N. 148Lunedì 26 Ottobre 2026Ogni mattina alle 9
Dorsale

Il digitale che regge il Paese, ogni mattina.


Telco · Cyber · AI · Welfare · MarketingLettura: 14 minuti
Notizia del giorno

Il decreto sull'intelligenza artificiale è operativo: cosa contiene davvero

La pubblicazione in Gazzetta l'avevamo data il 12 ottobre. Da venerdì 23 il decreto legislativo 7 ottobre 2026 n. 179 è efficace, e il testo si legge per quello che è.

Sono 54 articoli divisi in cinque Capi. Il Capo II è il più ampio e assegna i poteri alle autorità nazionali: si articola in otto Sezioni, fra cui il sistema di notifica, la vigilanza del mercato, le disposizioni sanzionatorie e gli spazi di sperimentazione normativa.

Il Capo III riguarda l'uso dell'intelligenza artificiale nei percorsi formativi, nelle professioni, nel lavoro, nella sanità e nella pubblica amministrazione. Il Capo IV tratta informazioni aziendali ed esperienze tecnico-industriali su dati, algoritmi e metodi matematici. La legge delega è la 23 settembre 2025 n. 132, articolo 24.

Una avvertenza sulle cifre che circolano in queste ore. Il massimale sanzionatorio di 35 milioni di euro appartiene al regolamento europeo, non a questo decreto: la pagina della Gazzetta Ufficiale riporta preambolo e indice, e per le sanzioni italiane va letto il testo della Sezione V. Allo stesso modo, l'indice non nomina le autorità a cui vanno i poteri.

Fonte: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana · Serie Generale n. 234 dell'8 ottobre 2026, atto 26G00200 · entrata in vigore 23 ottobre 2026

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Scenario internazionale

La FCC blocca due dispositivi con chip HiSilicon

La Federal Communications Commission ha impedito la commercializzazione e la vendita negli Stati Uniti di due dispositivi, una dashcam e un trasmettitore video wireless, costruiti con chip di HiSilicon, controllata di Huawei. L'annuncio è del 22 ottobre.

È il primo blocco applicato dopo l'entrata in vigore delle nuove regole, efficaci dal 13 ottobre 2026, che vietano i dispositivi contenenti componenti di aziende iscritte alla Covered List. Prima, le norme non vietavano ai dispositivi altrimenti legittimi di incorporare quei componenti.

Il comunicato non indica marche né modelli, e Huawei non ha risposto alla richiesta di commento. Per chi acquista apparati di videosorveglianza e di registrazione video destinati al mercato statunitense, il perimetro di quello che si può immettere sul mercato ora si misura sul componente e non più sul prodotto finito.

FonteFederal Communications Commission · News Release DOC-426130A1 · 22 ottobre 2026

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Telco & IT

Gli operatori di telecomunicazioni scendono a 53.900 addetti, minimo dal 2010

Il Rapporto sulla Filiera delle Telecomunicazioni 2026, presentato il 22 ottobre alla Luiss di Roma da Asstel con Slc-Cgil, Fistel-Cisl e UilFPC-Uil, registra per il 2025 un numero di addetti degli operatori italiani poco inferiore alle 54.000 persone. Il documento lo definisce il minimo storico dal 2010. Nel 2024 erano 55.500.

Nello stesso anno gli addetti degli operatori spagnoli sono 63.200, in crescita del 3,3%. I ricavi lordi italiani del 2025 valgono 28,4 miliardi di euro, circa 300 milioni in più dell'anno precedente. Gli investimenti privati complessivi degli operatori, escluse le licenze, crescono del 4% e tornano a 6,8 miliardi, con un'incidenza sui ricavi che sale al 24%.

Due cose da tenere accanto ai numeri. Il rapporto è dell'associazione che rappresenta il settore misurato, e porta con sé le richieste dell'associazione al Governo. E le cifre riportate qui sono quelle del documento integrale: alcune riprese di stampa indicano 7,7 miliardi di investimenti e un'incidenza del 27%, valori che il testo del rapporto non conferma.

FonteAsstel-Assotelecomunicazioni, Rapporto sulla Filiera delle Telecomunicazioni 2026, capitolo 5.1 · presentato il 22 ottobre 2026

Il 10 novembre finisce il supporto di .NET 8 e .NET 9, lo stesso giorno

Microsoft chiude il supporto di due versioni del runtime .NET nella stessa data, il 10 novembre 2026. Dopo quel giorno non escono più correzioni di sicurezza per nessuna delle due.

