N. 147Venerdì 23 Ottobre 2026Ogni mattina alle 9
Dorsale

Il digitale che regge il Paese, ogni mattina.


Telco · Cloud · Cyber · AI · MarketingLettura: 16 minuti
Notizia del giorno

Il 3G si spegne via software, e la prima cosa da contare sono le SIM che non stanno in un telefono

AGCOM ha autorizzato Wind Tre a disabilitare l'accesso al 3G sul profilo dei singoli clienti. La sperimentazione comprende i dispositivi M2M.

La delibera 217/26/CONS porta la data del 10 settembre 2026 ed è stata pubblicata il 13 ottobre. Non autorizza lo spegnimento fisico della rete: autorizza il blocco dell'accesso all'UMTS sul profilo del cliente, ed è una misura reversibile. Wind Tre aveva presentato la richiesta il 25 marzo, con due audizioni in AGCOM il 14 aprile e il 27 maggio.

La sperimentazione ha due fasi. Nella prima un gruppo ristretto di clienti consumer, microbusiness e business, e per il business anche i dispositivi non human, cioè gli M2M. Nella seconda l'estensione progressiva a tutta la clientela WindTre e Very Mobile, utenze tradizionali e M2M. Il numero di clienti della prima fase è omesso nella delibera, e non c'è una data di avvio.

Chi ha dispositivi solo 3G riceve un avviso generale con almeno tre mesi, una comunicazione individuale con almeno trenta giorni, e può recedere senza penali. Chi deve solo cambiare SIM o modificare le impostazioni ha trenta giorni. Le SIM non compatibili con il 4G le sostituisce Wind Tre, gratis; il dispositivo no. Il canale è l'SMS per consumer e microbusiness, la PEC per le utenze business, e per gli M2M che non leggono SMS anche la posta elettronica.

Non ci sono effetti sugli operatori virtuali ospitati sulla rete WindTre, su iliad e sul roaming internazionale, perché la portante 3G sui 900 MHz non viene spenta. Lo spegnimento definitivo richiede una richiesta separata e una nuova istruttoria, e non ha una data.

Fonte: delibera AGCOM 217/26/CONS, pubblicata il 13 ottobre 2026. Ripresa da MondoMobileWeb il 14 ottobre e da Hardware Upgrade il 16 ottobre. Il PDF della delibera non è stato aperto. La delibera parla di dispositivi M2M: POS, allarmi e telemetria sono esempi nostri, non suoi.

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Scenario internazionale

La Cina mette quaranta tecnologie, fra cui l'intelligenza artificiale, nel catalogo dell'export controllato

Il Ministero del Commercio e il Ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese hanno pubblicato il 16 ottobre l'Annuncio n. 48 del 2026. È la bozza di revisione del catalogo delle tecnologie vietate o soggette a restrizione all'esportazione.

La consultazione pubblica resta aperta dal 16 ottobre al 15 novembre 2026. Nel frattempo si applica già la registrazione preventiva per esportare le tecnologie in elenco: una parte del provvedimento è in vigore adesso e non attende la fine della consultazione.

Le tecnologie sono quaranta: ventitré di intelligenza artificiale, dodici di fotovoltaico e cinque di biomedicina. Chi esporta tecnologia da e verso la Cina ha quindi un adempimento in più da subito, e un testo da leggere prima del 15 novembre.

FonteMinistero del Commercio e Ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese · Annuncio n. 48 del 2026 · 16 ottobre 2026. Il testo non indica quante delle quaranta siano vietate e quante soggette a licenza.

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Telco & IT

Il Registro delle imprese chiude il trimestre a +18.403, e il 79% della crescita viene dalle società di capitali

Tra luglio e settembre il saldo fra aperture e chiusure è di 18.403 imprese, più 0,32%. È il più alto dal 2021 e supera le 16.920 dello stesso trimestre del 2025. Le iscrizioni sono 62.788, più 2,5%; le cessazioni 44.385, al netto delle cancellazioni d'ufficio. A fine settembre le imprese registrate sono 5.828.620.

