgono insieme 15,4 miliardi, il 71% del totale, e nessuno di loro supera il 20%.

Per chi compra pubblicità la lettura è semplice: la quota più grande del sistema non è più di un editore ma di un motore di ricerca, e il sorpasso è avvenuto su dati 2024, quindi è già storia. Per chi vende spazi, la soglia del 20% resta lontana per tutti e nessuna posizione dominante è accertata. Il numero da tenere in mente è il 36,6%: più di un terzo del sistema delle comunicazioni italiano passa oggi dalla pubblicità online.

Fonte: AGCOM · comunicato del 21 ottobre 2026, ore 17:08 · valore accertato nella seduta dello stesso giorno ai sensi del decreto legislativo 8 novembre 2021 n. 208

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Scenario internazionale

La Commissione europea apre un procedimento formale su Booking.com per annunci falsi e phishing

Il 20 ottobre la Commissione ha aperto un procedimento formale per valutare se Booking.com abbia violato il Digital Services Act. Le contestazioni riguardano gli articoli 34 e 35, sulla valutazione e la mitigazione dei rischi sistemici, e l'articolo 26 comma 1, sulla trasparenza della pubblicità.

Sul rischio sistemico la Commissione contesta tre cose distinte: annunci falsi per immobili che non esistono, frodi per impersonificazione, offerte di alloggio non conformi. Contesta poi le misure di rimozione, giudicate insufficienti, e il modo in cui i dati di prenotazione e degli ospiti vengono condivisi con le strutture e passano dal servizio di messaggistica della piattaforma, senza tutele sufficienti contro il phishing e le richieste di pagamento fraudolente. Sulla trasparenza, le boosted listings, cioè gli annunci delle strutture che pagano una commissione più alta per salire nei risultati, non sarebbero etichettate chiaramente come pubblicità.

L'apertura del procedimento abilita la Commissione a ulteriori richieste di informazioni, interviste e ispezioni, e apre la strada a misure interinali e a decisioni di non conformità. Il comunicato non indica nessun importo di sanzione e nessun numero di utenti. Per chi gestisce un marketplace il passaggio trasferibile è l'articolo 26: un posizionamento pagato va etichettato come pubblicità, dicendo chi ha pagato e perché l'utente lo sta vedendo.

FonteCommissione europea · comunicato IP/26/2223 · 20 ottobre 2026

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Telco & IT

Office LTSC 2021 è fuori supporto, e da dicembre le licenze Copilot su CSP nascono a consumo

Dal 13 ottobre 2026 Office LTSC 2021, Project LTSC 2021 e Visio LTSC 2021 sono fuori supporto: nessun aggiornamento, nessuna correzione di sicurezza, nessun supporto tecnico. Microsoft lo ha comunicato al canale il 15 ottobre, indicando come uscita Microsoft 365 E3 per le grandi organizzazioni e Business Premium, Business Standard o Apps for business sotto i 300 utenti. Insieme al supporto è stato ritirato anche il client di etichettatura AIP per l'Office perpetuo.

Lo stesso giorno Microsoft ha ripubblicato il listino CSP di ottobre con i prezzi corretti all'8 ottobre. Chi sta lavorando sulla versione precedente del listino sta quotando su numeri che non valgono più, e questo è il controllo da fare oggi. Il 21 ottobre è arrivata invece una promozione: su Microsoft 365 E7 Microsoft affianca un pacchetto annuale di capacità Copilot Studio per ogni pacchetto acquistato, per dodici mesi e fino a cinque, con almeno 300 nuove postazioni E7 annuali su CSP, fatturazione a consumo su una sottoscrizione Azure e un minimo di cinque pacchetti. L'offerta vale fino al 31 dicembre 2026.

Un terzo annuncio, del 14 ottobre e quindi appena fuori dalla settimana, cambia il modo in cui si comprano i Copilot. Dal 1° dicembre 2026 gli add-on che richiedono una sottoscrizione base vanno in fine vendita su CSP, sostituiti da SKU autonomi allo stesso prezzo. Dalla stessa data le nuove licenze Copilot Business su CSP nascono con la fatturazione a consumo attiva per default e un limite di spesa di 4.000 Copilot Credits per utente al mese. L'Italia è fra i paesi in cui questa modalità non è inizialmente disponibile, insieme ad Australia, Belgio, Brasile, Francia, Germania, India, Corea, Paesi Bassi, Polonia e Spagna.