.NET 8 è una versione a supporto lungo, rilasciata il 14 novembre 2023, e la politica dichiarata le assegna tre anni. .NET 9 è a supporto breve, rilasciata il 12 novembre 2024, con due anni. Entrambe sono oggi nella fase di manutenzione, che copre gli ultimi sei mesi di vita e comprende solo correzioni di sicurezza. La versione a supporto lungo successiva è .NET 10, rilasciata l'11 novembre 2025 e coperta fino al 14 novembre 2028.

Il runtime non si vede: sta sotto gestionali, piattaforme di e-commerce e applicativi verticali che spesso l'azienda non ha scritto. Chi vuole sapere se è esposto lo chiede al fornitore del software, non al proprio reparto tecnico.

FonteMicrosoft, .NET and .NET Core Support Policy · pagina aggiornata al 25 ottobre 2026

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Soluzione TIM del giorno

IL PUNTO CHE RISOLVE

Quando la sicurezza sta nella rete e non sui dispositivi

Mettere in sicurezza il traffico di un'azienda distribuita vuol dire di solito installare qualcosa: un agente su ogni portatile e su ogni telefono, un apparato in ogni sede. Ogni aggiunta è un progetto, e ogni progetto lascia dietro di sé configurazioni da tenere allineate. Quando gli strumenti si moltiplicano, i buchi nascono dalle differenze fra le configurazioni più che dalle minacce.

TIM Guardian sposta i controlli dentro la rete dell'operatore. Si attiva l'opzione sulle SIM o sulla linea fissa, e il traffico dati viene ispezionato prima di arrivare al dispositivo: niente software a bordo degli smartphone, niente apparati aggiuntivi in sede. Le politiche si governano da una consolle sola. La versione per le organizzazioni più grandi unisce SD-WAN, Internet e MPLS alle funzioni di sicurezza nello stesso servizio, e centralizza le politiche fra le sedi.

Serve però qualcuno che quelle politiche le possieda e le tenga aggiornate, una mappa vera di sedi, linee e SIM, e una decisione presa su cosa si ispeziona e cosa no. Senza quelle, una consolle unica centralizza la confusione invece di togliere i silos. E la protezione vale per il traffico che passa dalle linee e dalle SIM dell'operatore: chi lavora con più operatori resta con una parte scoperta, e va messa in conto prima e non dopo.

Fonte TIM Enterprise · pagina di prodotto TIM Guardian, senza data · letta il 26 ottobre 2026

GPA è partner TIM dal 1997. Contenuto divulgativo, nessuna condizione commerciale.

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Cyber Security

Nell'orchestratore SD-WAN di Arista un utente qualsiasi diventa amministratore

La vulnerabilità CVE-2026-114625 riguarda VeloCloud Orchestrator nelle installazioni presso il cliente. Un utente già autenticato, anche con il ruolo di tenant più basso, ottiene privilegi di operator e agisce come superuser locale, comprese funzioni pensate per uso interno. È una SQL injection, categoria CWE-89.

Il punteggio è 9,9 nella scala CVSS 3.1 e 9,4 nella scala 4.0: sono due versioni della stessa metrica dentro lo stesso record, assegnato da Arista. La vulnerabilità risulta sfruttata in modo attivo ed è entrata nel catalogo delle vulnerabilità sfruttate il 23 ottobre, con termine di rimedio per le agenzie federali statunitensi fissato al 26 ottobre, cioè oggi.

Le versioni colpite nelle installazioni presso il cliente sono la 5.2.0 fino a prima della 5.2.3.18, la 6.1.0 fino a prima della 6.1.3.10 e la 6.4.0 fino a prima della 6.4.2.12. Le correzioni sono 5.2.3.18, 6.1.3.10 e 6.4.2.12. Le versioni gestite dal fornitore sono già state aggiornate. L'attacco richiede una credenziale valida: non è raggiungibile da chi non ha già un accesso.

FonteOpenCVE, scheda CVE-2026-114625 · Arista, Security Advisory 0199 · pubblicata il 22 ottobre 2026, in catalogo dal 23

Su WordPress lo strumento di backup diventa la via d'ingresso

Duplicator, plugin di backup e migrazione per WordPress, deserializza contenuto non fidato preso dal database durante una migrazione. La vulnerabilità è CVE-2026-82814, categoria CWE-502, punteggio 8,8 nella scala CVSS 3.1 secondo Wordfence, che l'ha assegnata, e lo stesso valore risulta su OpenCVE.

La catena è lenta, e questo la rende diversa dalle altre. Un attaccante non autenticato lascia l'innesco in una pagina pubblica. L'esecuzione scatta dopo, quando un amministratore crea un pacchetto o esegue un import. Serve quindi l'interazione di chi amministra il sito, e finché quella migrazione non viene fatta non succede niente.