La forma giuridica spiega il dato meglio di qualunque altra lettura. Le società di capitali crescono di 14.529 unità, più 0,73%, e valgono il 79% dell'aumento complessivo. Le ditte individuali aggiungono 5.030 imprese, più 0,18%. Le società di persone perdono 1.342 imprese, meno 0,17%, lo stesso tasso del 2025.

Nel comparto che raccoglie telecomunicazioni, programmazione e consulenza informatica le imprese registrate sono 118.439, con un aumento di 1.094 nel trimestre, più 0,93%. È quasi il triplo del tasso dell'intera economia. Ma un anno prima lo stesso comparto cresceva dell'1,56%: il passo si è quasi dimezzato dentro un trimestre che per tutti gli altri accelera.

FonteUnioncamere e InfoCamere · Movimprese, comunicato del 22 ottobre 2026. Il Registro conta le imprese, non il fatturato né gli addetti.

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Soluzione TIM del giorno

IL PUNTO CHE RISOLVE

Applicazioni che si rilasciano a fatica e ambienti che divergono fra loro

Chi ha un parco applicativo cresciuto per stratificazioni conosce il problema. Ogni ambiente ha la sua configurazione, i rilasci richiedono passaggi manuali, e quello che funziona in collaudo non sempre funziona in produzione. Il punto non è la singola applicazione: è la distanza fra un ambiente e l'altro.

TIM Cloud Kube è una piattaforma Kubernetes basata su Red Hat OpenShift. Kubernetes orchestra i container, cioè decide dove girano le applicazioni e le riavvia quando cadono; OpenShift aggiunge la parte di gestione. Il risultato è che gli ambienti si descrivono una volta e si ricreano uguali, e i carichi si spostano fra on-premise e cloud mantenendo la stessa configurazione. Il servizio è erogato su data center TIM in Italia, suddivisi in due region, e le risorse di calcolo sono in modello dedicato.

Servono tre cose in casa, e senza quelle la piattaforma resta inutilizzata. Competenze Kubernetes, che la pagina indica come reperibili sul mercato ma che vanno comunque avute. Una pipeline di integrazione e rilascio che esista davvero, perché l'orchestrazione automatizza i rilasci, non li inventa. E il governo di configurazioni, accessi e policy, che su una piattaforma a container diventa il punto dove si concentrano gli errori.

Fonte TIM Enterprise · pagina di prodotto TIM Cloud Kube, senza data · letta il 23 ottobre 2026

GPA è partner TIM dal 1997. Contenuto divulgativo, nessuna condizione commerciale.

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Cloud & Digital

L'intelligenza artificiale entra nel Testo unico della finanza, e la responsabilità resta al consiglio

Assonime ha pubblicato il 15 ottobre la circolare n. 24 del 2026, che interpreta il decreto legislativo 27 marzo 2026 n. 47, in vigore dal 29 aprile. Il decreto inserisce nel Testo unico della finanza la definizione di sistema di intelligenza artificiale, mutuata dal regolamento europeo, e quella di rischi informatici.

La modifica all'articolo 123-bis chiede alle società quotate di descrivere, dove siano state adottate, le politiche su uso e monitoraggio dell'IA negli assetti amministrativi e contabili, sulla gestione dei rischi informatici e sulla sicurezza cibernetica. «Dove siano state adottate» è la parte che conta: la legge non obbliga a usare l'IA né a dotarsi di una policy, ma se la policy esiste va resa conoscibile al mercato.

Il nuovo articolo 149-ter prevede che i sistemi di monitoraggio continuo e gli strumenti di controllo automatici e predittivi, quando entrano nei controlli interni, siano adeguati e proporzionati a natura, dimensioni e rischi dell'impresa. Assonime suggerisce un censimento dei sistemi già in uso e valuta figure dedicate alla governance dell'IA, precisando che non sono obbligatorie. Per le non quotate l'effetto arriva per via indiretta, dall'articolo 2086 del codice civile sugli assetti adeguati.

FonteAssonime · circolare n. 24 del 15 ottobre 2026, ripresa da LaMiaFinanza del 16 ottobre. La circolare originale non è stata aperta.