FonteMicrosoft · annunci al canale sul Partner Center, 15 e 21 ottobre 2026 · il terzo annuncio è del 14 ottobre, fuori dalla finestra dei sette giorni

TIM annuncia con NVIDIA una piattaforma di AI sovrana ospitata in Italia

Comunicato del 21 ottobre, ore 13:30. TIM Enterprise realizzerà in Italia una piattaforma di intelligenza artificiale rivolta a imprese, pubbliche amministrazioni, startup e centri di ricerca, integrando l'infrastruttura cloud centralizzata e quella edge distribuita del gruppo con l'infrastruttura AI full-stack di NVIDIA. NVIDIA è l'unico partner nominato nel comunicato.

Il comunicato dichiara controlli su quattro fronti: localizzazione dei dati, governance degli accessi, sicurezza e conformità normativa. TIM Enterprise offrirà servizi gestiti per modelli aperti e personalizzabili, fra cui la famiglia NVIDIA Nemotron, che i clienti potranno ospitare, perfezionare, valutare e gestire sulla piattaforma, adattandoli alla propria lingua, alle competenze di settore e ai processi operativi. Tramite NVIDIA NeMo Guardrails si potranno applicare controlli e policy programmabili alle applicazioni di AI.

Il testo cita anche l'IPCEI CIS, l'Importante Progetto di Comune Interesse Europeo sulle infrastrutture e i servizi cloud, nel cui ambito TIM sta sviluppando nodi edge cloud distribuiti sul territorio italiano e dotati di GPU NVIDIA. Il comunicato non indica investimenti, numero di GPU, numero di nodi, date di avvio o di disponibilità commerciale, né alcun sito o città, e i verbi sono al futuro.

FonteGruppo TIM · comunicato stampa del 21 ottobre 2026, ore 13:30 · riportato come fatto con fonte primaria, senza interpretazione

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Cloud & Digital

Google Cloud, la regione di Londra giù per quasi otto ore

Il 20 ottobre la regione europe-west2 di Google Cloud, quella di Londra, è diventata inaccessibile intorno alle 06:10 UTC. La ripresa è stata osservata dalle 11:30 circa e Google ha dichiarato l'incidente risolto verso le 14:00: in tutto circa sette ore e cinquanta minuti.

Sulla propria pagina di stato Google ha attribuito il disservizio a problemi legati all'alimentazione. La ricostruzione dei tempi però non è di Google: è di ThousandEyes, che ha misurato un azzeramento completo della disponibilità, con il traffico di rete che non riusciva a raggiungere il servizio. Non un degrado delle prestazioni, un buco. Fra le ricadute riportate ci sono i pagamenti con carta e l'accesso alle cripto bloccati su Revolut e poi ripristinati.

Vale la pena separare le due cose: la causa è dichiarata da Google, la durata è misurata da terzi, e un post-incident report formale non è ancora uscito, così come non c'è un identificativo pubblico dell'incidente. Per chi tiene i propri carichi in una sola regione il dato utile è la durata, e il fatto che a due giorni di distanza il documento che spiega la causa radice non sia ancora disponibile.

FonteThousandEyes · analisi del disservizio del 20 ottobre 2026 · la pagina non porta una data di pubblicazione stampata; la causa è dichiarata da Google sulla propria pagina di stato

Voucher cloud e cybersecurity, la precompilazione è aperta e lo sportello parte il 10 novembre

La misura del Ministero delle imprese mette 150 milioni di euro a disposizione di piccole e medie imprese e lavoratori autonomi su tutto il territorio nazionale, per acquistare servizi e prodotti di cloud computing e cyber security nuovi, o più avanzati di quelli già in uso. La precompilazione delle domande è aperta dalle 12:00 del 20 ottobre.

L'invio parte alle 12:00 del 10 novembre 2026 e si chiude alle 12:00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento delle risorse. Il piano di spesa non può essere inferiore a 4.000 euro. Per l'acquisto diretto la durata massima è di dodici mesi; gli abbonamenti non possono essere inferiori a ventiquattro mesi e le spese ammissibili si fermano ai primi ventiquattro. I servizi di configurazione e supporto sono ammessi fino al 30% del piano.