Sono affette le versioni fino alla 1.5.17 della versione gratuita e fino alla 4.6.10 della versione Pro. La correzione è la 5.0.0 per entrambe. Non risulta sfruttamento attivo: il punteggio di probabilità di sfruttamento resta sotto l'uno per cento e la vulnerabilità non è nel catalogo delle vulnerabilità sfruttate. Chi aggiorna conviene che rigeneri i pacchetti creati prima.

FonteWordfence Intelligence · pubblicata il 20 ottobre 2026, record CVE del 21 · punteggi riscontrati su OpenCVE

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Marketing & Comunicazione

I buoni esentasse costano allo Stato 874 milioni l'anno

Uno studio dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica, firmato Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli, quantifica il costo per l'Erario della soglia esentasse dei fringe benefit: 874 milioni di euro ogni anno, di cui 374 milioni di IRPEF e 500 milioni di contributi INPS.

La platea stimata è di circa 1,2 milioni di lavoratori, nell'ipotesi che ciascuno usi per intero il plafond disponibile, mille euro o duemila in presenza di figli a carico. Le due soglie sono confermate per il triennio 2025-2027 dalla Legge di Bilancio 2025. La soglia ordinaria del Testo unico, fuori da queste proroghe, è di 258,23 euro: dal 2020 sei norme diverse l'hanno innalzata.

Lo studio è sostenuto da Satispay, che fornisce i binari di pagamento e le gift card con cui i fringe benefit vengono erogati, e sostiene che stabilizzare la soglia convenga alle casse pubbliche. Gli 874 milioni non sono una misurazione ma una rielaborazione di stime della Ragioneria Generale dello Stato, e gli effetti sul prodotto interno lordo indicati nel documento sono scenari di modello.

FonteOsservatorio sui Conti Pubblici Italiani, Università Cattolica · ripreso da Percorsi di Secondo Welfare, 22 ottobre 2026

Le sintesi AI di Google coprono l'88% delle ricerche commerciali monitorate

Semrush ha seguito 400 keyword commerciali statunitensi in tre settori, banche, software ed e-commerce, da settembre 2025 ad agosto 2026. La presenza delle AI Overviews nei risultati è passata dal 45,75% all'88% delle keyword, e al 97,08% se il conteggio è pesato sul volume di ricerca. Sulle query che contengono la parola reviews si va dal 30,14% all'89,04%.

Nello stesso periodo il traffico che arriva dagli assistenti resta una frazione. Dodici mesi di dati su cento siti raccolti da Marie Haynes indicano che le sessioni provenienti da ChatGPT valgono lo 0,62% di quelle che arrivano dalla ricerca organica di Google, che porta il 96,5% delle conversioni. Un'analisi di SEO Works stima il rapporto a 39 a uno in favore dell'organico.

Due limiti vanno letti insieme ai numeri. Lo studio misura la comparsa delle sintesi, non i click né il traffico, e riguarda ricerche da desktop negli Stati Uniti: non è una fotografia del mercato italiano. E Semrush vende gli strumenti che le sue stesse raccomandazioni rendono necessari.

FonteSemrush · ripreso da PPC Land, 23 ottobre 2026

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Dal Network LinkedIn

Trenta mesi di intelligenza artificiale, misurati in grafici

Ethan Mollick, professore alla Wharton e condirettore dei Generative AI Labs, ha pubblicato il 20 ottobre su One Useful Thing un bilancio dei trenta mesi passati dal suo libro precedente. Il pezzo accompagna l'uscita del suo secondo libro, ed è il contesto in cui va letto.

I dati vengono dal Long Horizon Benchmark di METR, che misurava quanto lavoro umano un modello riesce a svolgere con almeno il 50% di probabilità di riuscita a partire da un singolo prompt. Dal rilascio di GPT-4 alla fine della misurazione quella quantità è raddoppiata otto volte: nel 2024 un compito da quattro minuti, nell'aprile 2026 diciassette ore. Poi METR ha dichiarato di non poter più misurare con i metodi correnti.

Altri due numeri dello stesso pezzo: centottanta modelli sono oggi migliori di quanto fosse GPT-4 al rilascio, e diciannove girano su uno smartphone; il costo per ottenere una risposta corretta a un test di livello universitario avanzato è passato da trenta centesimi a quattro centesimi di centesimo. Nel suo post su LinkedIn Mollick osserva che negli organigrammi delle grandi aziende questo allarga il raggio di controllo di chi sta in cima. È un'osservazione, non una misura, e non indica aziende né casi.