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Cyber Security

Duecentocinquantaquattro campagne malevole in una settimana, e la prima è il finto rimborso dell'Agenzia delle Entrate

Il CERT-AGID ha censito 254 campagne malevole nella settimana dal 10 al 16 ottobre, di cui 217 con obiettivi italiani e 37 generiche che hanno comunque colpito l'Italia. Agli enti accreditati sono stati messi a disposizione 1.468 indicatori di compromissione.

I temi sfruttati sono 25. In testa il Rimborso, con 65 campagne di phishing italiane, tutte a nome dell'Agenzia delle Entrate. Seguono le Multe, 55 campagne via email o SMS che usano grafiche e loghi di SEND, PagoPA, Polizia di Stato e ACI. Poi il Rinnovo, 49 campagne, di cui 39 a nome del Ministero della Salute.

Le famiglie di malware della settimana sono 15. Remcos arriva con allegati in formato ARJ, COM, BIN, XLS, JS, ZIP e RAR; AgentTesla con XLSX, ZIP, RAR, JS, SCR e TAR; FormBook con WSF, ZIP, RAR e 7z. Sul fronte bancario sono 23 le campagne verso clienti di ING, Klarna, WIX, InBank, ScalaPay, Findomestic e Hype. I marchi usati come esca sono 39.

FonteCERT-AGID · sintesi riepilogativa delle campagne malevole nella settimana del 10-16 ottobre · 16 ottobre 2026. Le tabelle di dettaglio del bollettino sono immagini: i numeri per singolo formato e per canale non sono leggibili come testo.

Oracle corregge 98 falle in MySQL, e le due peggiori stanno in librerie che non sono sue

Il Critical Patch Update di Oracle del 20 ottobre porta 98 correzioni per MySQL, di cui 29 per falle sfruttabili da remoto senza autenticazione. Le versioni affette di MySQL Server vanno dalla 8.0.0 alla 8.0.49, dalla 8.4.0 alla 8.4.12, dalla 9.7.0 alla 9.7.3 e dalla 26.7.0 alla 26.7.1.

Le due vulnerabilità in testa non sono nel codice di MySQL. CVE-2025-15467 sta nella libreria OpenSSL incorporata nel server: un overflow nel parsing dei messaggi CMS, che può portare al crash o all'esecuzione di codice da remoto, e scatta prima di qualunque autenticazione. CVE-2026-9547 sta nella libreria curl incorporata: su trasferimenti SCP e SFTP accetta un server non fidato se il tipo di chiave non corrisponde a quello registrato, e apre a un attacco in mezzo.

Lo stesso difetto ha due punteggi. Oracle valuta entrambe le falle 9.8 dentro MySQL. I record pubblici riportano 8.8 per la falla OpenSSL e 7.4 per quella curl, con sfruttabilità bassa. Non risulta sfruttamento attivo confermato. Chi non può aggiornare subito tiene la porta 3306 chiusa verso l'esterno.

FonteOracle · Critical Patch Update Advisory di ottobre 2026 · 20 ottobre 2026. Punteggi dei record pubblici letti su OpenCVE il 23 ottobre.

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Marketing & Comunicazione

Somigliare a tutti gli altri ha un costo, e la ricerca lo misura sulla considerazione

UM e TBWA Italia hanno presentato il 22 ottobre a Milano la ricerca «Stand Against the Bland». Il metodo mette in relazione i risultati degli studi post-campagna del team Insight di Omnicom Media con la quota di persone che giudicava una pubblicità uguale alle altre. Gli indicatori osservati sono quattro: Ad Recall, Awareness, Consideration e Purchase.

La correlazione è negativa su tutti e quattro. Più una pubblicità viene percepita come simile alle altre, più le prestazioni tendono a scendere. Il legame più forte è sulla Consideration, con una correlazione di Pearson di meno 0,54, seguita da Awareness a meno 0,42, Ad Recall a meno 0,37 e Purchase a meno 0,19.