C'è un requisito di accesso che conviene verificare prima di tutto il resto: serve un contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps. La gestione passa dall'area riservata di Invitalia, con accesso tramite SPID, CNS o CIE e PEC obbligatoria. La catena normativa è il decreto ministeriale del 18 luglio 2025 per i criteri e il decreto direttoriale del 21 novembre 2025 per l'elenco dei fornitori, ripubblicato con decreto del 29 luglio 2026.

FonteFisco e Tasse · 20 ottobre 2026, sulla base dei decreti del Ministero delle imprese · la pagina dell'incentivo su mimit.gov.it non risponde. L'entità del contributo per singola impresa non è leggibile in una fonte primaria aperta e non viene riportata qui

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Soluzione TIM del giorno

IL PUNTO CHE RISOLVE

Nove giorni alla scadenza NIS2, e le misure devono essere dentro i processi, non sulla carta

Il 31 ottobre 2026 è il termine entro cui le misure di sicurezza di base previste dalla NIS2 devono essere implementate e operative. I soggetti essenziali rispondono all'allegato 2 della determinazione ACN 379907/2025, i soggetti importanti all'allegato 1. Il punto su cui l'approfondimento insiste è che non basta averle definite: devono essere integrate nei processi aziendali e sostenute da un assetto organizzativo coerente.

Dal 1° novembre finisce la fase di accompagnamento e partono le attività ispettive e sanzionatorie dell'ACN. Le misure di base sono un primo set di requisiti minimi: la pagina scrive che l'ACN introdurrà in futuro obblighi a lungo termine, più avanzati e differenziati per categoria di rilevanza, e che la classificazione fatta oggi servirà anche negli anni successivi. La data del 31 ottobre, si legge, è importante ma non è il traguardo. Chiude con un passaggio di governance: la cybersecurity non è più materia delle sole funzioni IT, e in particolare riguarda i consigli di amministrazione.

Sul perimetro TIM Enterprise la pagina elenca network e cloud security, protezione del sito e dei dati, identità e accessi, monitoraggio dichiarato H24 e gestione degli incidenti tramite SOC, vulnerability management e formazione continua del personale, top management compreso, articolati in cinque tappe a seconda dello stato di preparazione dell'organizzazione. Nomina Telsy come centro di eccellenza del gruppo nella cybersecurity, e una soluzione, TIM Guardian, che offre linee fisse e mobili protette nativamente e la protezione di reti preesistenti. Quello che serve avere in casa, prima di qualunque fornitore, è la classificazione: sapere se si è soggetto essenziale o importante decide quale allegato si applica, e quella decisione non la prende chi vende.

Fonte TIM Enterprise · approfondimento «NIS2: scadenza 31 ottobre 2026, cosa cambia per aziende e PA» · 9 settembre 2026

GPA è partner TIM dal 1997. Contenuto divulgativo, nessuna condizione commerciale.

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Cyber Security

BeyondTrust Remote Support, un aggiramento dell'autenticazione sfruttato per 47 giorni

CVE-2026-102764 è un aggiramento dell'autenticazione per spoofing, classificato CWE-290, su BeyondTrust Remote Support. Il vettore è di rete, la complessità è bassa, non serve nessun privilegio e non serve nessuna interazione dell'utente. Il fornitore, che è anche il soggetto che ha assegnato i punteggi come CNA, la valuta 9,3 su CVSS 4.0 e 9,8 su CVSS 3.1. Sono affette tutte le versioni fino alla 26.2.3 compresa.

La correzione è la patch BT26-05, rilasciata l'8 ottobre per clienti SaaS e self-hosted. Attenzione alla formula, perché qui si sbaglia facilmente: BeyondTrust non pubblica un singolo numero di versione corretta, ha costruito e testato la patch per tutte le versioni supportate, e il record CVE alla voce rimedio non indica nessuna soluzione. Le istanze SaaS di Remote Support e di Privileged Remote Access sono state aggiornate automaticamente. Privileged Remote Access è stato patchato per prudenza perché condivide il codice interessato, anche se i test interni non hanno trovato un modo di sfruttarlo.

