La Commissione europea apre un procedimento formale su Booking.com per annunci falsi e phishing
Il 20 ottobre la Commissione ha aperto un procedimento formale per valutare se Booking.com abbia violato il Digital Services Act. Le contestazioni riguardano gli articoli 34 e 35, sulla valutazione e la mitigazione dei rischi sistemici, e l'articolo 26 comma 1, sulla trasparenza della pubblicità.
Sul rischio sistemico la Commissione contesta tre cose distinte: annunci falsi per immobili che non esistono, frodi per impersonificazione, offerte di alloggio non conformi. Contesta poi le misure di rimozione, giudicate insufficienti, e il modo in cui i dati di prenotazione e degli ospiti vengono condivisi con le strutture e passano dal servizio di messaggistica della piattaforma, senza tutele sufficienti contro il phishing e le richieste di pagamento fraudolente. Sulla trasparenza, le boosted listings, cioè gli annunci delle strutture che pagano una commissione più alta per salire nei risultati, non sarebbero etichettate chiaramente come pubblicità.
L'apertura del procedimento abilita la Commissione a ulteriori richieste di informazioni, interviste e ispezioni, e apre la strada a misure interinali e a decisioni di non conformità. Il comunicato non indica nessun importo di sanzione e nessun numero di utenti. Per chi gestisce un marketplace il passaggio trasferibile è l'articolo 26: un posizionamento pagato va etichettato come pubblicità, dicendo chi ha pagato e perché l'utente lo sta vedendo.
FonteCommissione europea · comunicato IP/26/2223 · 20 ottobre 2026