La distanza fra il primo e l'ultimo indicatore è il dato più scomodo. La distintività percepita pesa molto su quanto un marchio viene preso in considerazione e poco sull'acquisto immediato: l'effetto si vede prima nella scelta di candidarsi che nella conversione. La ricerca sintetizza il costo in un moltiplicatore dell'investimento necessario a ottenere un risultato equivalente, ma il valore non è pubblicato.

FonteEngage · 22 ottobre 2026. Ricerca proprietaria di UM e TBWA Italia, due agenzie che operano nel mercato che la ricerca misura. Campione e periodo di rilevazione non dichiarati.

Si può spingere un agente AI a consigliare un prodotto senza dirgli una sola bugia

Ricercatori dell'EPFL di Losanna e di Harvard hanno pubblicato lo studio «Welcome to the Age of Agent Ads». Il meccanismo è semplice. Il venditore scrive nella scheda prodotto una frase formalmente vera: che il prodotto non contiene una sostanza dal nome inventato. L'agente incontra il termine che non conosce, lo cerca sul web, trova pagine predisposte che lo associano a un rischio, e per prudenza declassa i concorrenti che non ne dichiarano l'assenza.

Gli autori lo chiamano attacco on-policy: non costringe l'agente a violare le proprie regole, sfrutta il modo in cui le applica. Nessuna affermazione falsa, nessuna denigrazione dei concorrenti, nessuna violazione dei termini della piattaforma. Il test ha coperto quattro categorie di annunci reali: prodotti di bellezza, integratori, offerte di lavoro e locazioni brevi.

Nell'analisi di quindici piattaforme gli autori non hanno trovato una disposizione che protegga esplicitamente gli agenti da questa forma di orientamento: le regole esistenti guardano alla veridicità delle dichiarazioni. I modelli interrogati direttamente riconoscono come artificiosa l'informazione piantata, ma quando la stessa informazione entra attraverso una ricerca il riconoscimento esplicito risulta raro.

FonteRivista.AI · 18 ottobre 2026, sullo studio EPFL e Harvard pubblicato su arXiv. Lo studio non pubblica percentuali di efficacia.

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Dal Network LinkedIn

La Commissione europea contesta a KKR le informazioni fornite nell'istruttoria del 2024 su NetCo

Il 19 ottobre la Commissione europea ha inviato a KKR una Comunicazione degli addebiti. L'oggetto non è l'assetto dell'operazione con cui nel 2024 il fondo ha rilevato NetCo, l'infrastruttura di rete fissa poi confluita in FiberCop, ma la correttezza delle informazioni fornite durante l'istruttoria.

Il nodo sono gli accordi di accesso wholesale a lungo termine. Nel 2024 KKR aveva indicato che i contratti esistenti non sarebbero stati modificati unilateralmente, e su quelle basi l'operazione fu autorizzata senza condizioni nel maggio 2024. A metà 2025 alcuni concorrenti hanno denunciato rincari unilaterali delle tariffe, e nel luglio 2025 è stata aperta l'inchiesta.

KKR dichiara di essere in forte disaccordo e di voler contestare le accuse preliminari, e ricorda che una Comunicazione degli addebiti non è un accertamento definitivo di infrazione e che l'autorizzazione dell'operazione resta valida. Il procedimento è aperto.

FonteCard costruita sul post LinkedIn di Mila Fiordalisi del 22 ottobre 2026 e verificata sul comunicato della Commissione europea IP/26/2178 del 19 ottobre 2026, caso M.12099, articolo 14(1) del regolamento sulle concentrazioni. Nessun contenuto di questa card è ripreso in un post firmato.

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Focus Apple

Apple porta a Parigi i suoi Designers of Tomorrow, e il tema di quest'anno è la presenza

Il 20 ottobre Apple ha presentato la seconda edizione di Designers of Tomorrow, in collaborazione con Design Miami. La mostra ha aperto all'Hôtel de Maisons di Parigi. Il curatore è Rodman Primack, per anni direttore creativo di Design Miami, e i quattro selezionati sono Salem S. Charabi, Isabel Rower, Yoonjeong Lee e lo studio Parafernalia di Genki Matsumura e Sebastián Zorrilla.