La cronologia dichiarata dal fornitore: primo sfruttamento il 29 agosto contro una istanza ospitata da BeyondTrust e una self-hosted; rilevamento proattivo il 28 settembre, con contenimento in ventisette minuti; patch l'8 ottobre; divulgazione coordinata il 15. Fra il primo sfruttamento e il rilevamento sono passati quarantasette giorni. L'attribuzione, con confidenza da moderata ad alta, è all'attore cinese tracciato come UNC5221 o ARMORY CASTLE, lo stesso già associato agli zero-day su Citrix NetScaler e Ivanti Connect Secure. Per ora risultano impattati due clienti e nessuna attività avversaria osservata dopo agosto.

FonteBeyondTrust · advisory e blog BT26-05, 15 ottobre 2026, aggiornato il 16 · record CVE su OpenCVE, pubblicato il 15 ottobre · analisi Mandiant. L'inserimento nel catalogo CISA KEV, datato 16 ottobre con scadenza di remediation al 19, è letto su OpenCVE perché cisa.gov non risponde

Siemens Software Center nel catalogo KEV, e due punteggi che non coincidono

CVE-2026-110936 riguarda Siemens Software Center. È un caricamento di libreria da percorso di ricerca non controllato, CWE-427: un attaccante locale autenticato colloca una DLL costruita in una cartella che l'applicazione cerca, e ottiene esecuzione di codice con i privilegi dell'applicazione. Sono affette tutte le versioni precedenti alla V4.0.9.8, che è anche la versione corretta.

I punteggi vanno letti con attenzione. Siemens, come CNA, assegna 8,4 alto su CVSS 4.0 e 6,7 medio su CVSS 3.1. Sono gli stessi dati valutati con due metriche diverse dallo stesso soggetto. NVD li riporta come secondari e non ha assegnato un punteggio proprio: lo stato è undergoing analysis. Quindi l'8,4 che circola è un punteggio del fornitore, e lo stesso fornitore con la metrica precedente classifica la falla come media.

La vulnerabilità è stata inserita nel catalogo CISA KEV il 20 ottobre, con scadenza al 3 novembre per le agenzie federali statunitensi. The Hacker News riferisce un abuso in campagne ClickFix tramite una piattaforma chiamata Romulus: questo passaggio è della testata e non di Siemens. La CVE è stata pubblicata il 15 ottobre e modificata il 21.

FonteOpenCVE · record consultato il 22 ottobre 2026 · The Hacker News, 21 ottobre 2026. La voce KEV è letta da queste fonti perché cisa.gov non risponde

Dichiarazione congiunta europea sulle due falle critiche di PHP

Il 21 ottobre ENISA, la direzione generale CNECT della Commissione europea, CERT-EU, lo European Cybercrime Centre di Europol e la rete dei CSIRT hanno pubblicato una dichiarazione congiunta su due vulnerabilità critiche di PHP, CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619. Permettono esecuzione di codice remoto senza autenticazione.

Le patch sono state rilasciate dal progetto PHP il 21 ottobre alle 13:40 UTC. Al controllo delle 09:27 dello stesso giorno non erano ancora uscite, quindi la finestra fra l'annuncio e il rilascio si è chiusa nel pomeriggio. La dichiarazione porta la firma di cinque soggetti istituzionali su una sola coppia di vulnerabilità.

Il documento richiama anche l'obbligo, in vigore dall'11 settembre 2026, di segnalare le vulnerabilità attivamente sfruttate attraverso la piattaforma unica prevista dal Cyber Resilience Act, le cui prescrizioni principali si applicheranno dall'11 dicembre 2027.

FonteENISA · dichiarazione congiunta del 21 ottobre 2026

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Marketing & Comunicazione

Otto acquisti online su dieci non passano dal sito del produttore

Secondo il Consorzio Netcomm la quota di acquisti online di prodotto che passa da eRetailer e marketplace è il 79,6% nel 2026, contro il 67% del 2014. Ai produttori che vendono direttamente dal proprio sito o dalla propria app resta il 9,3%. Sui servizi e sui beni digitali il rapporto si inverte: i produttori stanno al 47,1% e gli eRetailer al 21,6%.