FonteEthan Mollick, One Useful Thing, “30 Months on the Exponential (in Charts)” · 20 ottobre 2026 · post LinkedIn del 25 ottobre, letto in traduzione, parafrasato e non citato

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Focus Apple

Gli sviluppatori riscrivono le app per lo schermo che si apre

Apple ha pubblicato il 22 ottobre un resoconto di come gli sviluppatori terzi hanno adattato app e giochi al primo iPhone pieghevole. Le collezioni editoriali dedicate sono arrivate sull'App Store il 23 ottobre, e le app adattate portano un contrassegno sulla scheda prodotto.

Il display interno è il 50% più grande di quello di iPhone 18 Pro Max. I due schermi condividono lo stesso rapporto d'aspetto, così un'app che passa da uno all'altro scala in proporzione invece di essere ridisegnata. Arriva anche Split View, cioè due app affiancate, per la prima volta su iPhone. Il chip è A20 Pro.

Apple cita i casi di Netflix, Prime Video, Paramount+, Apple TV, MLB e PGA Tour sul lato intrattenimento, e Zoom, Slack, Salesforce, Fantastical, Notewise, Things e Bear su quello della produttività. Word e Outlook sono indicati per le settimane successive, quindi non sono ancora disponibili. Apple non dice quante app siano state adattate in tutto.

FonteApple Newsroom · 22 ottobre 2026

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Automotive & Fleet

L'Italia a 54 punti su 100 nella maturità della mobilità elettrica aziendale

La European Mobility Guide 2026 di Ayvens assegna all'Italia 54 punti su 100 e la colloca nella fascia dei Paesi in transizione, su trenta Paesi europei analizzati. L'indice combina cinque elementi: adozione di veicoli elettrici sui volumi di vendita, densità delle infrastrutture pubbliche di ricarica, fiscalità e regolamentazione locale, confronto fra costo totale di possesso elettrico e termico, e sostenibilità della rete elettrica nazionale.

La tesi del documento è che la leva si è spostata dagli incentivi all'acquisto verso fiscalità, costo totale e ricarica. Sul fringe benefit delle auto aziendali l'imposizione varia per alimentazione: 10% per l'elettrico, 20% per il plug-in, 50% per benzina e diesel. Il decreto legislativo 7 agosto 2026 n. 148 aggiunge che dall'anno successivo al compimento del quinto anno dalla prima immatricolazione il valore imponibile sale del 50%, con una maggiorazione forfettaria del 5% per accessori e allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI.

Due avvertenze. Il 54 su 100 è un indice composito costruito dall'autore dello studio, non una misura: il documento non dichiara la numerosità dei dati sottostanti né la posizione dell'Italia nella graduatoria dei trenta Paesi. E Ayvens è insieme l'autore dello studio e un operatore di noleggio a lungo termine.

FonteAyvens, European Mobility Guide 2026 · ripreso da Fleet Magazine, 23 ottobre 2026

Numero della settimana
44,3%

La quota delle fonti rinnovabili sulla generazione elettrica del National Electricity Market australiano nel terzo trimestre 2026: la più alta mai registrata in un terzo trimestre. Fonte: AEMO, Quarterly Energy Dynamics Q3 2026, 23 ottobre 2026

Citazione
Stiamo sostanzialmente cercando di gestire una transizione epocale a mani quasi nude

Riccardo Saccone, segretario generale di Slc-Cgil, al Forum Nazionale delle Telecomunicazioni di Asstel. CorCom, 23 ottobre 2026.

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La buona notizia

Le rinnovabili al 44,3% della generazione elettrica australiana nel trimestre

Nel trimestre luglio-settembre 2026 le fonti rinnovabili hanno coperto il 44,3% della generazione del National Electricity Market, la rete che serve la costa orientale e il sud dell'Australia. È la quota più alta mai registrata in un terzo trimestre: un anno prima era 41,8%.

Il solare di grande taglia cresce del 30% e l'idroelettrico del 15%. L'energia restituita dalle batterie di rete è più che triplicata in un anno. La generazione a gas scende del 34% e segna la media di terzo trimestre più bassa dal 2000. Nella fascia serale fra le 16 e le 21 le batterie hanno fornito l'8% della generazione, superando per la prima volta in un trimestre il gas, al 5,1%.

Due precisazioni che il documento fa da sé. Il record vale per il terzo trimestre, non in assoluto. E riguarda il National Electricity Market: il mercato separato dell'Australia occidentale è andato nella direzione opposta, con prezzi medi in crescita del 19%. Parte del calo di gas e prezzi è attribuita a un inverno più caldo.

FonteAustralian Energy Market Operator, Quarterly Energy Dynamics Q3 2026 · 23 ottobre 2026