Il tema è la presenza, cioè cosa riesce ancora a tenere l'attenzione. Charabi ha costruito una lanterna con velo in carta di banana e una struttura di foglie di palma da dattero, ogni filamento ottagonale di tre millimetri, spaccato a mano. Lee ha impilato circa cinquemila fogli sottili di impiallacciatura per la base di un pezzo che è tavolo e lampada insieme, con matite consumate usate come chiodi.

La parte che riguarda chi lavora in comunicazione è come il programma è costruito. Apple non mostra un prodotto: mostra quattro processi creativi in cui i suoi strumenti compaiono come passaggio di lavoro, dal modello tridimensionale sul portatile all'archivio visivo, fino a uno studio distribuito fra Monterrey e Città del Messico che si tiene insieme con videochiamate e file condivisi. Il prodotto resta sullo sfondo e il racconto sta sul mestiere.

FonteApple Newsroom · 20 ottobre 2026.

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Automotive & Fleet

Quattro associazioni chiedono al Governo di rifare la fiscalità delle flotte, e mettono un numero sul tavolo

ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE hanno elaborato insieme una proposta di revisione della fiscalità delle flotte aziendali e l'hanno trasmessa al Ministero dell'Economia e delle Finanze e alla Presidenza del Consiglio, con l'obiettivo di entrare nella prossima legge di bilancio.

Il punto di partenza è una distanza. In Italia il canale aziendale pesa poco meno del 30% delle nuove immatricolazioni, nell'Unione europea la quota sfiora il 60%. I capitoli che la proposta vuole toccare sono tre: deducibilità dei costi, detraibilità dell'IVA e trattamento fiscale dei rimborsi per la ricarica domestica dei veicoli aziendali.

Le cifre sono stime dei proponenti: circa 400.000 veicoli a zero e basse emissioni immatricolati nel triennio 2027-2029, a fronte di un impegno finanziario stimato in 515 milioni di euro. L'eliminazione della penalizzazione sulla ricarica domestica è valutata sotto i 2,5 milioni. Alla proposta hanno dato sostegno l'osservatorio Top Thousand e AIAGA, che ricorda come le auto aziendali in Italia si rinnovino in media entro i quattro anni e siano il principale canale di approvvigionamento dell'usato.

FonteMissionline · 19 ottobre 2026. Il documento della proposta non è pubblicato: le stime non sono valutate da terzi, e non risulta una risposta del Ministero.

Numero della settimana
+18.403

Il saldo fra aperture e chiusure di imprese nel terzo trimestre, il più alto dal 2021. Le quattro macro-aree lo compongono così, e la somma torna al totale. Fonte: Unioncamere e InfoCamere, Movimprese, 22 ottobre 2026.

Citazione
Nell'era dell'AI la creatività è alla portata di tutti, la distintività no.

Fabrizia Marchi, CEO di TBWA Italia, allo Stand Against Bland Day di Milano. Engage, 22 ottobre 2026.

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La buona notizia

La deforestazione globale è scesa del 15% in un anno, il calo più forte dal 2018

Nel 2025 il mondo ha perso sette milioni di ettari di foresta. Dal 2021 le perdite annue erano state sempre sopra gli otto milioni. Il calo del 15% rispetto al 2024 è il più marcato dalla base di riferimento 2018-2020.

Il movimento non è uniforme. L'America Latina tropicale e i Caraibi scendono al 33% sotto la base di riferimento. La deforestazione legata alle materie prime commerciali cala a 6,01 milioni di ettari, dai 7,24 milioni della base. In Africa tropicale, invece, la deforestazione continua a salire.

Il risultato è il calo, non il traguardo. Dal 2021 il mondo ha accumulato un deficit di 10,7 milioni di ettari rispetto alla riduzione che servirebbe per fermare la deforestazione entro il 2030, e nel 2024 sono 65,4 i milioni di ettari di foresta scesi di categoria per integrità ecologica.

FonteForest Declaration Assessment 2026, pubblicato da Climate Focus con una coalizione di partner di ricerca · ottobre 2026. Cifre verificate sul report, 72 pagine, ripreso da Down to Earth il 16 ottobre.