Prima di comprare su un marketplace si toccano in media 3,8 punti di contatto. Nell'ordine: motore di ricerca al 55,2%, recensioni al 53,1%, siti di eCommerce al 44,4%, siti di marca al 43,3%, comparatori al 38,0%, passaggio in negozio al 22,7%. I driver della scelta sono il prezzo al 34,5%, l'assortimento al 29,2% e la spedizione gratuita o a basso costo al 28,7%.

Il white paper presentato insieme ai dati stima che entro il 2030 fra il 20% e il 30% delle transazioni online possa passare da agenti AI, e registra che solo l'8% delle piccole e medie imprese ha progetti di AI strutturati, contro il 71% delle grandi aziende. Per chi fa comunicazione la riga da guardare è il 43,3% dei siti di marca: il sito del brand resta un punto di contatto, e nemmeno dei più bassi, ma non è più il posto dove l'acquisto si chiude.

FonteConsorzio Netcomm · comunicato del 21 ottobre 2026, dalle ricerche NetRetail Focus Marketplace, dall'Osservatorio sui comportamenti di acquisto omnicanale e dal White Paper AI & Agentic Commerce 2026 · il comunicato non dichiara numerosità del campione, metodo né periodo di rilevazione

Gli italiani si fidano delle recensioni più che delle aziende, e le vogliono scritte dalle persone

Un'indagine SWG su 1.200 maggiorenni italiani che usano strumenti digitali e leggono o scrivono recensioni, con campo dall'8 al 15 settembre, misura la gerarchia della fiducia: amici e familiari all'81%, recensioni online al 77%, comunicazioni delle aziende al 54%. Il 90% legge regolarmente recensioni, il 52% ne scrive, il 78% dice che incidono sull'acquisto o sulla scelta di un fornitore.

Sul ruolo dell'intelligenza artificiale la risposta è netta: il 47% preferisce recensioni basate solo su esperienze umane, e il 37% accetta che l'AI si limiti a organizzare e sintetizzare i contenuti scritti dagli utenti. Il 49% giudica più credibile una recensione che descrive pregi e difetti, non soltanto pregi.

Separatamente, il 47% dichiara di aver usato l'AI negli ultimi dodici mesi per farsi consigliare prodotti o servizi. Sono due dati distinti che coincidono per caso: uno misura la preferenza per le recensioni umane, l'altro l'uso di assistenti per i consigli, e non vanno fusi. Una cosa va detta: la ricerca è commissionata da Trustpilot, che è una piattaforma di recensioni, quindi un operatore del mercato che la ricerca misura. Il campo è di SWG, soggetto terzo.

Fonte01net · 20 ottobre 2026, sull'indagine SWG per Trustpilot · il report originale non è linkato dalle pagine consultate e il metodo è dichiarato come interviste online

39.207 giornalisti attivi, e solo il 16% con competenze digitali medio-alte

La quarta edizione dell'Osservatorio sul giornalismo di AGCOM, realizzata con la Fondazione Paolo Murialdi, conta 39.207 giornalisti attivi in Italia nel 2024. Il questionario è stato diffuso nell'ultimo trimestre 2025 e ha raccolto 1.771 risposte, riponderate da Istat sulla popolazione censita da INPGI e INPS al 31 dicembre 2024.

L'età media è intorno ai cinquant'anni e gli over 60 sono il 20,5%, più che raddoppiati dal 2013. Il lavoro autonomo è la modalità prevalente al 51,7%, con una retribuzione media inferiore del 76% a quella dei dipendenti. Lombardia e Lazio raccolgono circa il 45% della popolazione giornalistica. Il 30% è impegnato in web journalism, newsletter e podcast compresi, e per la prima volta gli under 40 usano le fonti digitali più di quelle tradizionali: i motori di ricerca li usa il 78%, la messaggistica il 68%.

Sulle competenze il dato è il più scomodo: solo il 16% raggiunge un livello digitale medio-alto o alto, e il 49% sta sotto la media. Il 30,8% non usa chatbot di intelligenza artificiale, con il 42,1% fra gli over 60 e il 19,9% fra gli under 40, e l'uso prevalente è la traduzione automatica. Sul fronte economico i ricavi dei quotidiani sono passati da 1,494 a 1,059 miliardi fra il 2021 e il 2025. Il 16% dichiara di aver subito minacce o intimidazioni negli ultimi dodici mesi.

FonteAGCOM · comunicato del 21 ottobre 2026, ore 17:07 · quarta edizione dell'Osservatorio sul giornalismo, con la Fondazione Paolo Murialdi

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Dal Network LinkedIn

Segnaposto dichiarato: il post di turno non è arrivato, e la fonte è The Batch

La card di oggi non è costruita su un post LinkedIn. Il contenuto dell'influencer di turno, Andrew Ng, non è stato consegnato per questa edizione, e la casella di progetto risultava valida per il giorno precedente. Al suo posto una fonte verificabile sugli stessi temi: The Batch numero 375, la newsletter settimanale di Ng, del 16 ottobre 2026, sei giorni prima di questa edizione e ultimo numero disponibile.

Nella lettera di apertura Ng distingue due famiglie di compiti. Da un lato quelli verificabili, dove una risposta si può controllare in automatico: scrivere codice, risolvere un problema di matematica. Dall'altro quelli di giudizio, dove esistono risposte migliori e peggiori ma nessuna risposta giusta: rispondere al reclamo di un cliente, scegliere quale funzione di prodotto sviluppare, definire una strategia. Sui primi i modelli sono andati molto più avanti, e la ragione che indica è metodologica: il controllo automatico permette di costruire ambienti di apprendimento per rinforzo con funzioni di ricompensa, e di ottenere etichette pulite per l'apprendimento supervisionato.

Il passaggio che porta a casa è un avvertimento sulla lettura, non sulla tecnologia: i test sui compiti verificabili sono più facili da superare e fanno sembrare il progresso più ampio di quanto sia. Richiama tre precedenti in cui si è generalizzato troppo da una vittoria ristretta, Deep Blue agli scacchi, Watson a Jeopardy e AlphaGo al Go, e resta ottimista sul lungo periodo per i compiti di giudizio, dove però vede ancora molto lavoro da fare. Una cosa va dichiarata: The Batch è pubblicata da DeepLearning.AI, azienda fondata da Ng, e accanto al testo editoriale compare un banner promozionale dei suoi corsi. Dentro la lettera non c'è nessun richiamo commerciale, e la lettera non contiene cifre.

FonteFonte alternativa: The Batch n. 375, DeepLearning.AI · 16 ottobre 2026. Nessun contenuto è attribuito ad Andrew Ng come dichiarazione: i passaggi sono parafrasati e nessuna citazione testuale è riportata. Il post LinkedIn di turno non è stato consegnato per questa edizione

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Focus Apple

iPhone Duo, preordini aperti e Siri AI che non arriva subito in Europa

Apple ha aperto i preordini del suo primo iPhone pieghevole venerdì 16 ottobre alle 5 del mattino ora del Pacifico, con il comunicato del 15. Il display interno misura 7,58 pollici e quello esterno 5,36, e Apple dichiara l'interno circa il 50% più grande di quello di iPhone 18 Pro Max. Dentro c'è il chip A20 Pro e un'architettura a doppia batteria, con certificazione IP68.

Le fotocamere sono due Fusion da 48 megapixel, principale e ultra-grandangolare con macro, più un teleobiettivo 2x di qualità ottica. La fotocamera FaceTime è collocata sotto il display interno. Il sistema è iOS 27 con Siri AI in beta, inizialmente solo in inglese. Il leasing Apple Upgrade parte da 57,99 dollari al mese su ventiquattro mesi, tasse escluse, e la permuta Apple Trade In va da 175 a 885 dollari per iPhone 13 o successivi.

La riga che conta per il mercato italiano sta in coda al comunicato: Siri AI non è disponibile in Cina e non è disponibile inizialmente nell'Unione europea. Apple in questo comunicato non dichiara il prezzo d'acquisto, i tagli di memoria, la data di disponibilità in negozio né i paesi oltre gli Stati Uniti, e le offerte operatore citate sono soltanto AT&T, T-Mobile e Verizon.

FonteApple Newsroom · comunicato del 15 ottobre 2026 con etichetta di aggiornamento · sette giorni prima di questa edizione

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Automotive & Fleet

La guida autonoma entra nel Codice della strada, con un controllore a bordo

Il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre introduce una disciplina specifica per la guida automatizzata. L'articolo 87 prevede due fasi fuori dalle sperimentazioni: nella prima un controllore a bordo pronto a riprendere la guida, nella seconda la supervisione anche da remoto, ma subordinata all'efficacia di un decreto ulteriore. Il controllore è equiparato al conducente e resta responsabile della circolazione anche in modalità completamente automatizzata.

L'Osservatorio European Autonomous Driving del Politecnico di Milano stima fino a 6,1 miliardi di euro di costi sociali evitati fra il 2028 e il 2050 per robotaxi e robosharing. Sulla sostituzione delle flotte professionali indica meno 70% di feriti per chilometro, fino a meno 90% nella mobilità professionale, circa 3.000 feriti evitati e 168 milioni di beneficio cumulato.

L'effetto indiretto è più grande di quello diretto. Con una tariffa intorno a 1,5 euro per chilometro come soglia di convenienza, su un parco urbano di 18 milioni di veicoli si arriverebbe a 900.000 auto private in meno, 100.000 feriti evitati, 41.000 tonnellate di emissioni locali in meno e 5,9 miliardi di costo sociale evitato. Una survey condotta con Ipsos Doxa nel 2026 dice che il 54% userebbe un'auto a guida autonoma, soprattutto per il casa-lavoro al 23% e per l'urbano in traffico al 21%, e che le resistenze sono il timore di perdere il controllo al 40% e la scarsa fiducia nella tecnologia al 33%.

FonteOsservatorio European Autonomous Driving, Politecnico di Milano · comunicato del 19 ottobre 2026 · il decreto legislativo è approvato in Consiglio dei ministri ma non risulta nei sommari della Gazzetta Ufficiale del 20 e del 21 ottobre: è un atto approvato, non ancora vigente

Numero della settimana
77%

Quanti italiani si fidano delle recensioni online. Sopra ci sono solo amici e familiari, all'81%. Le comunicazioni delle aziende si fermano al 54%, ultime delle tre. Tre valori della stessa indagine, stessa metrica, asse da zero. Fonte: indagine SWG per Trustpilot su 1.200 maggiorenni, campo 8-15 settembre 2026, ripresa da 01net il 20 ottobre.

Citazione
La spinta che può arrivare dalle nuove piattaforme e dall'intelligenza artificiale è enorme.

Luigi Attanasio, presidente della Camera di commercio di Genova, al convegno «Genova digitale per le imprese» a Palazzo Tursi, ANSA 21 ottobre 2026. Tredici parole. Carica verificata sulla pagina istituzionale della Camera di commercio di Genova, che lo dà presidente dal 2018 e confermato per il secondo mandato nel marzo 2026.

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La buona notizia

5,3 gigawatt di nuova capacità rinnovabile in nove mesi, e il solare cresce del 20,5%

Nei primi nove mesi del 2026 in Italia sono entrati in esercizio 5,3 gigawatt di nuova capacità rinnovabile, 675 megawatt nel solo mese di settembre. Il totale installato arriva a 88,8 gigawatt, di cui 48,3 di solare e 14 di eolico.

La produzione segue l'installato. Nei nove mesi le rinnovabili crescono dell'1,1%, con il solare a più 20,5% e l'eolico a più 7%, e coprono il 42,1% del fabbisogno nazionale. A settembre il fabbisogno è stato di 27,8 terawattora, il valore più alto per un mese di settembre dal 2014, e cresce del 4,6% anche al netto dell'effetto temperatura.

Il quadro però non è tutto in salita, e conviene dirlo. L'idroelettrico perde il 29,2% a settembre e il 20,2% nei nove mesi, il termoelettrico cresce del 14,7% e le importazioni del 7,7%. La buona notizia sta nella capacità installata e nel solare, non in tutta la produzione pulita.

FonteTerna · Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico di settembre 2026, comunicato del 21 ottobre 2026 ore 11:00 · il comunicato non cita data center né digitale: l'aggancio all'elettrificazione della domanda non è di Terna